venerdì 10 giugno 2011

Quei referendum non danneggiano il governo

Intervista ad Andrea Olivero
Voce Repubblicana del 9 giugno2011
di Lanfranco Palazzolo

I referendum non devono avere una valenza politica sul governo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Presidente delle ACLI Andrea Olivero.
Andrea Olivero, lei ha dato alle Acli un’impronta di grande indipendenza dai partiti politici e dalla politica. Cosa farete sui referendum del 12 giugno?
“Noi abbiamo invitato i nostri associati ad andare a votare perché le questioni in gioco sono particolarmente importanti. Su materie come l’acqua, il nucleare, l’energia atomica crediamo che è bene che i cittadini si esprimano anche con un referendum abrogativo. La nostra linea è quella del ‘Sì’, in particolare per i due referendum sull’acqua. Noi siamo anche nel Comitato promotore di questi referendum. Noi siamo convinti che l’acqua debba restare un bene pubblico e non deve diventare un bene economico. La norma attuale mette a repentaglio questa impostazione, crea dei seri dubbi su questo tema. Anche sul nucleare noi non avremmo voluto il referendum, ma di fronte ad una scelta riteniamo che sia corretto avere attenzione rispetto a quello che è il principio di precauzione. I fatti recenti ci inducono a dire che le tecnologie non ci permettono di scherzare con il fuoco. Infine, sulla questione relativa al legittimo impedimento abbiamo sempre pensato che era il caso di evitare questo referendum. Ma abbiamo anche ritenuto che fosse giusto ristabilire il giusto equilibrio dei poteri votando a favore del ‘Sì’. Sono posizioni abbastanza nette per un’associazione che ha mantenuto le sue distanze dalla politica. Noi abbiamo fatto una nostra riflessione interna”.
Pensa che questi referendum abbiano una valenza politica?
“Non credo che questi referendum debbano avere questo tipo di valenza, anche se potrebbe esserci qualche ripercussione dopo il voto del 12 giugno. Il Governo dovrà riflettere semmai sulle modifiche da fare alle leggi sottoposte ai referendum. Questa sarà la riflessione da fare. Il giudizio politico riguarda la possibilità di far esprimere o meno i cittadini. Credo che il governo abbia cercato di bloccare alcuni di questi referendum cercando di bloccare alcuni di questi quesiti. E poi ritengo che sia mancata l’informazione. Questo è il dato politico più rilevante”.
Il referendum sul legittimo impedimento è quello più combattuto. Lei pensa che sia giusto introdurre nuovamente la vecchia formulazione dell’articolo 68 della Costituzione per evitare il conflitto tra politica e giustizia?
“Credo che la Costituzione italiana sia stata molto saggia nel difendere le prerogative dei parlamentari. C’era un elemento di saggezza per evitare il conflitto permanente tra poteri dello Stato. Credo che tornare alla vecchia formulazione dell’articolo 68 sarebbe saggio. Ma questa è una mia valutazione personale. E qui non parlo da Presidente delle Acli”.

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