domenica 22 maggio 2011

Ecco come la Spagna cambia la politica di cooperazione

Il 9 marzo 2011, presso la Commissione cooperazione internazionale per lo sviluppo del Congresso dei deputati, è intervenuto il Ministro degli affari esteri e della cooperazione Trinidad Jiménez García-Herrera, al fine di spiegare le nuove linee politiche di attuazione in materia di cooperazione internazionale allo sviluppo e di informare sul bilancio e sulle linee prioritarie della cooperazione spagnola, con particolare riferimento agli aiuti umanitari ( http://www.congreso.es/public_oficiales/L9/CONG/DS/CO/CO_724.PDF ).
Il Ministro ha innanzitutto fornito delucidazioni sul dispositivo di emergenza attivato per far fronte alla crisi umanitaria emigratoria alla frontiera tra Tunisia e Libia. L’Agenzia spagnola di cooperazione ha inviato tre aerei con oltre 35 tonnellate di aiuti umanitari, e altre 40 sono state inviate dalla Croce Rossa, a cui si aggiungono 390 chili di medicinali e materiale sanitario. In totale la Spagna ha destinato 2.260.000 euro per fronteggiare l’emergenza umanitaria.
Il Mediterraneo è d’altronde un’area prioritaria per la cooperazione spagnola, e il Maghreb in maniera particolare. La Spagna e l’Unione europea sono impegnate con alcuni Stati, quali la Tunisia e l’Egitto, in un programma che favorisca le riforme democratiche e lo sviluppo economico.
Il Ministro ha poi illustrato il Piano annuale della cooperazione (PACI) 2011, nel cui contesto è data grande attenzione al mondo arabo. Ella ha sottolineato alcune caratteristiche del nuovo PACI, tra cui la coordinazione con le istanze europee, la ridefinizione dei processi di programmazione e l’attenzione alla prospettiva umanitaria. Nel PACI sono stati però ridotti gli aiuti ufficiali allo sviluppo e le tempistiche per raggiungere gli obiettivi prefissati. La crisi ha infatti indebolito la capacità di reazione della maggior parte dei Paesi donatori, per cui il Governo spagnolo ha ridotto gli aiuti a 800 milioni di euro nel biennio 2010-2011, e l’obiettivo di destinare lo 0,7% del PIL agli aiuti potrà essere raggiunto nel 2015 (e non nel 2012). Ella ha quindi illustrato le linee prioritarie di lavoro del PACI 2011, quali la lotta alla carestia, la promozione di uno sviluppo umano e sostenibile, in particolare mediante il contrasto dei mutamenti climatici, lo sforzo per coinvolgere il settore privato nel combattere il problema della povertà.
L’azione umanitaria sarà una delle principali linee di lavoro della politica di cooperazione del Governo, insieme ai programmi bilaterali e alla collaborazione con le organizzazioni non governative (ONG). Un capitolo specifico relativo agli aiuti umanitari è stato inserito nel PACI. Pertanto, nel 2011 saranno potenziati i programmi bilaterali, in particolare quelli con i Paesi dell’Africa sub-sahariana e con quelli del Mediterraneo, oltre ai tradizionali rapporti con l’America latina. Sarà quindi sviluppata la collaborazione con le ONG, sia spagnole sia dei Paesi soci. In tale ambito, il Ministro ha sottolineato come le ONG spagnole lavorino con 3.400 soci locali in tutto il mondo. Ella ha quindi sottolineato la necessità di sviluppare, sulla base di un dialogo con il settore, il raggruppamento delle ONG in strutture più grandi ed efficienti. Il Governo cercherà quindi di favorire la partecipazione delle imprese e di consolidare i passi iniziati nel 2010 per realizzare alleanze pubblico-privato in favore dello sviluppo e della cooperazione. Per quanto concerne l’azione umanitaria, la Spagna ha concluso accordi con molti soggetti, tra cui la FAO, il Programma alimentare mondiale e l’Unicef, in tale ambito appare necessario migliorare la qualità del sistema, sviluppando un quadro di monitoraggio e di valutazione. Inoltre il porto di Las Palmas sarà convertito in una base operativa strategica di risposta umanitaria per l’Africa.
Altro progetto a cui la Spagna lavora, ha ricordato l’esponente del Governo, è il fondo “handshakes for hunger”, consistente in un progetto triangolare per cui un Paese in via di sviluppo realizza una donazione in natura, la Spagna conferisce un contributo finanziario e il Programma alimentare mondiale realizza il trasporto e la distribuzione degli alimenti.
Insieme al PACI 2011 il Governo ha inoltre approvato il Piano di azione di efficacia degli aiuti, cui hanno partecipato i diversi attori della cooperazione spagnola, grazie al quale sarà possibile compiere un salto importante nella capacità di contribuire al risultato dello sviluppo. Il Governo si impegna inoltre a fornire coerenza e trasparenza negli aiuti ufficiali allo sviluppo, approvando il regolamento del Fondo para la Promoción del Desarrollo (FONPRODE).
In chiusura, il Ministro ha fatto un confronto tra gli aiuti erogati nel periodo intercorrente tra l’anno 2004 e il 2009, sottolineando come gli aiuti siano passati da 1.985 milioni di euro fino a 4.728 milioni e ha quindi ricordato i passi importanti fatti dalla Spagna negli ultimi anni nella politica di cooperazione, tra cui il consolidamento degli organi consultivi e l’approvazione nel 2006 dello Statuto del cooperante.

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