lunedì 20 giugno 2011

Ecco come ci rovina Equitalia (Camera dei deputati, 10 marzo 2010)

(Iniziative per una moratoria di un anno per il recupero dei crediti vantati da Equitalia nei confronti delle famiglie e delle imprese in Italia e, in particolare, in Piemonte - n. 3-00958)
Rocco BUTTIGLIONE. L'onorevole Libè ha facoltà di illustrare l'interrogazione Vietti n. 3-00958, concernente iniziative per una moratoria di un anno per il recupero dei crediti vantati da Equitalia nei confronti delle famiglie e delle imprese in Italia e, in particolare, in Piemonte (Vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata), che ha sottoscritto in data odierna.
MAURO LIBÈ. Signor Presidente, quello in oggetto è un tema che riguarda tante famiglie e tante piccole aziende nel nostro Paese. Partiamo dal caso del Piemonte, sollevato dal nostro consigliere Goffi. Vorrei ricordare che, per esempio, solo a Torino vi sono 50 mila ipoteche sui mobili e 70 mila procedure di ganasce fiscali sulle automobili.

Pertanto, chiediamo che le procedure di Equitalia, al fine di riscuotere anche una serie di imposte e di tasse, naturalmente, dovute, tengano conto - e chiediamo che il Governo si impegni su questo - della crisi in atto. È una crisi che riguarda tutti: lo Stato per primo, perché ha dei tempi lenti, per esempio, di pagamento dei servizi che richiede alle aziende private. Chiediamo una moratoria di un anno, tenendo conto che la crisi esiste e che è forte. Questo potrebbe essere un segnale concreto.
Rocco BUTTIGLIONE. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha facoltà di rispondere.
ELIO VITO, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, mi dispiace che questa volta, a nome del Governo, non potremo concordare con la conclusione auspicata dall'onorevole Libè e cercherò brevemente di spiegarne le ragioni.

Innanzitutto ricordo che, a partire dalle norme di riforma del sistema di riscossione dei tributi che risalgono alla fine degli anni Novanta, a Equitalia è stato attribuito per legge il compito di riscuotere - anche mediante ricorso a procedure esecutive - i crediti degli enti erariali e degli enti locali. La riforma ha prodotto effetti positivi per l'incremento dei volumi di riscossione, per il contrasto all'evasione fiscale e per il miglioramento del servizio offerto rispetto a quello fornito dal precedente sistema.

Sotto un altro aspetto, l'attività svolta dal gruppo Equitalia si realizza in piena trasparenza ed è comunque improntata a criteri di equità. In particolare, il più diffuso utilizzo di solleciti, preavvisi e procedure cautelari ha prodotto la contrazione delle procedure esecutive, quali ad esempio l'espropriazione e il pignoramento degli stipendi, con un conseguente aumento della riscossione, che è raddoppiata nell'anno 2009 rispetto ai valori dell'anno 2005.

Inoltre, sono state poste in essere - e in questo senso, andiamo nella direzione chiesta dall'onorevole Libè - apposite azioni a favore dei contribuenti, come ad esempio l'ampliamento dei periodi di rateizzazione del debito da cinque a sei anni e l'eliminazione dell'obbligo di fideiussione bancaria. Ciò ha permesso a oltre 640 mila contribuenti di rateizzare il proprio debito. Pag. 56

Circa la preoccupazione esposta dagli interroganti su possibili attività di sequestri ed espropri di massa nelle realtà in cui la riscossione è gestita da Equitalia Nomos - in particolare per il Piemonte, a cui fa riferimento l'interrogazione - il Ministero dell'economia e delle finanze, sentite l'Agenzia delle entrate ed Equitalia Spa, ci comunica che, sulla base dei dati a disposizione, gli scenari prefigurati non sono ipotizzabili e che, comunque, il Ministero dell'economia e delle finanze ritiene che un'eventuale richiesta moratoria nei termini non appare condivisibile (a parte il fatto che occorrerebbero provvedimenti normativi).

Vi è, infatti, la necessità di tenere conto, a tal fine, sia delle inevitabili conseguenze in termini di minor gettito atteso, sia della prevedibile diminuzione del tasso di adesione spontanea all'adempimento tributario.

Queste sono le ragioni per le quali rispondo alla sua interrogazione in questi termini.
Rocco BUTTIGLIONE. L'onorevole Libè ha facoltà di replicare.
MAURO LIBÈ. Signor Presidente, vorrei ringraziare il signor Ministro. Non posso dichiararmi soddisfatto della risposta, anche perché sono convinto che lei non possa concordare formalmente. La sostanza c'è e credo che trovi la concordia di tutti. Tuttavia, il problema è uno: capiamo le norme; il Ministro dell'economia e delle finanze ha anche annunciato l'emanazione di un provvedimento che conterrà disposizioni tributarie; le norme sono difficili e vanno rispettate, lo capiamo.

Vorrei capire bene se quegli effetti positivi siano tali per il Governo o per le famiglie che devono pagare. Teniamo conto che in mezzo vi sarà sicuramente una parte di contribuenti che hanno, come si suol dire nel gergo, «fatto i furbi», ma vi sono anche tante aziende e tante famiglie che hanno a che vedere - e sono la stragrande maggioranza - con la crisi in atto.

Dunque, ritengo che nelle iniziative per combattere la crisi si sarebbe potuta prevedere una moratoria. Essa è stata prevista per altre cose, signor Ministro, ad esempio per la presentazione delle liste. Ebbene, se viene prevista per la presentazione delle liste, non capisco perché non debba esserlo per un evento molto più difficile e molto più grave per i tanti cittadini che si trovano bloccati e in preda al terrore. Infatti, molti possono anche fare i furbi, ma molti hanno il terrore anche solo per l'arrivo della lettera: si tratta di un terrore reale, che getta nello sconcerto relativamente ai rapporti interni, verso i propri figli e la propria moglie, e che, sicuramente, crea grande difficoltà.

Ci sono difficoltà in Piemonte, a Torino più che in altre città, ma ci sono anche in altre città, perché l'applicazione sarà probabilmente coerente con la normativa, ma non è sicuramente coerente con la situazione economica: basta andare a vedere i tassi di interesse applicati e le multe che conseguentemente vengono applicate.

Dunque, ci auguriamo che il Governo, non solo in conseguenza della nostra interrogazione urgente, ma anche perché penso che sia una questione condivisibile, possa rivedere la propria posizione nei prossimi giorni e, indipendentemente dal successo di qualcuno, trarre delle sollecitazioni e delle valutazioni per andare incontro a tutta questa gente.
Rocco BUTTIGLIONE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16.

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