sabato 25 giugno 2011

Nuovo presidente per la Cassa di previdenza delle forze armate

Il Consiglio dei ministri del 9 giugno 2011 ha deliberato, su proposta del Ministro della difesa, la nomina di Alberto Gauzolino a presidente della Cassa di previdenza delle Forze armate. Il precedente presidente, Cristano Bettini, era stato nominato per tre anni con D.P.R. 2 luglio 2010, con decorrenza 1° luglio 2010 (a seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro della difesa del 18 giugno 2010) ed era previsto in scadenza il 1° luglio 2013, ma a maggio 2011 è stato nominato Sottocapo di Stato Maggiore della difesa: è stato pertanto richiesto il parere parlamentare sulla proposta di nomina di Gauzolino a nuovo presidente sulla quale, si anticipa, le competenti commissioni di Camera e Senato hanno formulato parere favorevole rispettivamente l'8 e il 1° giugno 2011.
Il consiglio di amministrazione della Cassa era stato nominato con D.M. del Ministro della difesa del 21 aprile 2010, con decorrenza dal 1° luglio 2010. Con successivo decreto del 27 luglio 2010 il consiglio è stato integrato dei due membri effettivi mancanti, Piga e Palmieri.
Le sei preesistenti casse militari di Esercito, Marina militare, Aeronautica militare e Arma dei carabinieri, sono state riordinate attraverso il loro accorpamento e la razionalizzazione dei relativi organi di indirizzo, amministrazione, gestione e controllo, con D.P.R. 4 dicembre 2009, n. 211, pubblicato sulla G.U. del 29 gennaio 2010, n. 23, al fine di conseguire generali economie d'impiego delle risorse umane, strumentali e finanziarie, nonché di incrementare l'efficienza e migliorare la qualità dei servizi resi agli iscritti. Le suddette casse sono state accorpate quindi nella Cassa di previdenza delle Forze armate, quale organo con personalità giuridica di diritto pubblico istituito nell'ambito della struttura organizzativa del Ministero della difesa, alla cui vigilanza è sottoposta, avvalendosi del Capo di stato maggiore della difesa.
Il consiglio di amministrazione è costituito da tredici membri titolari, nominati con decreto del Ministro della difesa, e ha poteri di indirizzo, programmazione, amministrazione e controllo strategico nei confronti di ciascun fondo previdenziale. Formano il consiglio: a) personale militare in servizio attivo, rappresentante le singole categorie di personale di Forza armata, di cui due membri per l'Esercito, due per la Marina militare, due per l'Aeronautica militare e tre per l'Arma dei carabinieri, proposti per la nomina, rispettivamente, dai Capi di stato maggiore di Forza armata e dal Comandante generale dell'Arma dei carabinieri, nell'ambito di una terna di candidati segnalata per ciascun membro al Ministro della difesa dal Capo di stato maggiore della difesa, in modo da garantire anche la piena libertà di scelta nella nomina del presidente e del vice presidente. Con le stesse modalità, dalla medesima terna di candidati sono altresì nominati nove supplenti, i quali possono partecipare con diritto di voto ai lavori del consiglio di amministrazione in sostituzione dei corrispondenti titolari nei casi di assenza o impedimento; b) un magistrato contabile e un dirigente del Ministero dell'economia e delle finanze, designati dalle istituzioni di rispettiva appartenenza, nonché un esperto del settore attuariale o previdenziale, scelto dal Ministro della difesa; c) un rappresentante degli ufficiali in quiescenza titolari dell'assegno speciale, scelto tra il personale in congedo su proposta delle associazioni di categoria. Il presidente è scelto tra i membri effettivi del consiglio di amministrazione, e nominato su proposta del Ministro della difesa, secondo le modalità previste dall'articolo 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni. Per la nomina a presidente è designato un ufficiale di grado non inferiore a generale di divisione o corrispondente, in base a un criterio di rotazione tra le Forze armate, sentito il Capo di stato maggiore della difesa e previa intesa con gli organi di vertice delle Forze armate. È coadiuvato o, in caso d'impedimento, sostituito da un vice presidente, nominato con decreto del Ministro della difesa tra i consiglieri, su proposta dello stesso presidente. Se militare, il vice presidente è di grado non inferiore a generale di brigata o corrispondente, nonché di Forza armata diversa dal presidente.

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