domenica 10 luglio 2011

Un intervento che entusiasma

Intervista a Piergiorgio Massidda
Voce Repubblicana del 5 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

L’intervento di Angelino Alfano al Consiglio Nazionale del Pdl mi ha entusiasmato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Piergiorgio Massidda del Popolo delle libertà.
Senatore Massidda, cosa pensa dell’elezione per acclamazione di Angelino Alfano come segretario del Pdl?
“Ho trovato la scelta della nomina di Angelino Alfano come una scelta molto azzeccata, molto razionale. Però, dopo aver ascoltato il suo intervento al Consiglio nazionale del Pdl posso dire che le sue parole mi hanno entusiasmato. Sono entusiasta della sua scelta. Mi pare che il suo intervento ha toccato dei punti che erano sacrosanti: la volontà di ricreare le vecchie regole dell’associazionismo, che devono essere fondamentali in un partito; il ritorno alla meritocrazia e soprattutto l’apertura nei confronti dei giovani”.
Cosa pensa debba essere cambiato nel Pdl in vista di un prossimo congresso del partito?
“Credo che sia necessario fissare le regole democratiche all’interno delle quali ciascuno di noi deve muoversi. Nello Statuto del Pdl queste regole sono scritte, ma troppo spesso si è derogato da queste regole. L’esperienza di questi anni ci ha insegnato che queste regole devono essere fissate con precisione. E se queste regole non vengono seguite ci devono essere anche delle conseguenze. Ve lo dice uno che si è candidato contro il Pdl per manifestare il dissenso su alcune scelte del partito. Il Pdl ha bisogno di ritornare alla democrazia interna. Non si può pensare di risolvere tutto con le nomine dall’alto. Oggi, con la maturità che c’è nel partito le nomine devono partire dalla base del partito. L’autorevolezza si conquista anche con il consenso della gente e con i numeri. Il Pdl deve affrontare la stagione congressuale e deve trovare le regole per evitare, come è accaduto in altri partiti, che si verifichi l’infiltrazione di certe persone vicine alla malavita”.
Cosa ne pensa del Terzo polo e del recente fallimento di Futuro e libertà alle recenti elezioni amministrative?
“Sono stato corteggiato per lungo tempo da Futuro e libertà, ma con Berlusconi ho fatto un discorso molto franco. E sono rimasto nel Pdl. La svolta che abbiamo visto in questo periodo nel Pdl è merito anche di tutti quegli esponenti politici che hanno portato avanti con convinzione la loro battaglia per cambiare il Pdl. Io sono stato uno dei fondatori di Forza Italia, ho fatto parte del Comitato dei cento che ha fondato il Pdl. Quando ho visto la piega che stava prendendo il partito ho pensato che non mi sarei più ritrovato nel partito. Il progetto politico di Futuro e libertà era incerto. Invece di essere la seconda gamba del Pdl hanno pensato di fare il terzo polo. In questo terzo polo non mi sono mai riconosciuto. L’esperienza del Fli si è dimostrata perdente”.

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