mercoledì 15 giugno 2011

Un'ambizione andata in fumo

Intervista a Matteo Mecacci
Voce Repubblicana del 14 giugno 2011
di Lanfranco Palazzolo

Erdogan si era presentato alle elezioni politiche con un ambizioso pacchetto di riforme. Ma non ha centrato l’obiettivo di ottenere i 2/3 dei voti del parlamento turco. Lo ha detto alla “Voce” il deputato radicale eletto nelle liste del Partito democratico Matteo Mecacci. Il deputato radicale è relatore dell'Assemblea Parlamentare dell'OSCE su democrazia e diritti umani. Lo scorso fine settimana Mecacci ha partecipato alla missione di monitoraggio elettorale dell’OSCE in Turchia. Si tratta della prima missione di monitoraggio elettorale dell'Assemblea Parlamentare dell’OSCE in questo paese.
Matteo Mecacci, il premier uscente Erdogan ha vinto le elezioni parlamentari senza riuscire ad ottenere i 2/3 dei seggi necessari per fare le riforme costituzionali per cambiare il paese.
“Questo è stato un appuntamento elettorale molto importante. Si è trattato del terzo voto importante da quando il partito del Primo ministro Erdogan, il Partito della Giustizia e sviluppo (Akp), è giunto al governo del Paese. Queste vittorie hanno segnato un cambiamento per questo paese che è sempre stato governato dall’establishment come il Partito Repubblicano del Popolo (Chp), soggetto che non ha una sua strategia politica. Il premier Erdogan ha una proposta politica concreta per il futuro del paese. Il leader dell’Akp si è presentato alle elezioni forte di un consenso parlamentare che è stato di oltre il 40 per cento e nel 2007 ha realizzato un pacchetto di riforme importanti come l’Elezione diretta del Capo dello Stato; la riduzione del mandato del Capo dello Stato a cinque anni (rinnovabili); la diminuzione del mandato parlamentare da cinque a quattro anni; l’abbassamento del quorum necessario per la validità delle sessioni in Parlamento (da 367 a 184 deputati). Queste riforme sono state confermate da un referendum (69 per cento dei consensi), che ha aumentato il processo di democratizzazione del paese”.
Quale era l’obiettivo politico di Erdogan a queste elezioni parlamentari anticipate di un anno?
“Erdogan si è presentato a queste elezioni con un’agenda politica molto ambiziosa che avrebbe dovuto portarlo a realizzare delle riforme tese a realizzare una riforma più compitamente presidenzialista del paese, che finora è rimasto legato ad una forma di governo sostanzialmente parlamentare. Erdogan avrebbe dovuto ottenere i 2/3 dei voti parlamentari. Questa situazione gli avrebbe permesso di candidarsi come Presidente delle Repubblica eletto dal popolo alle prossime elezioni presidenziali che erano state fissate al 2014”.
Il Partito repubblicano del popolo, che rappresenta il centrosinistra, è un problema per Erdogan?
“Il Chp teme il processo di riforma costituzionale. E teme che il Presidente voglia fare le sue riforme senza consultare gli altri partiti”.

Nessun commento: