domenica 17 luglio 2011

Attenzione a quella sentenza sul lodo

Intervista a Maurizio Paniz
Voce Repubblicana del 12 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

Quando si emettono sentenze come quella sul Lodo Mondadori ci vuole molta attenzione. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Maurizio Paniz del Pdl.
Onorevole Paniz, cosa pensa della sentenza civile di secondo grado sul lodo Mondadori?
“Credo che il problema di questa sentenza non riguardi solo il Presidente Silvio Berlusconi e la sua famiglia, ma tutti gli azionisti italiani. Non dimentichiamo che la Fininvest, e con essa Mondadori, sono delle realtà che costituiscono un polmone molto importante per il quadro finanziario del nostro paese e per milioni di persone che lì hanno fatto il loro investimento. Ci vuole molta attenzione quando si emettono decisioni di questa portata. Personalmente ho sempre avuto un grande rispetto per la magistratura. E mi auguro che la magistratura non sia stata condizionata da risvolti politici che hanno dimostrato di incidere non poco sul sistema giudiziario”.
Come valuta il silenzio di Silvio Berlusconi, che ha deciso di annullare alcuni impegni?
“E’ stata una decisione molto saggia restare in silenzio. Berlusconi ha fatto bene ad evitare strumentalizzazioni e clamori. Berlusconi non avrebbe certamente espresso il suo consenso per questa sentenza. Questa decisione è stato un segnale molto importante, forse più importante di una qualche dichiarazione”.
Cosa pensa di questa causa civile che tocca il rapporto tra i principali investitori nel nostro paese? E ritiene che questo tipo di sentenza possa arrivare a quasi 20 anni dallo svolgimento dei fatti relativi al lodo?
“Quando la giustizia arriva con così tanta lentezza ci troviamo di fronte ad un procedimento ingiusto perché avvenuto con grave ritardo. La tempestività delle decisioni è fondamentale per dare l’impressione che l’autorità giudiziaria abbia agito con equità. Detto questo, il mio augurio è che non ci siano state influenze politiche che abbiano determinato questa sentenza. Certo, quando si passa da una sentenza di primo grado ad una sentenza di secondo grado che modifica il risarcimento di 190 milioni in meno (La sentenza di primo grado aveva stabilito un risarcimento di 750 milioni di euro per Franco De Benedetti, la sentenza di secondo grado 560 milioni di risarcimento) qualche pensiero viene. A me piacerebbe una giustizia che non fosse orientata politicamente. Ritengo che i miei dubbi siano legittimi anche se non metto in discussione la correttezza della corte. Quando ci sono sentenze fortemente discrepanti tra il primo e il secondo grado di giudizio la giustizia ne esce condizionata. Il messaggio che dà la giustizia non è di sicurezza. Anche Andreotti ha dovuto subire le conseguenze dei diversi gradi di giudizio. Alla fine il giudizio su di lui è stato totalmente ribaltato. Questo è quello che potrebbe accadere anche per il Lodo Mondadori”.

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