mercoledì 15 giugno 2011

Il Pri all'Europride

Intervista realizzata da Andrea Billau
trascritta per la "Voce Repubblicana"
del 14 gennaio 
da Lanfranco Palazzolo

Uno Stato veramente laico deve garantire diritti a tutti. Ecco perché il Pri ha deciso di partecipare all’Euro Pride che si è svolto a Roma sabato scorso. Lo ha detto a “Radio Radicale” Vito Kahlun, responsabile delle politiche giovanili del Pri, annunciando il sostegno repubblicano alla sfilata dell’Europride che si è tenuto sabato scorso a Roma.
Radio Radicale, ci occupiamo dell’Europride. A questo appuntamento parteciperà anche Vito Kahlun, che è responsabile dei giovani del Partito Repubblicano Italiano, che abbiamo in collegamento telefonico. Non è la prima volta che partecipi ad un gay pride – questo è un appuntamento più importante in quanto si tratta di un Euro pride – come esponente di un partito che si è sempre distinto per la laicità delle sue battaglie. La tua è una posizione individuale o rappresenta anche la scelta del Pri?
“Naturalmente la mia posizione rappresenta anche quella del Partito Repubblicano Italiano. Me ne occupo io come responsabile delle politiche giovanili del Pri perché riteniamo che questo sia un tema che tocca quelli che sono i temi delle generazioni presenti e future. Quindi per questo è doveroso battersi. Il Pri ha una tradizione storica così importante per la laicità dello Stato e per i diritti civili. In questi ultimi anni abbiamo ritenuto che la partecipazione ai gay pride e all’Euro pride fosse qualcosa dalla quale non dovevamo tirarci indietro”.
Cosa si può ottenere da questo tipo di maggioranza in tema di conquiste dei diritti civili?
“Da questo tipo di maggioranza ancora poco. Rispetto al centrodestra europeo, quello italiano sembra essere ancora molto indietro. Far parte di una coalizione come quella di centrodestra non vuol dire essere accondiscendenti su tutto quello che sostiene questa alleanza. Noi siamo convinti che sia possibile esprimere un’idea diversa da quella della maggioranza del centrodestra. Ecco perché siamo sempre stati convinti che sia giusto battersi per questi diritti. Credo che ci sia da fare un lavoro culturale molto approfondito perché molto spesso l’allargamento dei diritti alle coppie omosessuali viene visto come qualcosa che danneggia la famiglia. In realtà, questo allargamento non intacca da solidità della famiglia, ma favorisce la crescita della nostra società: più diritti per tutti sono un patrimonio del quale beneficia tutta la società italiana. Non dobbiamo avere paura di nulla”.
Per voi repubblicani questo tema è molto importante per le implicazioni che comporta nei rapporti con la Chiesa cattolica. Per voi questo è un problema della coalizione di centrodestra?
“Secondo me il problema più grosso è un altro. Io sono un ebreo osservante, molto osservante. Dal punto di vista religioso sono contrario alle relazioni omosessuali. Però ho sempre pensato che sia necessario scindere la politica dalla religione. Uno Stato laico ha il dovere di garantire diritti per tutti, senza toglierne a nessuno. Anche se io e un cattolico possiamo essere contrari alle unioni tra omosessuali non è giusto impedire il riconoscimento dei diritti a chi ha una propensione diversa. Il compito dello Stato è quello di garantire diritti per tutti”.
Questo è il principio dello Stato laico. Però da questo punto di vista nel nostro paese siamo indietro. E i politici non svolgono il loro ruolo.
“Il problema – se posso permettermi – e che spesso, nella classe politica, quella più laica e progressista su questi temi, c’è esiste una grande confusione. Non si distingue il valore dell’ateismo da quello della laicità. Spesso le due cose coincidono. Invece io credo che un buon laico debba essere capace di riconoscere i diritti e i doveri di chi chiede tutele nella pratica della propria religione. E anche di garantirli a chi li vuole al di fuori della propria religione. Per quanto mi riguarda credo che sia questo il concetto di laicità da portare avanti. E questo devono garantirlo i politici di tutte le tendenze religiose e, naturalmente quelli laici. E’ una concezione della laicità che vada oltre quella individualista”.
Ti ringrazio per aver espresso questo concetto così chiaramente. Ringraziamo Vito Kahlun, Responsabile dei giovani del Partito Repubblicano Italiano con il quale abbiamo parlato dell’adesione del suo partito all’Euro pride di sabato a Roma.
“Grazie a te. E a quello che fa ‘Radio Radicale’ per garantire libertà di espressione per tutti”.

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