venerdì 22 aprile 2011

Quegli istruttori non sono una missione militare

Voce Repubblicana del 23 aprile 2011
Intervista a Mauro Del Vecchio
di Lanfranco Palazzolo

L’invio di istruttori italiani in Cirenaica non deve essere considerato come l’invio di una presenza militare terrestre in forze da parte del nostro paese. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pd Mauro Del Vecchio, generale di Corpo d’Armata dell’esercito italiano.
Generale del Vecchio, in questi giorni il presidente del CNT libico Jalil ha svolto una visita a Roma per rafforzare i legami con l’Italia e per confermare gli impegni economici con Roma. In questi giorni si è parlato della possibilità di inviare degli istruttori militari italiani in Libia. Come giudica questi annunci fatti dagli italiani, ma anche dai francesi e dagli inglesi?
“Per parlare della Libia è necessario fare sempre riferimento alla Risoluzione 1973 dell’Onu, che ha permesso a questa coalizione di operare in difesa della popolazione della Libia. Come tutti sappiamo, in quella risoluzione Onu erano previste alcune misure coercitive abbastanza severe. Mentre veniva escluso qualsiasi impiego di forze terrestri per l’occupazione della Libia. Credo che tutte le nazioni debbano attenersi a quanto stabilito dall’Onu”.
Come inquadra questo aiuto italiano?
“Ritengo che questa fornitura di istruttori si possa inquadrare in un sostegno delle forze che sono insorte contro Gheddafi. Ma naturalmente non vanno considerate – a mio modo di vedere – come una presenza militare terrestre in forze da parte del nostro paese perché quel tipo di decisione è chiaramente esclusa dalla Risoluzione Onu. Ritengo che questa presenza italiana sia utile perché è ormai evidente che la campagna aerea non può conseguire dei risultati definitivi. Anche per il fatto che questa campagna è sempre subordinata alla necessità di evitare danni collaterali. E siccome si sta combattendo nelle aree abitate, l’intervento degli aerei non può essere efficace come in altre circostanze. Credo che questa sia una misura appropriata. Questa presenza consentirà alle forze del Cnt di acquisire una capacità operativa maggiore”.
Sull’invio di istruttori o consiglieri militari c’è un precedente molto importante da valutare: quello relativo alla presenza delle truppe americane in Vietnam. Alla fine del 1961 la Casa Bianca ne invio centinaia per poi far arrivare truppe di terra.
“Senza dubbio c’è il precedente del Vietnam. Ma qui ci troviamo di fronte ad un quadro molto diverso come quello della Risoluzione Onu, che è molto chiara e non ammette ambiguità. Credo che quello che è avvenuto in Vietman, con il dispiegamento di forze terrestri americane non possa avvenire in questa circostanza se non ci sarà una nuova risoluzione Onu. Trovo che sia difficile che avvenga questo perché sappiamo quali sono state le resistenze di alcuni paesi anche agli interventi in corso. Mi riferisco alla Germania, alla Cina e alla Russia”.

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