sabato 2 luglio 2011

Riprendiamoci il sindacato

Voce Repubblicana del 2 luglio 2011
Intervista a Fabrizio Tomaselli
di Lanfranco Palazzolo

Il sindacato deve tornare ad essere uno strumento nelle mani dei lavoratori. Lo ha detto alla “Voce” Fabrizio Tomaselli, membro dell’esecutivo dell’Unione sindacale di base (Usb).
Stefano Tomaselli, le Unioni sindacali di base stanno raccogliendo le firme per una pdl di iniziativa popolare sulla rappresentanza sindacale. Qual è l’obiettivo di questa iniziativa?
“Questa proposta nasce da un principio fondamentale: il diritto sindacale ad avere democrazia nei luoghi di lavoro deve essere un diritto della persona. Il singolo lavoratore è stato spogliato del proprio diritto individuale. Questo diritto si è trasformato in diritto dei sindacati. Il sindacato non è più uno strumento in mano ai lavoratori, ma è diventato quasi un soggetto terzo che fa da intermediario tra lavoratori ed azienda. Siamo convinti che questo principio si debba capovolgere. Il sindacato deve tornare nelle mani dei lavoratori. Da questo principio scaturiscono una serie di valutazioni che ci hanno aiutato nella costruzione di questa proposta di iniziativa popolare”.
Cosa chiedete nei fatti?
“Maggiore democrazia sindacale. Gli accordi sindacali devono realmente essere costruiti dal basso e poi devono anche essere sottoposti al giudizio dei lavoratori prima di essere firmati. La rappresentatività dei sindacati non deve essere lasciata all’arbitrio delle aziende, ma deve avere dei criteri oggettivi di valutazione. Quindi noi pensiamo ad un election day. Tutti i posti di lavoro, pubblici o privati che siano, ogni anno vanno ad elezioni democratiche. Pensiamo che si possano presentare a queste elezioni tutte le organizzazioni che hanno uno strumento democratico. Si misura la rappresentatività dell’organizzazione. Il lavoratore può dare il suo consenso, dare il proprio voto all’organizzazione sindacale e al proprio delegato. E nella scheda dà anche il voto all’organizzazione sindacale che dovrebbe rappresentarlo a livello nazionale”.
Chi valuta queste preferenze?
“Le preferenze sono consegnate all’ispettorato del Lavoro e le organizzazioni vengono registrate al Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro. Questo è un modo per misurare la rappresentatività di tutti i sindacati. Siamo convinti che la rappresentatività di molte organizzazioni sindacali non corrisponda al loro reale consenso. In molti casi, queste presunte rappresentatività vengono aiutate dalle aziende perché hanno l’interesse ad avere un sindacato di comodo che avalla ogni accordo. Oggi abbiamo la necessità di capire da chi vengono sottoscritti i contratti. Noi riteniamo che i contratti aziendali siano importanti, ma siano gerarchicamente inferiori al contratto nazionale che copre tutti i lavoratori. E pensiamo che per trattare sindacalmente sia necessaria una soglia del 4 per cento a livello nazionale”.

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