mercoledì 27 luglio 2011

Un caso da non sottovalutare

Voce Repubblicana del 27 luglio 2011
Intervista a Pierluigi Castagnetti
di Lanfranco Palazzolo

Nel Pd nessuno sottovaluta il caso di Filippo Penati, ma nessuno di noi ha pensato ad un complotto. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera Pierluigi Castagnetti (Pd).
Presidente Castagnetti, il Pd è alle prese con un caso spinoso. L’ex vicepresidente della Regione Lombardia Filippo Penati ha lasciato ogni incarico nel Pd. Cosa pensa di questa vicenda all’indomani delle polemiche incandescenti sull’autorizzazione all’arresto dell’onorevole Alfonso Papa?
“Mi pare che il gesto di Penati sia doveroso. Io apprezzo questa scelta. E’ giusto che Penati si difenda nelle sedi giudiziarie, ma è altrettanto giusto che il partito venga trascinato in una questione nella quale ha nulla a che fare. Capisco l’accanimento degli avversari del Partito democratico che cercano di montare questo caso, che è molto serio. Non lo sto sottovalutando. Con il caso Penati i nostri avversari vorrebbero dimostrare che siamo tutti uguali. A me pare che non si possa arrivare a questo tipo di conclusione. Questo è un caso personale molto grave. Per questa ragione ne riconosciamo il rilievo. Mi pare che la diversità di fondo di questa vicenda sia rappresentata dal comportamento del segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani, il quale non ha gridato al complotto. Anzi, il segretario del Pd ha invitato i giudici ad andare avanti. E ha chiesto ai dirigenti del Pd coinvolti di fare un passo indietro. Penati ha fatto un passo indietro. Questo è il modo di comportarsi di fronte a casi del genere. In casi come questo è giusto che le persone coinvolte non trascinino il partito nelle loro vicende, né pretendano dal partito delle coperture che il partito non vuole assolutamente offrire”.
Non ha nulla da dire sul fatto che Penati è stato un membro della segreteria di Pierluigi Bersani?
“Intanto ci troviamo solo di fronte ad un’inchiesta. I fatti devono essere acclarati. Quando parlo della gravità del caso mi riferisco alla qualità del personaggio coinvolto. Penati non è un personaggio di secondo piano. Quello di Penati è solo un caso. Non ci troviamo di fronte ad un sistema. Credo che il Pd si sia comportato diversamente da altri partiti. Questo la dice lunga sull’atteggiamento del nostro partito. La magistratura vada avanti. Non c’è nessun disegno politico. I giudici devono valutare”.
L’atteggiamento che ha assunto il Pd durante i dibattiti sulle autorizzazioni agli arresti dell’on. Papa e del sen. Tedesco si sta ritorcendo contro di voi?
“Il Pd non ha chiesto l’arresto dell’on. Papa. E’ stata la magistratura a chiederlo. Il Parlamento doveva valutare il fondamento di questa richiesta. Secondo noi non c’era fumus persecutionis contro Papa. E non c’è nemmeno verso Penati. La magistratura può indagare”.

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