venerdì 15 aprile 2011

La rete fissa da sviluppare


L'amministratore delegato di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo
Voce Repubblicana del 15 aprile 2011
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Paolo Bertoluzzo

La politica segue con attenzione lo sviluppo della banda larga, ma la concorrenza deve fare passi avanti nella rete fissa. Lo ha detto alla “Voce” l’AD di Vodafone Italia Paolo Bertoluzzo.
Paolo Bertoluzzo, il Senato ha ascoltato Vodafone nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla banda larga. La politica segue con attenzione lo sviluppo di questa tecnologia?
“La politica è sensibile a questi temi. La situazione italiana deve essere analizzata sotto due profili: quello della telefonia fissa e quello della telefonia mobile. Nel caso della telefonia mobile, quello italiano è un caso che possiamo definire di eccellenza. Nel tempo, la politica e le autorità competenti hanno fatto delle scelte lungimiranti. Credo che la sfida più grossa per l’Italia sia quella di trovare una formula per trovare lo sviluppo delle reti di una generazione in fibra per la telefonia fissa. In Italia, a differenza di altri paesi, manca una concorrenza infrastrutturale per il cavo televisivo. All’estero, oltre alle infrastrutture in rame dei vecchi monopolisti, c’è un’infrastruttura televisiva attraverso la quale è arrivata anche la banda larga. Questa situazione rende il caso italiano più difficile da affrontare. Esiste il cosiddetto ‘Tavolo Romani’, che sta cercando delle soluzioni per coniugare lo sviluppo del mercato in un’ottica competitiva con l’accelerazione degli investimenti”.
E’ opportuna una mappatura completa della banda larga in Italia?
“Credo che di mappature ne siano state fatte diverse. Rispetto a qualche anno fa c’è una base di conoscenza più ampia a livello nazionale e regionale. E’ importante fare in modo che la competizione continui a funzionare bene come accade nel campo della telefonia mobile. Ed è bene che si facciano investimenti nel lato della cosiddetta rete fissa per accelerare lo sviluppo delle reti in fibra”.
Ci sono degli aiuti pubblici per lo sviluppo della banda larga? L’ex ministro Scajola li aveva congelati.
“Ogni forma di aiuto pubblico nella rete fissa, come in quella mobile, è fondamentale che sia finalizzato allo sviluppo della competizione per tutti gli operatori del settore. Ritengo che questo sia un principio fondamentale per avviare ogni ragionamento. All’epoca di parlava di fondi 800 milioni di fondi per il digital divide (Il divario tra chi ha accesso alle tecnologia di informazione e chi ne è escluso), che sono stati spesi solo in parte. Per quanto riguarda il digital divide, la competizione sulle strutture di rete mobile porterà alla soluzione. Vodafone si è impegnata ad investire 1 miliardo ½ in tre anni per il potenziamento della banda larga via Radio a tutto il territorio nazionale. Infatti, nei prossimi tre anni copriremo 1000 comuni che finora non hanno avuto la possibilità di utilizzare questa tecnologia”.

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