sabato 23 luglio 2011

Quel voto su Papa è irregolare

Intervista a Francesco Paolo Sisto
Voce Repubblicana del 23 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

Il voto su Alfonso Papa non è stato regolare. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pdl Francesco Paolo Sisto, membro della Giunta per le autorizzazioni della Camera.
Onorevole Sisto, perchè ha chiesto l'annullamento del voto sull'autorizzazione all'arresto nei confronti dell'on. Papa?
“Non ho proposto di invalidare il voto sull'onorevole Papa, ma l'invalidazione del verbale della seduta della Camera di mercoledì. Nello stenografico era stata annunciata una votazione con scrutinio segreto elettronico. In realtà, il Partito democratico ha realizzato una votazione con il voto palese. Nel resoconto della seduta del 20 luglio il capogruppo del Pd Dario Franceschini ha detto: 'I deputati del Pd renderanno comunque palese il loro voto con un accorgimento tecnico che il nostro sistema di votazione consente e che spazza via in ogni caso tutti i tentativi di trucco, tutti i veleni che sono stati messi in circuito in queste ore'. Ho detto alla vicepresidente Bindi, la quale non ha ben recepito la mia richiesta, che non c'era stato alcun voto segreto in aula. E che quanto era scritto nello stenografico non corrispondeva al vero. Da qui la richiesta di modifica”.
Il Pd ha violato l'articolo 49 del Regolamento della Camera?
“Si, è stato violato questo articolo. Ma l'aspetto grave di questa vicenda è che c'è stata una palese violazione dell'articolo 67 della Costituzione, sulla libertà del Parlamentare. Questo articolo permette al Parlamentare di esprimere il proprio voto in totale libertà. Se la votazione riguarda la libertà personale dell'individuo, è poi garantita la segretezza del voto. A questo diritto, a questa garanzia di rango costituzionale il Pd – per espressa dichiarazione del suo capogruppo - si è sottratto; ma, soprattutto, ha fatto in modo che i suoi parlamentari non fossero messi in condizione di esprimere liberamente il proprio voto. Questo è un atto gravissimo”.
Come ha trovato l'atteggiamento della vicepresidente Bindi di fronte alle vostre richieste?
“Quella della Bindi è una conduzione che – qualche volta – corre il rischio di apparire a doppia velocità. Quando si tratta delle questioni che riguardano la maggioranza c'è un determinato atteggiamento. Ho l'impressione che la Bindi appaia più disponibile ad ascoltare le voci dell'opposizione. Ma può darsi che la mia sia solo un'impressione”.
Nel voto di mercoledì il Pd è stato obiettivo?
“Noi del Pdl siamo sempre stati garantisti. Nel 2008 abbiamo votato contro l'arresto dell'on. Margiotta (Pd), accusato di gravi reati (e poi pienamente assolto). Allora anche il Pd fu ipergarantista. Non capisco perché oggi non lo sia più, anzi cavalchi la tigre del giustizialismo. O dovrei forse pensare ad un garantismo di sinistra, a corrente alternata, legato alle appartenenze?”.

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