sabato 2 luglio 2011

Un atto fortemente voluto

Voce Repubblicana 29 giugno 2011
Intervista a Luigi Compagna
di Lanfranco Palazzolo

Indagare il governatore della Campania Stefano Caldoro è stato un atto fortemente voluto. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Luigi Compagna del Popolo delle libertà.
Senatore Compagna, cosa pensa del dramma dei rifiuti che sta vivendo Napoli. Il sindaco aveva promesso di ripulire la città in pochi giorni. E, invece, a rimetterci in tutta questa vicenda è stato il governatore della Campania Stefano Caldoro. Cosa ne pensa di questo paradosso?
“Nei confronti di Stefano Caldoro si è parlato di atto dovuto. Può darsi. Ma la sensazione è stata che questo sia stato un atto fortemente voluto da De Magistris, Narducci e il procuratore della Repubblica di Napoli Lepore. Quella di Napoli è una procura che, dall’elezione di Luigi De Magistris a sindaco di Napoli, vuole essere più che mai protagonista”.
E’ sorpreso dallo sviluppo di questa situazione? Cosa ha pensato quando un magistrato della procura di Napoli è entrato nella giunta De Magistris?
“Quando ho appreso questa notizia ho pensato tutto il male possibile. Ho pensato soprattutto alla viltà che hanno rivelato nella vicenda il Presidente e il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Si è parlato della mancanza di una norma di legge ad hoc. Ho sempre pensato che tra persone per bene il codice deontologico venisse prima e fosse più importante di una norma di legge. Apprendere che, tra magistrati, non è così e apprenderlo dal rilievo, impregnato dal tatticismo ipocrita lapalissiano, di Napolitano e Vietti è stato disarmante”.
Qualcuno ha accusato il governo di essersi mosso tardi in questa vicenda. Tuttavia, il sindaco di Napoli De Magistris aveva annunciato un blitz per ripulire la città in cinque giorni.
“I cinque giorni di De Magistris erano un esercizio di velleitarismo. Per quanto riguarda il governo non mi sento di esprimere una critica sotto il profilo cronistico, giorno più giorno meno. Le critiche nei confronti del governo sono ingenerose. Mi domando piuttosto come mai il governo, che si era sentito investito di una sorta di mandato nazionale per liberarci dall’immondizia napoletana, è stato così sollecito nell’arrivare con un proprio decreto legge di opportuno commissariamento della magistratura, abbia consentito il naturale spiegamento del sistema delle autonomie. Il vero fallimento di questa vicenda è proprio quello delle autonomia. Non si può coprire questa situazione. Non ci può essere un meccanismo sostitutivo delle autonomie. Il governo lo aveva capito nel primo decreto legge quando era arrivato addirittura ad indicare per legge i tempi dei presidi militari delle discariche. Quando sono tornati in campo comune di Napoli, provincia di Napoli e la Regione Campania la partita è stata perduta definitivamente”.

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