martedì 3 maggio 2011

In quella Repubblica aleggia lo spirito del Risorgimento

Intervista a Romano Ugolini
Voce Repubblicana del 4 maggio 2011
di Lanfranco Palazzolo

Il contributo della Repubblica Romana del 1849 nella formazione del Risorgimento è aleggiato su tutte le manifestazioni per i 150 dell’Unità d’Italia. Lo ha detto alla “Voce” Romano Ugolini, Presidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano in occasione del convegno per ricordare il contributo del battaglione universitario de “La Sapienza” nella difesa della Repubblica romana.
Professor Ugolini, che significato è stato attribuito alla Repubblica romana nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità? Qualcuno pensa che ci sia stato uno sbilanciamento dei meriti a favore della monarchia.
“Il contributo della Repubblica romana aleggia su tutte le manifestazioni sull’Unità d’Italia. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha voluto sottolineare l’importanza della Repubblica Romana lo scorso 17 marzo, quando si è recato all’inaugurazione del complesso monumentale di Porta San Pancrazio. Nel mio intervento a questo convegno ho voluto mettere in evidenza il contributo della Repubblica Romana nella creazione dello spirito unitario. Ho inteso sottolineare l’importanza del legame tra i giovani, non solo del battaglione universitario, con la generazione di Mazzini e Garibaldi. Questo rapporto spinge questi giovani ad essere unitari e a portarsi, dopo il 1849, tra moderati e democratici, in una lotta comune per l’Unità”.
Considera la Repubblica Romana come la fase più Rivoluzionaria del nostro Risorgimento?
“Diciamo che siamo di fronte ad una fase rivoluzionaria. Ma direi che ci sono altri elementi da valutare. Ugo La Malfa e altri esponenti del pensiero democratico, in occasione del centenario della Repubblica Romana, dissero che i giovani impegnati nel 1849 furono costretti ad essere rivoluzionari per la posizione di Papa Pio IX di aperta ostilità a queste aspirazioni. La popolazione dello Stato pontificio fu costretta a battersi contro lo spirito conservatore di quel Pontefice. Questo non vuol dire che tutti coloro che erano scesi in campo contro il vecchio regime pontificio fossero tutti rivoluzionari. Anche la Repubblica di Venezia ebbe la sua carica rivoluzionaria con Daniele Manin. Ma la Repubblica Romana ebbe senza dubbio una carica rivoluzionaria superiore perché nazionale”.
I costituenti italiani hanno seguito lo spirito della Carta approvata durante la Repubblica Romana o pensa che non si sia tenuto conto di questi valori nel 1947 oppure prevalsero le contraddizioni come sull’articolo 7 della Costituzione?
“Ci sono tutti e due gli aspetti. La Costituzione della Repubblica Romana del 1849 è presente in alcuni aspetti e dizioni dell’attuale Costituzione”.
In quali punti individua le similitudini?
“Nelle parti che riguardano le libertà e la volontà del popolo, che deve essere ben presente nelle decisioni politiche”.

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