domenica 24 aprile 2011

La libera iniziativa economica in Francia

In Francia la Costituzione non contiene un articolo specificamente dedicato alla libertà d’impresa (c.d. liberté d’entreprendre).

Una proclamazione esplicita della libertà d’impresa si trova invece più volte nel diritto positivo, a partire da testi legislativi ancora in vigore che risalgono all’epoca della Rivoluzione. Il principio inteso come «libertà del commercio e dell’industria» viene istituito per la prima volta dall’art. 7 della Legge del 2-17 marzo 1791 (c.d. Décret d’Allarde), un testo con disposizioni fiscali, che crea la licenza (patente) necessaria per l’esercizio di attività commerciali, artigianali o industriali: “A compter du 1er avril prochain, il sera libre à toute personne de faire tel négoce ou d’exercer telle profession, art ou métier qu’elle trouvera bon, mais elle sera tenue de se pourvoir auparavant d’une patente, d’en acquitter le prix d’après les taux ci-après déterminés et de se conformer aux règlements de police qui sont ou pourront être faits”.

Il primo riconoscimento di un fondamento costituzionale del principio della liberté d’entreprendre è avvenuto nel 1982 grazie alla giurisprudenza del Conseil Constitutionnel, il quale con la Decisione n. 81-132 del 16 gennaio 1982 ha riconosciuto alla liberté d’entreprendre un valore superiore a quello della legge ordinaria e alle restrizioni arbitrarie o abusive che possono esservi apportate dalla legge ordinaria. In quella storica decisione il Conseil ha affermato infatti: "...; que la liberté qui, aux termes de l'article 4 de la Déclaration, consiste à pouvoir faire tout ce qui ne nuit pas à autrui, ne saurait elle-même être préservée si des restrictions arbitraires ou abusives étaient apportées à la liberté d'entreprendre (...)".

Secondo la giurisprudenza del Conseil constitutionnel, la libertà d’impresa deriva pertanto a livello costituzionale dall’articolo 4 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, inserita nel Preambolo alla Costituzione del 1958, che recita: “La liberté consiste à pouvoir faire tout ce qui ne nuit pas à autrui: ainsi, l’exercice des droits naturels de chaque homme n’a de bornes que celles qui assurent aux autres Membres de la Société, la jouissance de ces mêmes droits. Ces bornes ne peuvent être déterminées que par la Loi”.

Secondo la dottrina, la libertà d’impresa è contenuta implicitamente anche nell’art. 2 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, secondo la quale “le but de toute association politique est la conservation des droits naturels et imprescriptibles de l’homme. Ces droits sont la liberté, la propriété…”, ed inoltre negli artt. 4 e 5 che affermano un principio generale di libertà, seppur necessariamente accompagnata da alcune limitazioni.

Dopo la prima decisione del 1982 che ne ha riconosciuto la tutela costituzionale, la giurisprudenza del Conseil Constitutionnel sulla libertà d’impresa ha avuto una sua evoluzione negli ultimi vent’anni, nel tentativo di delineare l’ampiezza della protezione assicurata a tale libertà.

Il Conseil, dopo aver affermato inizialmente una tendenza a contenere la libertà d’impresa, riconoscendole una protezione temperata dai limiti imposti dal legislatore per motivi di interesse generale con la Decisione n. 89-254 del 4 luglio 1989 per la quale “…la liberté d'entreprendre n'est ni générale, ni absolue; …il est loisible au législateur d'y apporter des limitations exigées par l'intérêt général à la condition que celles-ci n'aient pas pour conséquence d'en dénaturer la portée; ...", ha invertito tale impostazione a partire dal 1997 con la Decisione n. 97-388 del 20 marzo 1997, secondo la quale “la liberté d'entreprendre, qui n'est ni générale ni absolue, s'exerce dans le cadre des règles instituées par la loi… les contraintes établies par le législateur ne portent pas à cette liberté des atteintes excessives propres à en dénaturer la portée “, affermando in tale occasione che i limiti imposti dal legislatore non debbano comunque attentare eccessivamente alla libertà d’impresa e non menzionando più i limiti imposti per motivi di interesse generale.
Il Conseil ha successivamente reintrodotto con la Decisione n. 98-401 del 10 giugno 1998 la necessità di giustificare un’eventuale limitazione della “liberté d’entreprendre” con esigenze costituzionali o motivi di interesse generale, precisando in modo ancor più compiuto la sua posizione con la Decisione n. 2000-439 del 16 gennaio 2001 nella quale ha affermato che “la liberté d'entreprendre découle de l'article 4 de la Déclaration des droits de l'homme et du citoyen de 1789; qu'il est toutefois loisible au législateur d'apporter à cette liberté des limitations liées à des exigences constitutionnelles ou justifiées par l'intérêt général, à la condition qu'il n'en résulte pas d'atteintes disproportionnées au regard de l'objectif poursuivi;…”. Tale formulazione giurisprudenziale risulta costante fino ad oggi ed é ripresa anche dalle più recenti decisioni sul tema (Decisione n. 2010-89 del 21 gennaio 2011 e Decisione n. 2010-55 del 18 ottobre 2010).

A margine dei lavori relativi alla riforma costituzionale del 2008, il Comitato di riflessione sul Preambolo della Costituzione, presieduto da Simone Veil, ha esaminato l’eventualità di una “via costituzionale” per l’inserimento esplicito, tra gli altri temi meritevoli, della libertà d’impresa e dell’economia di mercato nel Preambolo della Costituzione. Il Rapporto finale è stato presentato al Presidente della Repubblica nel dicembre 2008.

Documentazione
Comité de réflexionsur le Préambule de la Constitution, Redécouvrir le Préambule de la Constitution: Rapport au Président de la République, dicembre 2008 (si segnalano in particolare le pp. 160 e 202-203 del rapporto).

Conseil Constitutionnel, La liberté d’entreprendre (scheda di sintesi, ottobre 2001).
FraissinierV., La liberté d’entreprendre. Etude de droit privé (tesi di dottorato - giugno 2006) (si segnalano in particolare le sezioni del capitolo preliminare su “L’existence de la liberté d’entreprendre”).

Kalogeropoulos L., Manifeste en faveur de l’inscription dans la Constitution et dans les Déclarations des droit fondamentaux de la liberté d’entreprendre (gennaio 2006).

Les limites du principe de la liberté du commerce et de l’industrie (scheda di sintesi, gennaio 2003).

Pini J., La liberté d’entreprendre et la Constitution (in “Nouvelle lettre”, 5 febbraio 2005, n. 823).

Zylberbogen C., Jean A., Le CE et la liberté du commerce et de l’industrie (scheda di sintesi, marzo 2004).

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