mercoledì 11 maggio 2011

Un sindaco senza personalità a Bologna

Intervista a Gianfranco Pasquino
Voce Repubblicana del 11 maggio 2011
di Lanfranco Palazzolo

Anche se vincerà il centrosinistra, nessuno dei candidati in corsa a Bologna appare dotato di una personalità significativa. Lo ha spiegato alla “Voce” il politologo Gianfranco Pasquino.
Professor Pasquino, molti osservatori politici hanno giudicato la campagna elettorale per le elezioni amministrative a Bologna molto debole. Ci spiega quali sono stati i limiti dei candidati alle comunali?
“Gli indecisi sono molti perché in realtà nessuno appare dotato di una personalità significativa. Fino ad oggi non si sono viste proposte che possano essere definite originali, che siano attraenti per l’elettorato di Bologna. Una parte dell’elettorato è ancora – non dico traumatizzato – sofferente per quello che è accaduto più di un anno fa a Bologna con le vicende che hanno portato alle dimissioni del sindaco Delbono. L’ex sindaco ha addirittura patteggiato la pena ammettendo implicitamente di aver commesso dei reati”.
Pensa che la gestione politica del comune di Bologna da parte di Sergio Cofferati abbia nascosto le pecche del centrosinistra cittadino?
“L’ex leader della Cgil non c’entrava assolutamente nulla con Bologna. Cofferati è stato un sindaco paracadutato su Bologna, non conosceva affatto la città, non era interessato a Bologna ed ha governato in maniera mediocre. In realtà, Cofferati ha tolto le castagne dal fuoco ai Democratici di sinistra che non sapevano trovare un candidato ed hanno accettato che gli fosse destinato dall’alto. Anche perché i Ds pensavano di liberarsi di un potenziale concorrente per la leadership del centrosinistra nel 2006. Cofferati ha vinto le elezioni comunali, ma non ha cambiato nulla della situazione politica della città”.
Il terzo polo potrebbe rappresentare una sorpresa in queste elezioni amministrative a Bologna?
“Stefano Aldrovandi, il candidato del terzo polo a Bologna è meno visibile e meno attraente rispetto a quanto non lo sia stato Guazzaloca nel 1999. Credo che il candidato del terzo polo abbia delle buone capacità manageriali, ma raramente queste capacità passano dalle aziende di famiglia al governo della città. E quindi non sono rimasto impressionato”.
Qualcuno sostiene che il periodo di commissariamento a Bologna sia la prova che l’amministrazione di Bologna non ha bisogno dei partiti. Condivide questa tesi?
“Il commissario Cancellieri è stato sicuramente migliore della cattiva politica che abbiamo visto a Bologna. Ma una città deve essere governata da chi ha il consenso. Bologna non ha bisogno dell’ordinaria amministrazione, ma di ottima e straordinaria amministrazione”.
Ci sarà un’affermazione della Lega a Bologna?
“Credo che avrà un buon risultato. Manes Bernardini è un candidato gradevole. Credo che riuscirà ad andare avanti. Ma credo che un’altra sorpresa di queste elezioni siano i grillini”.

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