mercoledì 6 aprile 2011

Voce Repubblicana del 6 marzo 2011
Intervista a Stefano Ceccanti
di Lanfranco Palazzolo

Luca Cordero di Montezemolo può scendere in campo, ma non siamo alla vigilia di nuove elezioni politiche. Si tratta solo di un dibattito virtuale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Stefano Ceccanti del Partito democratico.
Senatore Ceccanti, in questi giorni di è tornati a parlare di una discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo in politica. Perché questo dilemma ritorna sempre in primo piano nel confronto politico?
“Dopo il dibattito parlamentare dello scorso dicembre sulla fiducia al Governo Berlusconi sembriamo tutti precipitati in un confronto su imminenti elezioni politiche. Ma questo è un dibattito virtuale perché non siamo alla vigilia del voto politico. Se si profila l’intervento di nuovi esponenti politici si ritiene che l’elettorato sia mobile rispetto a quanto lo era in passato. Ma non è detto che si arrivi alle prossime elezioni parlamentari con questo quadro politico. Il centrodestra si sente molto debole. Per questo non vuole andare alle elezioni politiche. Se il centrodestra si sente così debole potrebbe pensare anche ad un cambio in corsa del suo leader”.
Nel Partito democratico ci sono state le reazioni più disparate su Montezemolo. Cosa pensa di questa confusione tra chi acclama l’ingresso in politica di questo industriale e chi invece guarda con preoccupazione a questa new entry?
“Io non lo so. Mi attengo agli atti. Questi ragionamenti restano virtuali in assenza delle elezioni politiche. Ognuno di noi può formulare tutti gli auspici che crede sulla situazione politica”.
Anche se le elezioni non ci sono il Presidente della Repubblica ha compiuto degli atti che fanno pensare ad un voto non molto lontano. Non ha avuto questa impressione osservando le mosse del Colle?
“Ho trovato estremamente corretto che il Presidente della Repubblica, di fronte ad un dibattito politico ‘eccessivamente eccitato’. Napolitano ha partecipato ad un dibattito nel corso del quale ha detto che la politica italiana soffre di un complesso di hyperpartisanship, nel quale i politici si rivolgono ai loro elettori accentuando la polarizzazione della politica. Il Capo dello Stato si è trovato di fronte ad un governo che ha serie difficoltà ad andare avanti in modo efficace. Però, il Presidente della Repubblica non ha poteri di imperio per sciogliere il Parlamento contro la volontà di una maggioranza parlamentare esistente. Se non c’è un’implosione di questa maggioranza non è possibile cambiare nulla”.
Un eventuale arrivo di Montezemolo sarebbe la fine della politica in Italia?
“Se c’è una persona che decide di scendere in campo per riempire un vuoto. E lo riempie. Non succede nulla di strano. Siamo in un ‘mercato’ politico competitivo. Ma, ripeto, questo non è il problema che dobbiamo affrontare perché si vota tra due anni”.

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