lunedì 20 giugno 2011

Ecco come ci rovina Equitalia (Camera dei deputati, 16 settembre 2008)

Utilizzo del fermo amministrativo dei beni mobili registrati da parte delle aziende concessionarie del servizio nazionale della riscossione - n. 3-00008)
Rosy BINDI. Il Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, Daniele Molgora, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Vietti n. 3-00008, concernente l'utilizzo del fermo amministrativo dei beni mobili registrati da parte delle aziende concessionarie del servizio nazionale della riscossione (Vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni).
DANIELE MOLGORA, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, l'onorevole interrogante richiama l'attenzione sul frequente utilizzo dell'istituto del fermo amministrativo dei beni mobili registrati da parte degli agenti della riscossione anche per il pagamento di crediti tributari di importo minimo, e chiede se si intenda emanare una circolare esplicativa per definire le procedure di notifica e di preavviso della predetta misura cautelare.

Al riguardo, si ritiene opportuno ricordare che l'articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, nel disciplinare il fermo amministrativo dei beni mobili registrati, ha previsto che detta misura cautelare sia adottata esclusivamente nei confronti di soggetti che si siano resi morosi, trascorsi inutilmente sessanta giorni dalla notifica di una cartella di pagamento.

Con decreto interministeriale (Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno e con il Ministro dei trasporti) dovranno essere stabilite le modalità, i termini e le procedure per l'attuazione del fermo amministrativo. Detto schema di decreto, più volte riformulato in relazione alle osservazioni espresse dalle amministrazioni interessate, dovrà essere trasmesso al Consiglio di Stato per il prescritto parere. In proposito, l'Agenzia delle entrate ha fatto presente che le società del Gruppo Equitalia, titolari del servizio di riscossione, si attengono alle istruzioni emanate, in materia, dalla stessa agenzia. In tali istruzioni, in particolare, è stato previsto che gli agenti della riscossione provvedano, prima dell'iscrizione del fermo al PRA, all'invio di un preavviso di fermo contenente l'invito al debitore ad effettuare, entro venti giorni dal preavviso stesso, il versamento delle somme iscritte a ruolo che ricalca sostanzialmente la medesima procedura che era stata stabilita prima dell'esistenza di Equitalia. Tale misura, sulla base di direttive impartite, nel corso dell'anno 2007, da Equitalia alle proprie partecipate, non deve essere adottata per la riscossione di crediti di ammontare estremamente ridotto e, in ogni caso, deve essere preceduta dall'invio al debitore di un sollecito di pagamento.

A seguito dell'adozione delle predette direttive, peraltro, il numero dei contenziosi instaurati dai debitori per opporsi al fermo amministrativo dei veicoli risulta sensibilmente ridotto rispetto al passato, in una misura che, sulla base delle prime rilevazioni, è stimabile tra il 20 e il 30 per cento su base annua. Relativamente, poi, ai dati riferiti dall'interrogante circa il Pag. 20 numero dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo dall'inizio dell'anno 2008 nella provincia di Torino e le immatricolazioni effettuate nella stessa provincia nel medesimo periodo di tempo, l'agenzia delle entrate ritiene che non sia possibile porre in correlazione tali grandezze, tenuto conto che i fermi iscritti dalle società del gruppo Equitalia, nell'anno in corso, possono riferirsi a veicoli immatricolati sia nello stesso anno 2008 sia in anni precedenti.

Infine, il fermo amministrativo non comporta l'iscrizione di ipoteca sugli immobili dei contribuenti morosi, in quanto il fermo costituisce una misura cautelare diversa ed autonoma rispetto all'iscrizione di ipoteca, che verrebbe effettuata successivamente ad un fermo amministrativo soltanto nel caso di persistente inadempimento del debitore moroso. In ogni caso, sarà impegno personale fare un'attenta verifica delle procedure riguardo a questi fermi amministrativi e vedere se sia il caso di fornire ulteriori elementi esplicativi soprattutto sulla base dell'emanazione del decreto interministeriale, che è l'aspetto veramente importante.

Quindi, sulla base di quello verranno dati ulteriori chiarimenti sugli aspetti che possono presentare elementi di confusione o di indeterminatezza.
Rosy BINDI. L'onorevole Vietti ha facoltà di replicare, per cinque minuti.
MICHELE GIUSEPPE VIETTI. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto perché il sottosegretario, correttamente, ha dato atto che manca un anello nella catena normativa che riguarda questa materia, cioè quello del decreto interministeriale che avrebbe dovuto disciplinare le procedure attuative del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973. Per cui, di fatto, ci troviamo in un limbo in cui soltanto quella nota dell'agenzia delle entrate del 2003 aveva raccomandato di inviare ai contribuenti un preavviso rispetto al fermo e poi Equitalia, che è subentrata nella funzione di riscossione, ha in qualche modo seguito quel filone. Tuttavia, purtroppo, questa previsione, che è estremamente generica - si parla di una raccomandazione che si emetta un preavviso prima del fermo amministrativo - nella pratica, in realtà, non offre garanzie sufficienti affinché il contribuente venga messo in condizione di essere informato della morosità e, quindi, possa prevenire il fermo con l'adempimento.

A proposito delle immatricolazioni ho riferito un dato che era stato riportato sui giornali cittadini, rispetto al quale non mi sento di giurare, ma certamente era un dato che indicava una quantità rilevante di esse; peraltro, lo stesso sottosegretario, dando atto che c'è un contenzioso che si attesta adesso intorno al 30 per cento, conferma che vi è una sofferenza in questa materia. Non c'è dubbio - ma la stessa interrogazione lo ammette - che non sempre il fermo amministrativo comporta l'iscrizione di ipoteca, tanto che nell'interrogazione si fa riferimento ai casi di fermo cui segue l'iscrizione di ipoteca, in cui il danno per il contribuente è ancora maggiore, soprattutto nell'ipotesi in cui il contribuente sia stato ignaro dell'esistenza del fermo. Il punto, infatti, è che il fermo può avvenire su beni mobili registrati, e in particolare su autoveicoli, che continuano a circolare mentre il proprietario ignora che si è proceduto con questo provvedimento di carattere amministrativo.

Mi permetto di aggiungere un dato che non è nell'interrogazione, ma credo che valga la pena che sia sottoposto al Governo per una riflessione. In questa materia e nella prassi che viene seguita da Equitalia vi è anche una grande confusione a proposito della giurisdizione competente ad occuparsi di questi contenziosi. Vi è, infatti, una prassi, a mio parere indebita, che viene seguita da Equitalia che fa sì che si cumulino nella stessa procedura di fermo recuperi per titoli estremamente diversi fra loro. Crediti previdenziali, crediti fiscali, sanzioni amministrative, imposte, rifiuti e canoni d'acqua si cumulano spesso in un unico provvedimento che dà vita ad una procedura rispetto alla quale il contribuente si trova poi a dover fare opposizione in sedi e con competenze Pag. 21 giurisdizionali completamente diverse tra loro, che vanno dalla commissione tributaria al giudice di pace, passando per il tribunale. Dunque, anche con riferimento a questo aspetto bisognerebbe che Equitalia seguisse procedure in cui si tengano distinti i titoli tra loro e non cumulative.

Concludo, raccomandando al Governo un'accelerazione nell'emanazione di questo decreto interministeriale, nonché, in quella sede, l'adozione di procedure anche a garanzia del contribuente che normino in modo chiaro e preciso il preavviso del fermo in modo da avere la garanzia che prima di un provvedimento di questo genere ci siano tempi e modi per poter intervenire in modo da evitarlo.

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