venerdì 6 maggio 2011

Una beatificazione per salvare l'immagine

Voce Repubblicana del 5 maggio 2011
Intervista a Mario Staderini
di Lanfranco Palazzolo

Il Vaticano ha utilizzato la popolarità di Karol Wojtyla per nascondere la sua crisi e per ripulire la sua immagine. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario di Radicali Italiani Mario Staderini.
Mario Staderini, i radicali hanno rivolto alcune critiche alle celebrazioni per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Che tipo di valutazioni avete fatto sul comportamento delle istituzioni italiane?
“Come Radicali abbiamo sempre rivolto una grande attenzione verso la figura di Giovanni Paolo II. Nei suoi quasi 30 anni di pontificato, abbiamo avuto con questo pontefice un dialogo vero. Ma abbiamo avuto anche una distanza trasparente su questioni come l’aborto e il ruolo delle donne e la democrazia liberale. Ma siamo stati anche molto vicini a questo Papa per quanto riguarda l’impegno della Chiesa nella lotta contro lo sterminio per fame nel mondo. Giovanni Paolo II ha accolto in Vaticano la marcia contro la fame nel mondo, che era stata sostenuta da tanti premi Nobel. Questa è la figura storica e la dimensione di Giovanni Paolo II”.
Allora quali sono state le vostre critiche all’evento della beatificazione?
“Abbiamo solo fatto notare che un evento religioso come la beatificazione di Karol Wojtyla si è trasformato in un evento politico di propaganda di una parte dell’amministrazione comunale e di altri rappresentanti politici italiani che hanno utilizzato questo evento per accreditarsi oltre Tevere di fronte alla grave di crisi di consenso del Comune di Roma. Dall’altro lato il Vaticano ha utilizzato la popolarità di Karol Wojtyla per ‘ripulire’ la Chiesa dagli scandali sessuali e finanziari. In questi giorni abbiamo assistito ad una mobilitazione enorme di televisioni e di radio, che hanno svolto la funzione di megafono a questa manifestazione di autentica propaganda. Rispetto a questi interessi l’evento religioso della beatificazione di Giovanni Paolo II è passato in secondo piano”.
Crede che il pontificato di Giovanni Paolo II sia stato raccontato in modo parziale rispetto alla realtà dei fatti?
“Sì. Le faccio alcuni esempi. Tra le centinaia di ore che la Rai tv ha dedicato al ricordo di Karol Wojtyla non è stato dedicato neanche un minuto all’attenzione riservata dal Papa nei confronti dei detenuti. Fu proprio Giovanni Paolo II a chiedere un provvedimento di clemenza nei confronti dei detenuti nella XIV legislatura. Nulla di tutto ciò è stato ricordato in questa circostanza. E nulla è stato detto sull’impegno del Papa contro la fame nel Mondo. Si è fatta una ricostruzione a senso unico nei confronti del pontificato di Giovanni Paolo II”.
Chi ci ha guadagnato di più da questa beatificazione?
“Sicuramente l’Opera romana dei pellegrinaggi, che auspica lo svolgimento di grandi eventi per riempire le proprie strutture ricettive”.

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