mercoledì 13 aprile 2011

Intervista a Vincenzo Vita
Voce Repubblicana del 13 aprile 2011
di Lanfranco Palazzolo

L’articolo 3 del Decreto 34 potrebbe mettere in difficoltà alcuni gruppi televisivi come Sky. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Vincenzo Vita.
Senatore Vita, la Commissione Bilancio e quella Istruzione sono impegnate nella conversione del Decreto 34, un provvedimento omnibus che riguarda anche gli incroci stampa-televisione. Cosa pensa di questa parte del provvedimento?
“Durante l’esame del Decreto mille proroghe, approvato recentemente dai due rami del Parlamento fu ritirato un emendamento che impediva, a chi ha più di una televisione nazionale, di avere dei quotidiani di proprietà. Quella norma, già in vigore, scadeva alla fine del 2010. Il buon senso avrebbe imposto una proroga di quella norma alla fine del 2012, quando il numero delle reti televisive sarà consolidato con il passaggio totale al digitale terrestre. Nel decreto mille proroghe approvato a febbraio apparve una normativa bizzarra: non può avere una presenza nei quotidiani colui che possiede almeno l’8% del Sistema integrato delle comunicazioni (SIC) e il 40% delle Telecomunicazioni. Ma non fu approvata. Oggi, quella norma è stata riproposta nel decreto 34 (articolo 3)”.
Questa norma è stata progettata contro qualcuno?
“Presumo che sia stata presentata per mettere in difficoltà Sky, che possiede poco più dell’8 per cento del SIC. Ricordo che oggi il Sic è ancora difficilmente definibile. Ogni anno l’authority deve definirlo e classificarlo. Per quanto riguarda il limite del 40% nel settore delle Comunicazioni ritengo che questa norma sia stata pensata per creare qualche problema a Telecom. Dobbiamo accertare se con questa norma si vuole dare un avvertimento ai concorrenti di Mediaset”.
Sky e Telecom hanno manifestato qualche preoccupazione per questo tipo di norma oppure lo hanno fatto solo le forze politiche presumendo un problema per queste due aziende?
“C’è stato uno strano silenzio da parte dei gruppi interessati all’articolo 3 del decreto 34. Nessuno dei gruppi che ho citato ha espresso qualche preoccupazione pubblica”.
Quali potrebbero essere i quotidiani interessati dall’espansione editoriale dei grandi gruppi televisivi?
“L’oggetto del desiderio di alcuni grandi gruppi è senza dubbio il ‘Corriere della Sera’”.
Da parte di chi?
“Del gruppo Mediaset. Berlusconi avrebbe intenzione di controllare il ‘Corriere della Sera’. Il quotidiano di via Solferino non è ostile a Silvio Berlusconi. Ma non è nemmeno così supino come lui vorrebbe. E in quel quotidiano c’è un problema societario molto complesso. Non credo sia impossibile una scalata al ‘Corriere della Sera’. Poi si vocifera dell’interesse di Sky ad entrare nel gruppo ‘Espresso’. Di fronte a questi ripetuti tentativi trovo che sia mancata una discussione pubblica”.

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