domenica 5 giugno 2011

La guida pericolosa secondo San Matteo Renzi

Voce Repubblicana
del 4 giugno 2011
di Lanfranco Palazzolo

La guida pericolosa secondo Matteo. Il primo cittadino di Firenze cerca di farsi sempre notare con le solite iniziative demagogiche. Infatti, in questi giorni il sindaco “rottamatore” Matteo Renzi ha lanciato una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che individui una nuova fattispecie di reato: l'omicidio stradale. Il primo cittadino è il primo firmatario della proposta, il secondo è il padre di Lorenzo Guarnieri, il ragazzo che morì a 17 anni la notte tra il 1 e il 2 giugno del 2010, investito da uno scooter nel parco delle Cascine. Delle cinquanta mila firme necessarie a portare la proposta di legge in Parlamento, in 24 ore, sono stare raccolte già 1800. Renzi vorrebbe così far introdurre il cosiddetto “ergastolo per la patente” (Ritiro della patente a vita), pene aumentate sino a 18 anni di carcere e l'arresto se il conducente, che uccide una persona, è sorpreso in flagranza di reato. Con un'unica peculiarità: la legge prenderebbe di mira solo chi guida in stato di ubriachezza o sotto effetto di stupefacenti. Matteo Renzi avrebbe potuto seguire anche un'altra strada, ben sapendo che le leggi di iniziativa popolare non se le fila nessuno. Il sindaco avrebbe potuto rivolgersi ad uno dei tanti colleghi in Parlamento del Pd e chiedergli di presentare una proposta di legge in materia. Ma è difficile pensare che qualcuno gli possa dare retta nel Pd. Se fosse possibile dare un consiglio a Renzi sarebbe giusto togliere dalla fattispecie del reato l’ubriachezza e l’effetto degli stupefacenti. Ben 13 mesi fa, un mese prima della morte di Guarnieri, il sindaco di Firenze si era beccato una bella multa per eccesso di velocità. Renzi era stato sorpreso dall’Autovelox e multato. Fu lo stesso primo cittadino fiorentino, che certo vuole sempre sembrare uno come gli altri, sulla sua pagina Facebook a pubblicizzare l’evento. Renzi descrisse come efficienti gli autovelox “fiorentini” raccontando di aver preso una multa sul raccordo autostradale del Varlungo. La multa comminata fu di 155 euro e gli vennero tolti cinque punti dalla patente. Il sindaco aveva annunciato che la volta successiva sarebbe andato più piano. I commenti su Facebook furono molti. Qualcuno gli ricordò che in quel tratto il limite è di settanta km orari, mentre lui, per sua stessa ammissione, andava a 91: “Matteo c’hai meno punti del Siena”, scrissero i suoi fan. Altri ancora gli consigliarono di passare alla bici. Il sindaco rispose: “Passare alla bici mi sembra difficile. Ero con moglie e figli e stavo tornando da Torino. Se passo alla bici sul raccordo autostradale di Varlungo con quattro persone in collo mi arrestano”. Sarà vero, ma andare a quella velocità è un rischio per chiunque. Anche se il conducente non ha bevuto ed è perfettamente in forma ed è il sindaco di Firenze.

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