domenica 10 luglio 2011

Una riforma fiscale inderogabile

Intervista Gilberto Pichetto Fratin
Voce Repubblicana dell'8 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

Mi auguro che dal percorso di riforma avviato dal governo con la Finanziaria si arrivi ad una forte riforma fiscale per passare da forme di tassazione alle persone a quella alle cose. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Pdl Gilberto Pichetto Fratin, già segretario del Partito Repubblicano Italiano in Piemonte.
Senatore Pichetto Fratin, cosa pensa della legge Finanziaria varata dal governo? Il provvedimento varato dal Governo danneggia la classe media?
“Questa legge Finanziaria arriva in un momento molto particolare per l'economia dell'Unione europea. Le notizie che apprendiamo sulla situazione economica e finanziaria del Portogallo devono preoccupare tutti. Deve essere chiaro per tutti che la priorità assoluta dell'esecutivo deve essere quella di tenere i conti in ordine. Questa è la priorità insieme all'obiettivo del pareggio di bilancio. L'Italia deve fare fronte ad un enorme debito pubblico. Questo è il problema che grava sulla nostra situazione finanziaria. Nel Documento di economia e finanza era scritto chiaramente che l'obiettivo della Finanziaria deve essere quello di una manovra in da 45 miliardi. L'entità della manovra del governo Berlusconi è di circa 48 miliardi di euro. Il Documento di economia e finanza parlava di 45 miliardi di tagli. E il Governo ha mantenuto fede a questa indicazione con 30 miliardi di tagli e 18 miliardi di nuove entrate. Le forme di nuove entrate sono mirate: assicurazioni, banche e l'Irap. Poi ci sono altre forme di entrate come quelle che riguardano i conti sui titoli. Inoltre, il governo ha agito sulle pensioni pubbliche e sugli stipendi dei pubblici dipendenti”.
E' stato un errore colpire il risparmio? Il Pdl e il centrodestra hanno sempre tenuto in grande conto la capacità di risparmio degli italiani.
“In merito ai 120 euro sulla tenuta dei conti sui titoli si poteva intraprendere la strade dell'aumento delle aliquote o dell'Iva. Si rischiava di imporre delle tasse generalizzate. Si poteva anche intervenire su elementi in grado di dare la certezza immediata delle entrate. Ogni nuova forma di tassazione viene vista negativamente. Non è una questione di diversa impostazione tra politiche di maggioranza o di opposizione. Abbiamo dovuto fare di necessità virtù per accompagnare percorsi di riforma. Mi auguro che la riforma fiscale sia forte e permetta la semplificazione. Il collegato alla manovra deve dare l'indicazione di passare dalla tassazione delle persone alle cose”.
Tremonti ha rinunciato alla sua filosofia di politica economica?
“No, anzi, sono convinto che questa manovra economica porta proprio la firma di Giulio Tremonti. Altrimenti non ci sarebbe stato il collegato fiscale. Il ministro dell'Economia ha rispettato quanto aveva promesso nel Documento di economia e finanza”.

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