giovedì 16 giugno 2011

Non sottovalutate questa crisi

Voce Repubblicana del 16 giugno 2011
Intervista a Francesco Pionati
di Lanfranco Palazzolo

Sottovalutare la crisi del centrodestra è un errore. Chi lo fa è un incosciente. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato dell’Alleanza di centro Francesco Pionati.
Onorevole Pionati, cosa dovrebbe fare il centrodestra per uscire dalla crisi che è maturata in questi ultimi mesi?
“Io terrei fuori il Governo dalla sconfitta referendaria. Una connessione diretta tra la vittoria dei ‘Sì’ e il futuro del Governo non c’è. Però considero la crisi di governo, dal punto di vista politico, gravissima. E penso che questa situazione non debba essere sottovalutata. Chi lo fa è un incosciente e non vuole bene al centrodestra. Dalla crisi si esce con un colpo d’ala. Era Silvio Berlusconi a dover dare questo colpo d’ala alla coalizione e al Governo. E se non lo fa dimostra scarsa capacità di reazione. Tutto è nelle sue mani. Il Presidente del Consiglio deve dimostrare capacità di reazione. Altrimenti la partita è chiusa. Oggi il centrodestra è battuto e deve recuperare consensi e credibilità in vista delle prossime elezioni politiche”.
Pensa che la partita delle elezioni politiche sia chiusa a favore del centrosinistra?
“Non lo penso affatto. Sono convinto che il centrodestra sia in grado di reagire a questa situazione. Ricordo che il centrosinistra ha subito delle sconfitte impressionanti in questi ultimi anni. E’ successo nel 2008 alle politiche, nel 2009 in Sardegna, nel 2010 alle Regionali. Ancora un anno fa il centrodestra aveva stravinto quelle consultazioni. In quest’ultimo anno sono intervenuti fatti che vanno analizzati e cambiati con iniziative concrete. Il prossimo 14 luglio il nostro partito, Alleanza di centro, farà un’assemblea nazionale nella quale darà le proprie indicazioni. Sarà un’assemblea di rifondazione del centrodestra aperta a tutte le formazioni politiche vicine alla nostra alleanza. Il nostro obiettivo è di ripartire dalle cinque vocali dell’alfabeto, ognuna delle quali deve avere una valenza politica precisa: A come alleanze, per evitare di rincorrere l’Udc e rafforzare il legame con gli attuali alleati; E come economia, per sviluppare l’iniziativa economica a favore dei ceti più deboli traverso un reddito di cittadinanza per i più deboli; I come innovazione, per dare fiducia a uomini come Angelino Alfano e a volti nuovi nel governo; O come organizzazione per creare il partito sul territorio; U come umiltà per evitare che ci sia una deresponsabilizzazione nel centrodestra. Io credo che si possa ricominciare da queste cinque vocali”.
Deve cambiare il rapporto con la Lega Nord?
“Credo di sì. Le politiche leghiste non hanno pagato. Il partito di Bossi è uno degli sconfitti delle amministrative. Ma la Lega non può rompere con il centrodestra. Se il partito di Bossi stacca la spina al Governo la stacca anche a se stessa”.

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