sabato 2 luglio 2011

Per la Libia serve una soluzione politica

Voce Repubblicana del 30 giugno 2011
Intervista a Carlo Jean
di Lanfranco Palazzolo

Solo una soluzione politica sulla crisi libica può impedire lo scoppio della guerra civile in questo paese. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il generale Carlo Jean, esperto di strategia militare e di geopolitica.
Prof. Jean, la richiesta di arresto della Corte penale internazione nei confronti di Gheddafi cambia lo scenario della guerra in Libia?
“No, il mandato di arresto nei confronti di Gheddafi è acqua fresca. I responsabili della diplomazia internazionale che fanno parte della coalizione internazionale non avevano l’interesse a trattare con Gheddafi, ma solo con il Consiglio nazionale transitorio. Ecco perché la richiesta di arresto non cambia nulla. Il problema fondamentale non è tanto Gheddafi, ma i suoi legami con le tribù libiche e con i suoi fedeli. Questi legami sembra che non cedano”.
Pensa che le capacità di resistenza di Gheddafi siano intatte?
“No. Credo che le missioni della Nato sono state efficaci, hanno picchiato forte. Hanno fatto circa 7mila sortite, di cui 4700 di attacchi al suolo. E con questi attacchi le forze libiche hanno subito forti perdite, soprattutto dei mezzi pesanti. Altri mezzi saranno stati nascosti nelle città e nelle abitazioni. E la Nato ha avuto forti limitazioni anche nel tentativo di evitare le perdite di civili”.
Ci sono state tante incomprensioni tra l’Italia e la Francia nell’ambito di questa missione militare della Nato sulla Libia?
“Soprattutto quando il ministro degli Esteri Franco Frattini aveva detto che se non passava il bastone del comando alla Nato l’Italia avrebbe ripensato al proprio riallineamento con la coalizione. Le tensioni sono ritornate quando Frattini ha annunciato di voler svolgere una mediazione per trovare una soluzione politica alla crisi libica. Credo che abbia ragione perché questa crisi non si risolve solo con l’intervento militare. Solo una soluzione politica può evitare che il Libia scoppi una guerra civile”.
Che ruolo svolge la nunziatura apostolica a Tripoli? Nei giorni scorsi si è detto che Gheddafi si sarebbe nascosto proprio li per evitare di essere colpito dai bombardamenti.
“La Chiesa cattolica cerca di essere il più neutrale possibile. Non hanno alcun interesse ad entrare nella mischia”.
Gheddafi accetterà l’esilio?
“Finora ha sempre respinto questa possibilità. Il fatto che dispone della fedeltà di alcune tribù lo rende ancora forte. Gheddafi ha detto che non partecipa a nessun negoziato, però vuole restare in Libia. A mio avviso, pensando al suo senso dell’onore, manterrà fede a questa promessa”.
Quanto dureranno le operazioni militari della coalizione in Libia?“Abbastanza a lungo. Ma questo dipende dalle riserve di munizioni degli occidentali. La Germania, su richiesta del comando logistico della Nato, fornirà del materiale logistico di precisione”.

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