venerdì 22 aprile 2011

Quel decreto e la programmazione lirica

Intervista a Franco Asciutti
Voce Repubblicana del 21 aprile 2011
di Lanfranco Palazzolo

Con il decreto omnibus abbiamo dato una risposta alle emergenze delle fondazioni liriche che potranno programmare meglio le loro attività. Altrettanto abbiamo fatto per il settore dello spettacolo. Lo ha detto alla “Voce” il relatore del decreto Omnibus, il senatore Franco Asciutti del Pdl.
Senatore Asciutti, il decreto Omnibus sostiene il settore dello spettacolo e quello dei Beni culturali con nuovi finanziamenti. Come definisce questa scelta?
“E’ stata una scelta lungimirante. Da ormai molti anni si chiedeva al Governo, non solo al nostro, da parte delle fondazioni degli enti lirici di avere la possibilità di una programmazione almeno triennale dei fondi a loro destinati. Per la prima volta, in un decreto, questo si avvera. In questo modo le fondazioni liriche avranno la possibilità di fare scelte nel lungo periodo. Le stagioni liriche non si programmano in sei mesi, ma nel tempo. Grazie ad un aumento irrisorio dell’accisa sul petrolio il settore dello spettacolo nuovi fondi per la programmazione delle sue iniziative. Questa misura è stata vista positivamente da tutti. Inoltre, nel provvedimento ci sono circa 80 milioni destinati alle sovraintendenze dei Beni Culturali. Altri sette milioni sono destinati ad altre fondazioni culturali. Anche in quel caso abbiamo trovato una risposta. In aggiunta a questo abbiamo tolto la tassa sul biglietto del cinema. Anche questa è stata una scelta giusta per impedire il calo degli spettatori”.
I 149 milioni destinati al Fus saranno ripartiti dal ministero dei Beni culturali?
“La ripartizione per le tre voci generali sulle quali siamo intervenuti: 149 milioni (incremento del fondo), 80 milioni (Conservazione dei Beni culturali) e 7 milioni (Istituzioni culturali). Sarà il ministero dei Beni culturali a ripartire questi fondi in base ai criteri che ha sempre seguito il ministero dei Beni Culturali. Niente è cambiato per il metodo seguito per la ripartizione dei fondi. Almeno per il momento. Le fondazioni a carattere speciale sono in itinere. Questo lo vedremo. Non ci sono fondazioni a carattere speciale che possano attingere a fondi maggiori rispetto ad altre fondazioni”.
Cosa cambia al ministero dei Beni culturali nell’impostazione seguita da Sandro Bondi con quella del nuovo ministro Giancarlo Galan?
“Devo dare atto all’ex ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che è staot un buon ministro. Ritengo che il suo lavoro non sia stato compreso fino in fondo da tutti. Alludo all’opposizione, ma anche ad alcuni settori della maggioranza. Bondi si è trovato in difficoltà per alcune scelte di politica economica e finanziaria. Questi problemi sono stati risolti con l’arrivo di Galan al ministero dei Beni culturali. Penso che queste risorse avrebbero potuto essere trovate fin dall’ultima legislatura”.

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