martedì 7 giugno 2011

Dov'è l'Italia?

Intervista a Matteo Mecacci
Voce Repubblicana del 7giugno 2011
di Lanfranco Palazzolo

L’Italia è assente dalla scena politica balcanica, dove si sviluppano molte questioni che la interessano. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato radicale Matteo Mecacci, che in questi giorni si trova in Macedonia, in qualità di osservatore e relatore Osce su Democrazia e diritti umani e questioni umanitarie, in una delegazione italiana composta da parlamentari di maggioranza ed opposizione. Il compito della delegazione italiana dell'assemblea, di cui Mecacci fa parte, ha il compito di monitorare la regolarità del voto in quel paese.
Onorevole Mecacci, perché la Macedonia è giunta alle elezioni anticipate dopo le elezioni politiche del 1 giugno del 2008 che, tra l’altro, furono anticipate?
“Nelle scorse settimane si è verificato un conflitto tra una televisione privata macedone e le autorità di governo. Questa televisione aveva realizzato alcune indagini giornalistiche che non sono state gradite ai conservatori del primo ministro Nikola Gruevsky, leader del VMRO il partito che guida la maggioranza. Il proprietario di questa televisione è finito in carcere. Il responsabile di questa tv era impegnato direttamente in politica. Tutti i mezzi televisivi di questo paese sono impegnati in politica o coinvolti in rapporti con le forze politiche. L’intervento poliziesco contro questa televisione ha portato le forze dell’opposizione a boicottare i lavori parlamentari. A questo punto si è giunti al voto”.
Quali sono gli interessi dell’Italia sulla Macedonia? In che modo l’Italia è coinvolta nei progetti del Corridoio VIII (Bari-Varna)?
“Per quanto riguarda il cosiddetto Corridoio VIII, in Macedonia si stanno affacciando con maggiore frequenza i russi. Questo per quanto riguarda la possibilità di avere accesso al gasdotto ‘South Stream’. Per la Russia la Macedonia sarebbe la porta di accesso della Russia in Europa visto che questo corridoio interessa l’asse Bari-Varna, città che si trova in Bulgaria. Rispetto a quella che è la politica estera italiana si può dire che il nostro paese non ha assunto posizioni sbagliate, come è successo altre volte. Qui il problema è che l’Italia è totalmente assente sulla scena politica balcanica. Non mi risulta, a parte una breve visita di Berlusconi, che l’Italia si sia occupata di quello che accade in Macedonia. L’Italia dovrebbe occuparsi di più della crescita democratica della Macedonia. La Germania ha un atteggiamento diverso, in quanto più presente”.
In quali zone della Macedonia svolgerà il monitoraggio per conto dell’Osce?
“Mi sto occupando di una zona di Skopjie a maggioranza Rom e Sinti. In questa zona della città queste gruppi etnici sono stabili. Non vivono in ruolotte e campi. Anzi, hanno ruoli politici nei partiti macedoni. Anche se esistono forme di grave discriminazione nei loro confronti”.

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