mercoledì 8 giugno 2011

Osama come non lo avete mai visto

Intervista a Maurizio Piccirilli
Voce Repubblicana 8 giugno 2011
di Lanfranco Palazzolo

Con il mio libro su Osama bin Laden spero di aver contribuito a smitizzare questo personaggio attraverso la conoscenza della sua vita privata. Lo ha detto Maurizio Piccirilli, autore de “Il volto nascosto di Obama” (Castelvecchi), libro che indaga sulla vita privata e le abitudini dello “sceicco del terrore”.
Maurizio Piccirilli, come è nata l’idea di questo libro su un personaggio che ha seminato morte e disperazione?
“Da tempo, ancor prima della missione americana che ha portato all’uccisione di bin Laden, avevo raccolto una corposa documentazione su quest’uomo, che è anche stata la mia ossessione. Mi sono occupato degli aspetti non pubblici della vita di bin Laden. Questo personaggio è stato descritto dai mezzi di informazione attraverso i suoi comunicati minacciosi e truculenti. Osama bin Laden è stato un leader negativo, il cui ‘carisma’ deriva dal suo impegno nella Jihad contro l’Armata Rossa in Afghanistan negli anni ’80. In questo periodo si forma la figura di questo sceicco saudita, ricco, miliardario, che investe i suoi averi per aiutare il popolo afghano. In quel periodo bin Laden costruisce ospedali, ospizi, per gli afghani”.
Osama Bin Laden era ricco?
“Viene da una famiglia ricca, che però rifiuta la vita comoda. Osama si dedica alla lettura de ‘Il Corano’. E nello stesso tempo si impegna in una sua produzione letteraria, fatta soprattutto di poesie. Proprio la poesia è un elemento che lo segue sempre dagli anni della guerra in Afghanistan fino agli ultimi suoi giorni”.
Non teme di aver scritto un libro apologetico di Osama bin Laden? Lo stesso Franco Cardini, che ha curato l’introduzione di questo libro, ha parlato proprio di questo.
“Credo aver aperto uno spazio di verità su questo personaggio intorno all’uomo. Credo che la conoscenza sia sempre l’arma migliore contro la paura e il pregiudizio. Conoscere un uomo a tutto tondo aiuta anche a smitizzarlo. Quest’uomo ha vissuto la sua vita sulle utopie. Il suo sogno di creare un grande califfato dall’Atlantico all’Asia si è infranto con la Rivoluzione del gelsomino, fatto da giovani che sognano la democrazia e non il fanatismo di quella ideologia. Osama bin Laden aveva illuso molte persone facendogli credere che fosse possibile una guerra santa contro l’Occidente. Non penso di aver fatto l’apologia dello sceicco del terrore. Questo non era il mio obiettivo”.
Chi è stato l’uomo fondamentale per la formazione di questo personaggio?
“Il personaggio che lo ha plasmato religiosamente è stato l’attivista palestinese Abd Allah al-Azzam che Osam bin Laden conosce in Arabia Saudita. Il ruolo di Al-Zawhiri è diverso perché lo ha condotto alla guerra ideologica”.
Le poesie che Osama bin Laden scrive sono farina del suo sacco?
“Molte di queste sono rielaborazioni di poesie scritte da altri”.

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