mercoledì 15 giugno 2011

Il Pdl non sopravviverà a Berlusconi

Voce Repubblicana del 15 giugno 2011
Intervista a Giuliano Cazzola
di Lanfranco Palazzolo

Il Pdl non resisterà al dopo Berlusconi. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle Libertà Giuliano Cazzola.
Onorevole Cazzola, i ‘Sì’ hanno vinto in questa consultazione referendaria. Cosa pensa di questa affermazione politica?
“Mi sembra che l’analisi da fare sia evidente anche se il centrodestra e il Popolo delle libertà non ci hanno messo direttamente la faccia. Tuttavia, visto che i quesiti trattavano anche provvedimenti presi dal Governo è chiaro che la sconfitta c’è ed è rilevante. A determinare un risultato che ha fatto raggiungere il quorum, e quindi far vincere i ‘Sì’, è anche frutto di un risultato che è stato determinato da una fetta dell’elettorato di centrodestra. La sinistra, da sola, non avrebbe avuto la forza di ottenere 25 milioni di votanti”.
Crede che ci sia stata disinformazione sulla reale portata dei referendum?
“A me dispiace molto che un voto contro Berlusconi abbia penalizzato il paese. Al di la della storia del legittimo impedimento, che era depotenziata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, l’esito di questi referendum sui servizi pubblici e sul nucleare penalizzano il paese nel presente e nel futuro. Credo che il voto sia stato ispirato da sensazioni sulle quali le opposizioni hanno avuto buon gioco: l’acqua pubblica…il bene primario; la paura del nucleare. Questa paura ancestrale sul nucleare è stata ampiamente strumentalizzata dalle opposizioni. Secondo me, questo è un voto politico contro Berlusconi. Nel voto referendario abbiamo la conferma del voto delle ultime elezioni amministrative. Si tratta di un cambiamento molto rilevante da parte dell’opinione pubblica italiana”.
Crede che questa situazione determinerà la fine anticipata della legislatura?
“Io penso che sia abbastanza probabile che si arrivi alla fine della legislatura. Se si dovrà andare alle elezioni anticipate non si dovrà andare prima del 2012”.
Cosa potrebbe fare Berlusconi per salvare la maggioranza? Anche nel 2005 molti lo davano per finito. Ma poi ha pareggiato le elezioni politiche del 2006.
“Nel 2005 l’opinione pubblica non ce l’aveva con lui, ma con la situazione rissosa che si era venuta a creare nella maggioranza, che somigliava troppo al centrosinistra. Poi fu in condizione di ribaltare la situazione. Oggi credo che il problema sia proprio lui. Io sono convinto che Berlusconi abbia tante attenuanti. Berlusconi ha subito una campagna di aggressione assurda. Sul piano personale Berlusconi ha tante giustificazioni, però sono convinto che non ci sia un futuro del Pdl senza Berlusconi”.
Finirà anche il bipolarismo nel caso di uscita dalla scena politica di Berlusconi?
“Dipende da chi sarà in grado di fare la riforma elettorale. Penso che si tornerà alla frantumazione e a un arcipelago di partiti”.

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