mercoledì 29 giugno 2011

Il centrodestra si può ricomporre

Il Tempo, 28 gennaio 2011
Intervista ad Adolfo Urso
di Lanfranco Palazzolo

Credo ancora in una ricomposizione del centrodestra sulla base delle cose da fare insieme e su un rinnovamento che mi sembra necessario. Lo ha detto al “Tempo” il portavoce di Futuro e libertà Adolfo Urso.
Onorevole Urso, oggi alle 16 presso la caffetteria della Galleria Alberto Sordi a Roma, si svolgerà primo appuntamento dei “Coffee for Italy”, che lei ha lanciato nell'ultimo numero della rivista “Charta Minuta”. Qual è il significato di questo incontro?
“Occorre ripartire dal basso per ricostruire il centrodestra. E' necessario coinvolgere la piazza italiana, che è rappresentata dal caffè, dove ci si ritrova insieme per discutere, confrontarsi e partecipare. Questo è quello di cui ha bisogno il centrodestra se vuole imboccare la strada del rinnovamento e della ricomposizione, entrambe necessarie. Chiunque verrà al nostro caffè potrà prendere la parola e dare il suo contributo”.
Crede che un nuovo centrodestra possa essere costruito attraverso una forza politica che si pone al di fuori dell'area di Governo?
“Per costruire un nuovo centrodestra si devono impegnare tutti coloro che si riconoscono nel popolarismo europeo, così come si è evoluto negli ultimi anni. Lo scopo è quello di realizzare una compiuta alternativa al populismo. Questo valore è stato interpretato dalla sinistra massimalista, che sembra aver prevalso su quella riformista nei recenti risultati elettorali, e dal localismo che finisce per interpretare un egoismo territoriale. Questo egoismo frena la crescita del paese”.
Qual è l'alternativa a questi valori?
“Il popolarismo inteso come responsabilità, il senso del dovere, l'interesse generale. Ecco perché questo cambiamento deve passare attraverso il rinnovamento del centrodestra. Questo nuovo spirito può esprimersi attraverso le elezioni primarie a tutti i livelli. Anche per la premiership quando questa legislatura volgerà al termine. Quello è lo strumento del rinnovamento delle classi dirigenti. Oltre a questo ritengo sia necessario proseguire nel lavoro di ricomposizione delle aree culturali cattoliche, liberali che si trovano nella stessa casa comune del Parlamento europeo, dove i nostri rappresentanti siedono nello stesso gruppo. Ecco perché è necessario individuare un percorso comune per fondare un partito aperto, plurale e partecipativo. Un grande partito popolare europeo”.
Come si trova in un partito dove queste aperture non sono comprese del tutto?
“Ovviamente a disagio proprio perchè Fli è nato per un atto di rottura in un partito che negava il confronto. Oggi, però, il disagio si trova anche nelle altre forze politiche del centrodestra. Noi vogliamo raddrizzare questo piano incrinato sul quale si collocano le forze politiche che si definiscono di centrodestra. Ecco perché guardiamo con grande attenzione le riforme annunciate dal governo nella speranza che siano tali. Mi auguro che l'attenzione e il dialogo siano reciproci”.
Nei prossimi giorni lei parteciperà alla festa tricolore di Mirabello...
“...Io partecipo ad ogni appuntamento a cui mi invitano. Sono andato anche alla festa de l'Unità. Non vedo perché non dovrei essere presente a Mirabello”.
Certo, ma questa partecipazione è diversa. Alla festa de l'Unità l'aspettano per il confronto. A Mirabello per il dialogo e il riavvicinamento.
“Vado a Mirabello appunto per ricreare le condizioni di un nuovo percorso unitario, che si deve basare sul rispetto delle idee e delle persone. E su un progetto comune che si deve costruire alla luce del sole”.

Nessun commento: