venerdì 22 aprile 2011

Quei beni sequestati sono ipotecati

Intervista a Donatella Poretti
Voce Repubblicana del 19 aprile 2011
di Lanfranco Palazzolo

Molti dei beni sequestrati alla mafia sono gravati da ipoteche bancarie. Questa situazione non permette ai comuni di utilizzare le risorse tolte alle associazioni criminali. Lo ha spiegato alla “Voce” la senatrice radicale, eletta nelle liste del Partito democratico, Donatella Poretti.
Senatrice Poretti, perché ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al ministro dell’Interno e delle Finanze per chiedere dei chiarimenti sul riutilizzo dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Che tipo di problema avete riscontrato?
“Tutto risale ad una legge del 1996, che ha permesso di utilizzare i beni sequestrati alla mafia come patrimonio pubblico. La legge italiana prevede che siano i comuni a farsi carico di questi beni per destinarli al proprio territorio. Il problema che abbiamo voluto sottolineare con questa interrogazione è il riscatto dei beni in questione. In alcuni casi questi beni tolti alla criminalità organizzata sono gravati da ipoteche. Tutti sanno perfettamente che la mafia ha un grosso interesse per il riciclo del denaro sporco. Una delle modalità più semplici per lavare il denaro è quello di accedere ad un mutuo bancario e acquistare un bene. Quando scatta il sequestro di un bene su cui è accesa un’ipoteca bancaria. Il mafioso, quando scatta il sequestro di questo bene, non paga più il suo mutuo. Il riscatto dell’ipoteca passa dal mafioso ai comuni che ne hanno preso possesso. Molti comuni italiani si trovano in difficoltà di fronte a questa situazione perché non hanno i soldi per pagare questi debiti contratti dai mafiosi”.
Come finisce questo contenzioso?
“Con una situazione assurda. I debiti residui, che passano ai comuni, pesano per circa 70 milioni di euro. Questi enti non riescono a farsi carico degli oneri dovuti alle banche. Infatti, devono pagare affitti considerevoli all'Agenzia del demanio per beni di cui non possono entrare in possesso, mentre è il sistema bancario l'unico a ricevere un sostanzioso ritorno economico dal contratto di mutuo stipulato su un bene di un mafioso. Quindi c’è qualcosa che non torna in questa legge, visto che le banche sono le uniche a trovarsi in una situazione di vantaggio”.
Qualche comune si è trovato in grave difficoltà per questa situazione?
“Direi di sì. Ricordo che il 51 per cento di questi beni, secondo i dati forniti dal demanio, resta totalmente inutilizzato perché è bloccato dalle ipoteche. La cifra di questo spreco è di 203mila milioni di euro: divisi tra ipoteche giudiziarie, volontarie e debiti residui di 73 mila euro”.
Cosa chiedete al Governo?
“Quali iniziative il Governo ha adottato o intenda adottare al fine di rendere tali beni fruttuosi e disponibili in tempi rapidi superando le diverse criticità che il sistema vigente in materia presenta. Il problema è questo”.

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