martedì 26 luglio 2011

Una proposta fuori luogo

Intervista a Francesco Casoli
Voce Repubblicana del 26 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

La proposta di un governo Maroni è fuori luogo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Francesco Casoli, vicepresidente del gruppo parlamentare del Pdl al Senato.
Senatore Casoli, il Presidente della Camera Gianfranco Fini si è dimenticato di essere la terza carica dello Stato scendendo il campo contro il Governo. L’esponente politico del Terzo polo chiede un governo Maroni per togliere dalla scena politica Silvio Berlusconi.
“Ho trovato l’intervista di Gianfranco Fini a ‘la Repubblca’ del tutto fuori luogo. Trovo che il Presidente della Camera si trovi in una posizione molto imbarazzante. Il Presidente della Camera continua a scendere in politica senza avere alcun riguardo per la carica che ricopre”.
La proposta Fini è in qualche modo figlia dello scontro politico giudiziario che abbiamo visto nei due rami del Parlamento?
“Se si riferisce alle votazioni sulle autorizzazioni all’arresto dei senatori Alfonso Papa e Alberto Tedesco, la scorsa settimana abbiamo vissuto momenti difficili e di grande delicatezza. Ed è proprio per questa ragione sarebbe opportuno un altro atteggiamento da parte del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera dovrebbe evitare di usare il suo ruolo per mettere in scena una strumentalizzazione politica di questo genere. Il Paese ha bisogno di altro. Gli italiani non vogliono che si apra una crisi al buio”.
In che clima si è svolto il dibattito sull’autorizzazione a procedere contro il senatore Tedesco? Avete compreso che atteggiamento aveva assunto il Pd?
“Il Pd è arrivato in aula con le idee non molto chiare. All’interno del gruppo parlamentare guidato dalla Finocchiaro c’erano diverse correnti sul comportamento da tenere sull’autorizzazione all’arresto del senatore Tedesco. Invece la nostra posizione è stata chiara. La stessa Lega Nord ha avuto un atteggiamento diverso da quello che abbiamo visto alla Camera su Alfonso Papa”.
Ha capito perché i parlamentari del Pd non hanno manifestato apertamente il loro voto al Senato come hanno fatto i loro colleghi alla Camera?
“Questo non posso saperlo. Ritengo che il quel gruppo parlamentare abbia prevalso la logica dell’autoconservazione politica. Al senato si trattava di mandare in galera uno del Pd, mentre alla Camera si doveva mandare in carcere uno del Pdl. Il centrodestra è stato molto trasparente su quello che avrebbe fatto. Il senatore Quagliariello [vicepresidente del gruppo pdl al Senato] è stato molto chiaro sulle scelte del nostro gruppo”.
Con la Lega è stato chiarito tutto dopo le polemiche sul voto nei confronti di Alfonso Papa?
“No, non penso che sia stato risolto tutto. Sono convinto che ci dovranno essere altri chiarimenti. La Lega sta cercando una sua identità e vuole restare quel movimento portatore di rinnovamento”.

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