mercoledì 30 novembre 2011

Sono come il vecchio Pci


Intervista a Carlo GIovanardi
Voce Repubblicana, 30 novembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Il Partito democratico si comporta come il vecchio Pci. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pdl Carlo Giovanardi.
Senatore Giovanardi, quale sarà il ruolo di Silvio Berlusconi nel centrodestra?
Domenica scorsa, quando Berlusconi è intervenuto a Verona al convegno dei Popolari democratici, abbiamo avuto la conferma del rinnovato impegno di Silvio Berlusconi. A questa nostra riunione nazionale sono intervenuti il segretario del Pdl Angelino Alfano e il Presidente del Pdl Silvio Berlusconi. Contrariamente a quello che hanno sostenuto alcuni giornali non c'è stata alcuna sovrapposizione tra Berlusconi ed Alfano. Silvio Berlusconi ha confermato di non voler abbandonare la politica e il Pdl. Berlusconi ha passato il testimone al segretario del partito Angelino Alfano. Tutto questo è avvenuto nel modo più trasparente possibile e con l'entusiasmo di tutti i partecipanti. Ho trovato quella di domenica come una bella giornata per il centrodestra”.
Pensa che il rapporto tra il Pdl e la Lega sia recuperabile?
Berlusconi ha detto una cosa vera: il rapporto con la Lega Nord resta in Piemonte, in Lombardia e in Veneto. In queste regioni governiamo insieme. Il rapporto resta strategicamente anche per il futuro. Calderoli ha aggiunto una cosa vera: in questo momento l'alleanza in Parlamento non c'è. Se noi abbiamo deciso di votare a favore del governo Monti e la Lega non ha voluto, è chiaro che l'alleanza tra noi e la Lega non esiste. Tutti sono consapevoli che il governo Monti durerà solo per un certo periodo. Anche se questo governo dovesse durare fino alla fine della legislatura dovrebbe andare avanti solo per un anno e qualche mese. Dopodiché il problema dell'alleanza rimane”.
Nel corso del suo intervento a Verona Silvio Berlusconi ha giocato anche la carta dell'antiberlusconismo. Quanto è importante questo argomento nell'elettorato del centrodestra?
Bisogna intendersi sul significato del termine anticomunismo. Silvio Berlusconi lo ha fatto molto bene. Basta vedere l'atteggiamento del Partito democratico in questi giorni. Nessun grande partito europeo si comporta come il Partito democratico. In tutti gli altri paesi dell'Unione europea i partiti politici di opposizione si candidano a guidare il paese in un momento di grave crisi. Invece, in Italia il Partito democratico ricorre all'arma della mistificazione, dell'insulto, del linciaggio personale. Siamo nella perfetta continuità del comportamento del Pci. Il Partito comunista si comportò così nei confronti di Amintore Fanfani e contro Bettino Craxi. Loro ritengono di avere la superiorità morale su tutto, mentre nel centrodestra sono tutti corrotti. E' assurdo pensare che la vittoria del centrodestra significhi la vittoria del male sul bene. Non è un atteggiamento da forza politica matura”.

martedì 29 novembre 2011

Dossier Mondadori. Corruzione e risarcimento

Tutti i partiti della Prima Repubblica sotto controllo


Intervista ad Andrea Maori
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 29 novembre 2011

Tutti i partiti della Prima Repubblica sono stati controllati minuziosamente dal ministero dell'Interno. Lo ha detto alla “Voce” Andrea Maori, autore di “Attenta vigilanza. I radicali nelle carte di polizia (1953-1986)” (Stampa Alternativa). In questo libro, l’archivista ha svolto un minuzioso studio sui rapporti delle prefetture e delle questure sulle iniziative politiche dei radicali.
Andrea Maori, come è nata l’idea di questo libro sulla storia “spiata” del Partito radicale?
Questo libro nasce da una ricerca minuziosa negli archivi della polizia dal fascismo in poi. Mentre svolgevo questa ricerca mi sono imbattuto in serie archivistiche particolari come quella del Dipartimento della sicurezza e quella relativa del gabinetto del ministero dell'Interno. Per cui, ho trovato molto materiale sul Partito radicale tra il 1953 e il 1986, con relazioni particolarmente minute di questo ministero relative al Partito radicale, ai suoi congressi e alle iniziative locali. Visto che quel materiale aveva una sua continuità ho assemblato questi documenti in un saggio. La caratteristica di questo materiale è che si parte dalla relazione dei congressi e delle iniziative politiche per arrivare alle conclusioni su quello che potrebbe accadere dal punto di vista dell'ordine pubblico e per evitare che vengano commessi alcuni reati”.
Le forze di polizia svolgevano anche delle annotazioni di tipo politico sulle iniziative dei partiti?
Sì. Le forze di polizia hanno svolto controlli su tutte le forze politiche italiane. Anche sulla sinistra Democristiana. Per quanto riguarda il Partito radicale il materiale che abbiamo trovato è piuttosto interessante. Tra le forze di polizia e questo partito c'è un rapporto fiduciario nel senso che non viene avvertita una pericolosità sociale dei radicali. Ecco perché la polizia non era preoccupata dei radicali come poteva esserlo per il Partito comunista italiano. Il lavoro della polizia è molto interessante perché ha permesso di ricostruire la storia del Partito radicale in periferia. Ricordo che il Partito radicale non dispone di fonti archivistiche proprie. I controlli della polizia hanno permesso di riportare alla luce queste iniziative”.
Ci sono dei vuoti storici e documenti spariti sulla storia dei partiti?
Sì, ci sono dei vuoti impressionanti. I senatori e deputati radicali hanno presentato un'interrogazione parlamentare sul mancato versamento delle carte di polizia dal ministero dell'Interno all'archivio di Stato. Si tratta di fonti archivistiche molto importanti anche per la trasparenza della pubblica. E' assurdo che il materiale relativo al Divisione affari riservati del Viminale, che ha operato fino all'inizio degli anni '80, oppure quelli del Sifar, non siano stati versati all'Archivio centrale dello Stato”.

lunedì 28 novembre 2011

Ecco chi acchiappa i soldi per Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca per l'anno 2011


Per inquadrare l’argomento occorre fare riferimento al D.lgs. n. 204 del 1998 – che ha disposto l’istituzione del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca – e al DPR n. 213 del 2009 che, nel procedere al riordino degli enti di ricerca vigilati dal MIUR, ha fissato nuove regole per la ripartizione dello stesso Fondo.
In particolare, il D.lgs. n. 204 del 1998 ha stabilito, all’art. 1, che il Governo, nel Documento di programmazione economica e finanziaria (DPEF), determina gli indirizzi e le priorità strategiche per gli interventi a favore della ricerca scientifica e tecnologica, definendo il quadro delle risorse finanziarie da attivare.
Sulla base degli indirizzi citati, nonché di altri elementi, è predisposto, approvato e aggiornato annualmente dal CIPE (le cui funzioni in materia sono coordinate dal Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica) il Programma nazionale per la ricerca (PNR), di durata triennale, che definisce gli obiettivi generali e le modalità di realizzazione degli interventi.
L’art. 7 del medesimo D.lgs. ha previsto, quindi, che, a partire dal 1° gennaio 1999, gli stanziamenti da destinare, ai sensi di varie disposizioni legislative, al CNR, all’Agenzia spaziale italiana (ASI), all’Osservatorio geofisicosperimentale (OGS), agli enti di ricerca (di minori dimensioni) già confluiti in un unico capitolo ai sensi dell’art. 1, c. 40-44, della L. 549/1995, e all’Istituto nazionale per la fisica della materia (INFM) (poi soppresso e confluito nel CNR ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 127/2003), fossero determinati con unica autorizzazione di spesa e affluissero ad un unico Fondo, denominato Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziato dal MUSRT (ora, MIUR), istituito nello stato di previsione del medesimo Ministero. Allo stesso Fondo dovevano affluire i contributi stabiliti in via legislativa in relazione alle attività di: Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), INFM e relativi laboratori di Trieste e Grenoble, Programma nazionale di ricerche in Antartide, Istituto nazionale per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna (ora soppresso).
Sempre l’art. 7 ha stabilito che l’ammontare del Fondo è determinato in tabella C della legge finanziaria (ora, legge di stabilità) ed è ripartito annualmente fra gli enti interessati - sulla base dei programmi pluriennali, che il Ministro è chiamato ad approvare -con uno o più DM, comprensivi di indicazioni per i due anni successivi, emanati previo parere parlamentare.Nelle more del perfezionamento dei decreti di riparto, il MIUR può erogare acconti, calcolati sulla base delle previsioni contenute negli schemi dei medesimi decreti e degli importi assegnati nell’anno precedente.
Successivamente, l’art. 4 del DPR 213/2009 ha stabilito che la ripartizione del fondo ordinario è effettuata sulla base della programmazione strategica preventiva di cui all’art. 5,nonché tenendo conto della valutazione della qualità dei risultati della ricerca, effettuata dall’ANVUR. Il medesimo art. 4 (c. 2), ha stabilito, altresì, che, a decorrere dal 2011, una quota del fondo ordinario non inferiore al 7% – con progressivi incrementi negli anni successivi – è destinata al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti, sulla base di criteri e motivazioni di assegnazione disciplinati con decreto del MIUR avente natura non regolamentare.
Da ultimo, l’art. 11 della legge di stabilità 2012 (L. 183/2011) ha disposto che il MIUR assicura la coerenza dei piani e dei progetti di ricerca proposti dagli enti di ricerca sottoposti alla sua vigilanza con le indicazioni del PNR, anche in sede di ripartizione della quota del 7% del fondo di finanziamento ordinario.
La prima ripartizione del Fondo ordinario è stata quella relativa all’esercizio finanziario 1999. Dal 2000 è stata prevista una voce autonoma per l’area della ricerca di Trieste, fino a quel momento ricompresa nel CNR, ed è stata disposta l’inclusione tra gli enti finanziati dell’Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica sulla montagna (poi soppresso) e del Museo storico della fisica.
Dal 2002 sono compresi nel Fondo i contributi all’INFN e all’INFM (poi confluito, come già detto, nel CNR).
Dal 2004, l’ammontare del Fondo comprende anche le risorse del Fondo per il finanziamento ordinario degli osservatori (destinato all’Istituto nazionale di astrofisica – INAF, e in misura minore all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – INGV) precedentemente allocate in altra u.p.b. Nel riparto del Fondo sono stati inoltre inclusi dal 1999, in assenza di esplicita previsione normativa, il Centro studi per l’alto medioevo e l’Istituto italiano di studi germanici.

Contenuto

L’importo originariamente stanziato per il 2011 sul cap. 7236 ammontava a € 1.792,7 milioni. Successivamente, l’art. 2, c. 16-octies, del D.L. n. 225 del 2010 (L. 10/2011) ha disposto, per l’anno 2011, un’integrazione di € 1,5 mln da destinare all’INGV, pervenendo così all’importo finale di € 1.794,2 mln.
Tali somme sono comprensive dell’importo di € 14,0 mln destinato alla società Sincrotrone di Trieste – ai sensi dell’art. 2, c. 2, del D.L. n. 7 del 2005 (L. 43/2005) – e dell’importo derivante dall’attuazione delle disposizioni relative alla soppressione dell’INSEAN, con relativo trasferimento di funzioni e risorse al CNR, stimato in € 5,6 mln.
La proposta di riparto per il 2011 tiene conto delle disposizioni dell’art. 13 del DM di riparto per il 2010(DM 24 dicembre 2010, n. 968 Ric., registrato dalla Corte dei conti il 3 febbraio 2011), che ha fissato quale riferimento per la predisposizione dei bilanci di previsione degli enti per il 2011 l’87% dell’assegnazione ordinaria stabilita per il 2010. L’art. 14 del medesimo decreto ha stabilito, altresì, che, per il 2011, il 7% del Fondo è destinato, con apposito decreto, ai sensi del già citato art. 4 del D.lgs. 213/2009, al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti proposti dagli enti, e che un’ulteriore quota pari all’8% è destinata a finanziare i progetti bandiera inseriti nel PNR 2011-2013 - approvato dal CIPE con deliberazione del 23 marzo 2011 - e progetti di ricerca ritenuti di particolare interesse.
L’art. 1 reca la ripartizione del Fondo ordinario fra gli enti di ricerca (v. tabella allegata) – al netto delle somme destinate alla società Sincrotrone di Trieste e della quota del 7% destinata al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti (ad entrambi è dedicato l’art. 2) – per un importo pari a € 1.655,1 mln.
Rispetto al 2010(€ 1.754,8 mln), si registra una diminuzione di € 99,7 mln (–5,7%).
La relazione chiarisce che la somma che residua dopo la ripartizione dell’87% dell’importo assegnato in via ordinaria per il 2010 e al netto dei necessari accantonamenti viene “distribuita tra gli enti tenendo in considerazione qualità, contenuti e obiettivi dei Piani triennali presentati, al fine di costituire una quota di riequilibrio, necessaria a garantire l’ordinario funzionamento degli enti stessi, tenendo al contempo in debita considerazione le capacità progettuali dei singoli enti” (sulla quota di riequilibrio si veda anche infra).
Alle assegnazioni ordinarie (per un totale di € 1.419,1 mln) si sommanocontributi straordinari, a destinazione vincolata, per un totale di € 236,0 mln.
La relazione evidenzia che, come già negli anni precedenti, si è ritenuto di non operare alcuna riduzione delle assegnazioni relative a determinati enti di ricerca – CNR, ASI, OGS – a favore del Fondo speciale per lo sviluppo della ricerca di interesse strategico, “in considerazione degli altri strumenti a disposizione a disposizione del Ministero per interventi di valenza strategica nel settore della ricerca”.
L’art. 2 dispone l’accantonamento della somma di € 139.097.877, quanto a € 14,0 mln, per le esigenze della società Sincrotrone di Trieste e, quanto a € 125.097.877, per il riparto della quota del 7% destinata al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti.
Al riguardo, si evidenzia, in particolare, che tale quota, come pure quella dell’8% (v. infra), è calcolata -  come indicato esplicitamente dalla tabella allegata allo schema - sull’importo finale di € 1.794,2 mln, decurtato delle somme derivanti dalla soppressione dell’INSEAN (€ 5,6 mln), nonché dell’integrazione disposta in favore dell’INGV (€ 1,5 mln). Non è, invece, detratto l’importo di € 14,0 mln destinato alla società Sincrotrone di Trieste.
Gli articoli da 3 a 11 specificano alcuni progetti inclusi nella previsione di assegnazione a favore degli Istituti, ai quali sono destinati, tranne che in tre casi (art. 3, lett. a) e b), e art. 6, lett. a), contributi straordinari.
La relazione specifica, in particolare, che anche per il 2011, in virtù del nuovo assetto organizzativo del MIUR, nella ripartizione delle disponibilità finanziarie del Fondo, la Direzione generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca ha operato in stretto contatto con la Direzione generale per l’internazionalizzazione della ricerca (che ha competenza sulla vigilanza e il funzionamento dell’ASI), anche al fine di individuare le principali necessità di intervento finanziario straordinario finalizzato a sostenere attività di carattere internazionale cui l’Italia partecipa. Complessivamente i contributi straordinari per attività internazionali ammontano ad € 56,3 mln.
L’art. 3 riguarda il CNR, la cui assegnazionecomprende i contributi straordinari riportati di seguito. Nell’ambito della quota per attività internazionali:
- € 194.530 per la partecipazione all’Associazione scientifica internazionale Von Karman];
- € 5.876.491,10 quale integrazione della quota di partecipazione dell’Italia a ESRF di Grenoble;
- 3.279.387,86 per la realizzazione del programma di ricerca internazionale relativo alla fusione nucleare ITER e Broader Approach e del 50% della quota di partecipazione dell’Italia al programma Fusion for Energy;
- € 0,3 mln per ricerche con Israele nell’ambito del programma LENS, in cui il laser è soprattutto impiegato per lo studio della materia;
- 8,6 mln per implementare alcuni progetti della Roadmap europea ESFRI;
- € 1.071.000 per la partecipazione dell’Italia al programma Human Frontier Science Program (HFSP), che finanzia la ricerca di base nelle scienze della vita.
Inoltre, la quota assegnata al CNR comprende i seguenti contributi in favore di progettualità di carattere straordinario (contributi che nello schema in esame ammontano, nel complesso, ad € 45.780 mln):
- 1,3 mln quale terza annualità del contributo per il potenziamento delle ricerche riguardanti i settori della genomica funzionale e delle neuroscienze;
- 1,0 mln per il secondo anno di attività del progetto TALMUD, per la traduzione integrale in lingua italiana del Talmud;
- 4,0 mln per l’avvio delle attività scientifiche del Consorzio “Collezione naturale di composti chimici e Centro di screening – CNCCS”, del quale il CNR è socio;
- € 6,0 mln per il sostegno al progetto pluriennale per la creazione di un Centro per la ricerca di nuovi farmaci per le malattie rare, trascurate e della povertà;
- € 3,0 mln quale prima annualità del contributo per le attività relative al progetto GENHOME, per la ricerca genomica applicata alle scienze animali;
- € 220.000 per la realizzazione del progetto Sportello della MATEMATICA;
- € 18,0 mln per il Programma nazionale di ricerche in Antartide (PNRA);
- € 3,0 mln per il progetto SHARE (Station at Hight Altitude for Research on the Environment).
Ulteriori voci attengono ai progetti bandiera o ai progetti di ricerca ritenuti di particolare interesse. Con particolare riguardo alle risorse complessivamente destinate a tale scopo, esse ammontano, in base allo schema, ad € 134,0 mln, a fronte di €142.962.002,complessivamente disponibili. In particolare, le risorse assegnate al CNR sono pari ad € 99,0 mln e comprendono:
- € 8,0 mln a sostegno del progetto bandiera Epigenomica, che ha tra i suoi principali obiettivi l’individuazione di molecole markers di malattie genetiche;
- € 47,0 mln per il progetto bandiera Ritmare, effettuato in collaborazione con altri enti, di cui il CNR è capofila;
- 10,0 mln per il progetto bandiera L’ambito nucleare, effettuato in collaborazione con altri enti, di cui il CNR è capofila, e finalizzato al mantenimento delle competenze nel settore;
- € 2,0 mln per il progetto bandiera La fabbrica del futuro, orientato a un nuovo sviluppo sostenibile nel settore manifatturiero, in particolare per promuovere il made in Italy;
- € 6,0 mln per l’avvio del progetto bandiera NanoMax, concernente lo sviluppo di una piattaforma per la diagnostica molecolare;
- € 8,0 mln per l’avvio del progetto bandiera InterOmics;
- € 6,0 mln per il progetto di interesse NEXTDATA, per la progettazione di un sistema intelligente di raccolta e diffusione di dati ambientali e climatici;
- € 10,0 mln per il progetto triennale di interesse denominato Invecchiamento: innovazioni tecnologiche per un miglioramento della condizione dell’anziano;
- € 2,0 mln per il progetto di interesse Controllo della crisi nei sistemi Socio economici complessi.
Infine, vengono specificati i seguenti contributi ordinari:
- 2.582.284 a favore dell’Istituto di biologia cellulare per attività internazionale afferente all’area di Monterotondo, come stabilito dall’art. 7, c. 4, della L. n. 221/2010 (L. di bilancio 2011);
- 2,6 mln per il soppresso INSEAN (v. supra).
L’art. 4 concerne l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN), la cui assegnazione comprende, nell’ambito delle somme destinate ad attività internazionali:
- 10.279.387,86 per i programmi ITER e Broader Approach e per il 50% della quota di partecipazione al programma Fusion for Energy (v. art. 3);
- 2,0 mln quale seconda annualità del contributo per il programma IGI-EGI (Italian European Grid Iniziative);
- 1,0 mln per la partecipazione alla infrastruttura Kilometer Cube Neutrino Telescope (KM3NeT);
- 1,0 mln per la partecipazione al progetto ELI-Nuclear Physics, finalizzato alla realizzazione di laser per lo studio della materia.
€ 22,0 mln sono, invece, destinati al progetto bandiera SuperB Factory, avente quale obiettivo la realizzazione di un acceleratore per elettroni e positroni ad alta luminosità.
L’art. 5 riguarda l’Istituto nazionale di astrofisica (INAF), la cui assegnazione comprende, nell’ambito delle somme destinate ad attività internazionali:
- 1,0 mln per il progetto Square Kilometre Array – radio-astronomy (SKA), per la progettazione e realizzazione di un radiotelescopio di nuova generazione;
- 1,0 mln per il progetto FLY-EYE, relativo allo sviluppo di un innovativo concetto di telescopio ottico.
L’assegnazione comprende, altresì, i seguenti contributi straordinari:
- € 2.060.000 quale seconda annualità di interventi destinati alla manutenzione straordinaria di impianti e strumentazioni scientifiche dell’Istituto;
- € 5,0 mln quale contributo per l’infrastruttura Radiotelescopio SRT (Sardinia Radio Telescope);
Sono inoltre comprese risorse pari a € 2,0 mln quale seconda annualità a sostegno del progetto bandiera ASTRI-Astrofisica con specchi a tecnologia replicante italiana.
L’art. 6 concerne l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), la cui assegnazione comprende, per attività internazionali, € 2,0 mln e € 1,5 mln per la partecipazione, rispettivamente, al programma EMSO (European Multidisciplinary Seafloor Observatory) e al programma EPOS (European Plate Observing System). Inoltre, l’assegnazione è comprensiva dell’importo di 1,5 mln quale integrazione all’assegnazione ordinaria (art. 2, c. 16-octies, D.L. 225/2010, per il quale v. supra).
L’art. 7 specifica che l’assegnazione all’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRIM) include, nell’ambito della quota per attività internazionali, € 580.000 finalizzati alla partecipazione al programma comunitario EMRP (European Metrology Research Programme) e comprensivi del contributo di adesione all’associazione europea EURAMET e.V.che riunisce gli istituti nazionali di metrologia e ne coordina la collaborazione.
L’art. 8 concerne l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS), la cui assegnazione per attività internazionali comprende:
- 1,0 mln per la partecipazione al programma Euro-Argo, finalizzatoall’osservazione degli oceani come sorgente unica di informazioni nel sistema climatico;
- € 0,5 mln per la partecipazione all’infrastruttura PRACE – The Partnership for Advanced Computing in Europe, per un approccio strategico europeo per il calcolo ad alte prestazioni.
Sono, inoltre, comprese risorse pari a € 2,0 mln quale contributo straordinario per la manutenzione della nave oceanografica EXPLORA.
L’art. 9 stabilisce che l’assegnazione in favore della stazione zoologica Anton Dohrn è comprensiva, nell’ambito delle somme destinate ad attività internazionali, dell’importo di 1,0 mln quale contributo straordinario per il coordinamento delle attività previste per la realizzazione dell’infrastruttura European Marine Biology Resource Centre (EMBRC).
L’art. 10 riguarda il Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste, la cui assegnazione comprende, nell’ambito della quota per attività internazionali, € 14.069.242 finalizzati al sostegno di alcuni programmi realizzati dalla Società Sincrotrone di Trieste, di cui il Consorzio (vedi relazione) è socio di maggioranza.
Si tratta, in particolare, di: € 7.569.242 per il progetto X-FEL, finalizzato alla costruzione di una nuova sorgente per la produzione e l’uso scientifico di impulsi di radiazione X con coerenza spaziale (l’Italia si è impegnata a contribuire per € 33,0 mln, su più anni); 2,5 mln per il progetto ESS European Spallation Source che, in base alla relazione, sarà la più intensa sorgente di neutroni operante al mondo; € 2,5 mln per il coordinamento del progetto EUROFEL, che prevede la creazione di un consorzio europeo che coordini la progettazione e l’utenza dei Laser ad elettroni liberi di energia intermedia; € 1,0 mln per il progetto ELI – Estreme Light Infrastructure, per la realizzazione di laser intensi per lo studio della materia; € 0,5 mln per il progetto NFFA (Nano Foundry and Fine Analysis).
L’assegnazione comprende, altresì, l’importo di € 11,0 mln destinato alle attività connesse al progetto bandiera Elettra-Fermi-Eurofel, che deve essere realizzato dalla stessa Società Sincrotrone di Trieste.
L’art. 11 specifica che l’assegnazione all’Istituto nazionale di alta matematica “Francesco Severi” è comprensiva di € 0,2 mln quale seconda annualità per la realizzazione del programma europeo per borse di studio Bando COFUND 2008.
Con riferimento all’Agenzia spaziale italiana, lo schema non specifica i progetti inclusi nell’importo assegnato.
Al riguardo, la relazione riferisce che l’ASI provvederà, “nell’ambito dello stanziamento ordinario e delle risorse annualmente assegnate” alla realizzazione dei progetti bandiera COSMO-SKYMed II Generation, SIGMA e Satellite ottico per il telerilevamento, nonché al coordinamento del progetto bandiera IGNITOR, a valere sulle specifiche risorse previste dal Fondo integrativo speciale per la ricerca.
Sembrerebbe, dunque, doversi dedurre che nel caso dell’ASI i progetti bandiera sono finanziati con modalità diverse da quelle previste per altri enti.
L’art. 12 precisa che, con successivo decreto, si provvederà alla ripartizione della quota del 7% destinata al finanziamento premiale (v. supra).
L’art. 13 reca le indicazioni per il successivo biennio. Per il 2012 si stabilisce che gli enti, ai fini dell’elaborazione dei bilanci di previsione, potranno considerare come riferimento il 100% dell’assegnazione ordinaria stabilita per il 2011(ricapitolata negli allegati allo schema), con esclusione, cioè, degli importi assegnati quali contributi straordinari e indicati agli articoli da 3 a 11, ad eccezione delle somme di cui agli artt. 3, lett. a) e b), e 6, lett. a). Si precisa, inoltre, che per il 2013 la percentuale indicata potrà essere oggetto di modifica.
L’art. 14 conferma per il 2012 le disposizioni secondo cui una quota pari al 7% del Fondo sarà destinata, con apposito decreto, al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti proposti dagli enti, secondo criteri e motivazioni di assegnazione disciplinati con DM di natura non regolamentare e una quota pari all’8% sarà destinata a finanziare i progetti bandiera inseriti nel PNR e i progetti di ricerca di particolare interesse. Vengono fatte salve successive rimodulazioni eventualmente da stabilirsi con successivo provvedimento.
Nel prospetto allegato si dà conto dei fondi ripartiti negli esercizi 2009 e 2010, a confronto con i fondi di cui si propone la ripartizione per il 2011. La prima cifra indicata per ciascun ente è comprensiva dei contributi straordinari, indicati a seguire in corsivo. Per l’esercizio 2010 è riportata altresì, nella terza riga, in tondo, l’indicazione delle assegnazioni relative agli importi arretrati per assunzioni in deroga di personale, relative agli anni 2003-2006, che non è stato possibile assegnare negli anni precedenti per indisponibilità delle somme.

Osservazioni

Nella premessa dello schema, il riferimento corretto alla VII Commissione permanente della Camera dei deputati è “Cultura, scienza e istruzione”.
All’art. 3, lett. a), il riferimento corretto è alla legge 13 dicembre 2010, n. 221; alla lett. i), è necessario correggere il nome del progetto in “NEXTDATA”39.
All’art. 4, lett. c), è presente un refuso (“per quale seconda annualità”).
All’art. 7 il nome corretto dell’associazione europea è “EURAMET e.V.40”.
All’art. 10, lett. b), il nome corretto del progetto è “ESS European Spallation Source”41.
All’art. 12 è opportuno sostituire le parole “destinate al finanziamento dei progetti premiali” con le parole “destinate al finanziamento premiale di specifici programmi e progetti”.
All’art. 13 sono presenti dei refusi. Infatti, la cifra corretta assegnata al CNR quale contributo straordinario è pari a “€ 145.841.408,96”. Inoltre, tutti i riferimenti normativi interni, a partire da quello relativo all’Istituto nazionale di fisica nucleare, sono sfalsati di 1 articolo.

domenica 27 novembre 2011

sabato 26 novembre 2011

La Berlinguer cita un sondaggio sul centrosinistra in prima persona


Qui c'è bisogno di un pareggio

Negli ultimi mesi, alla luce delle turbolenze finanziarie che hanno investito l’area dell’Euro e dell’acuirsi delle tensioni relative ai debiti sovrani degli Stati membri, è stata più volte richiamata nelle sedi istituzionali l’esigenza di promuovere una riforma volta a introdurre nella Costituzione norme più stringenti al fine di conseguire gli obiettivi di finanza pubblica che discendono dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.
L’avvio di una discussione sulla costituzionalizzazione delle regole europee di bilancio ha preso le mosse anche dalla recente riforma costituzionale tedesca adottata in tal senso, seguita da quella spagnola e dalle altre proposte di modifica costituzionale avanzate anche in altri Stati membri dell’Unione. Già nel Documento di economia e finanza 2011, presentato alle Camere dal Governo il 13 aprile 2011, il Governo aveva formulato un preciso impegno ad introdurre nella Costituzione il vincolo della disciplina di bilancio, sottolineando come l’articolo 81 della Costituzione, nella sua attuale formulazione, non avesse impedito una forte crescita del debito pubblico nazionale, che si attesta oggi a circa il 120 per cento del PIL.
In seguito, le manovre correttive di finanza pubblica adottate nel corso dell’estate con i decreti legge n. 98 e n. 138 del 2011 hanno definito le misure necessarie a conseguire il pareggio di bilancio nel 2013, mentre nel mese di settembre è stato presentato dal Governo l’annunciato disegno di legge costituzionale C. 4620 volto a introdurre nella nostra Costituzione la cosiddetta “regola d'oro del pareggio di bilancio”.
Le Commissioni riunite I Affari Costituzionali e V Bilancio della Camera hanno iniziato, nel mese di ottobre, l’esame, in prima lettura, in sede referente dei progetti di riforma costituzionale in materia adottando quale testo base il disegno di legge governativo C. 4620, cui sono state abbinate altre diverse proposte di legge d’iniziativa parlamentare (C. 4205, C. 4525, C. 4526, C. 4594, C. 4596, C. 4607, C. 4646).
Per quanto attiene al disegno di legge governativo, esso introduce nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio relativamente all'aggregato delle pubbliche amministrazioni, correlandolo a un vincolo di contenimento del debito delle stesse pubbliche amministrazioni, in coerenza con le regole vigenti nell'Unione europea e derivanti dal Patto di stabilità e crescita. Le modifiche proposte intervengono novellando sia l'articolo 53, contenuto nella parte prima (diritti e doveri dei cittadini) della Costituzione e in particolare nel titolo IV, concernente i rapporti politici, sia l’articolo 81, recante le norme concernenti il bilancio, sia, infine, l’articolo 119, relativo alla finanza degli enti territoriali (regioni, province, comuni e città metropolitane).
In particolare, l’articolo 1 del disegno di legge modifica l'articolo 53 della Costituzione, aggiungendovi, in fine, un  comma che sancisce il principio in base al quale la Repubblica, in osservanza dei vincoli economici e finanziari che derivano dall'appartenenza all'Unione europea, persegue l'equilibrio dei bilanci e il contenimento del debito delle pubbliche amministrazioni, anche assicurando le verifiche a consuntivo e le eventuali misure di correzione, in base ai principi e ai criteri stabiliti in una specifica “legge quadro” di contabilità che si prevede debba essere approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. Al riguardo, la relazione illustrativa del progetto di legge sottolinea come il nuovo principio che si intende introdurre nella Costituzione trovi la sua base nei princìpi dell'equità intergenerazionale e della sostenibilità delle politiche di bilancio.
Con i successivi articoli 2 e 3 si provvede, rispettivamente, a introdurre il nuovo principio del pareggio di bilancio nella disciplina specifica del bilancio dello Stato e in quella  degli enti territoriali.
Per quanto attiene al primo profilo, le modifiche proposte all’articolo 81 della Costituzione stabiliscono che il bilancio dello Stato rispetta l'equilibrio delle entrate e delle spese, restando escluso il ricorso all'indebitamento, se non in due fattispecie: nelle fasi avverse del ciclo economico o a fronte di eventi eccezionali. Al riguardo, viene precisato che il ricorso all'indebitamento, nelle fasi avverse del ciclo economico, è ammissibile solo nei limiti degli effetti da esso determinati e,  nel caso di uno stato di necessità, quando esso non può essere sostenuto con le ordinarie decisioni di bilancio.
Per circoscrivere e per rendere effettivamente eccezionale il ricorso all’indebitamento, si dispone che lo stato di necessità sia dichiarato dalle Camere con una procedura aggravata, che prevede un voto a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti.
 Viene poi sostanzialmente ribadito il principio della copertura finanziaria delle leggi – contenuto nel vigente quarto comma dell'articolo 81 - in base al quale ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri finanziari deve provvedere ai mezzi per farvi fronte.
Nel confermare altresì la competenza delle Camere ad approvare ogni anno con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo, si demanda alla citata “legge quadro”, oggetto di approvazione a maggioranza qualificata, il compito di definire il contenuto proprio della legge di approvazione del bilancio.
Tale ultima innovazione, si è resa necessaria, secondo quanto afferma la relazione governativa, per superare “l'ormai obsoleta concezione della legge di bilancio quale legge meramente formale (correlata al divieto di introdurre con tale legge nuove spese e nuove entrate), sostituendo a questa previsione un rinvio alla legge quadro sulla finanza pubblica per la definizione del contenuto proprio della legge di bilancio, con l'obiettivo di salvaguardare la tipicità di tale strumento”.
Resta infine invariato l’attuale comma 2 dell’articolo 81 concernente le l’autorizzazione con legge, per periodi non superiori a quattro mesi, all'esercizio provvisorio del bilancio, nel caso in cui questo non risulti approvato entro la fine dell’esercizio finanziario.
Per quanto concerne, infine, la disciplina di bilancio degli enti territoriali, le novelle al primo e al senso comma dell'articolo 119 della Costituzione, sono dirette in primo luogo a specificare che l'autonomia finanziaria di tali enti è comunque vincolata al rispetto della regola generale dell’equilibrio dei bilanci enunciata per il complesso delle pubbliche amministrazioni ai sensi delle modifiche sopra richiamate all’articolo 53, terzo comma.
Inoltre, la modifica al sesto comma dell'articolo 119, fissa la regola generale applicabile al comparto delle amministrazioni locali, in base alla quale può essere consentito al singolo ente il ricorso all'indebitamento, esclusivamente per finanziare spese di investimento, ma nel rispetto di alcuni vincoli. In particolare, il ricorso all'indebitamento è subordinato alla contestuale definizione di piani di ammortamento tali da garantire, come evidenzia la relazione illustrativa, un equilibrio intertemporale tra il disavanzo dell'anno di realizzazione dell'investimento e i successivi avanzi necessari per ammortizzarlo. La facoltà di ricorrere all'indebitamento è soggetta, inoltre, al vincolo che il complesso degli enti medesimi, a livello aggregato, rispetti i princìpi di equilibrio di bilancio definiti dal nuovo articolo 53, terzo comma.

Discussione e attività istruttoria in Commissione in sede referente

L’esame in sede referente dei progetti di legge recanti l’introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale è iniziato presso le commissioni riunite I e V il 5 ottobre 2011.
Attesa la complessità della materia le Commissioni riunite svolto una specifica indagine conoscitiva nel corso della quale sono stati auditi rappresentanti di istituzioni ed esperti. Le audizioni si sono svolte nelle sedute del 12, 18, 24, 25 e 26 ottobre 2011. Tra gli altri, è stato ascoltato Christian Kastrop, vice direttore generale del Dipartimento di politica economica del Ministero delle finanze della Repubblica federale tedesca che portato l’esperienza della riforma costituzionale in Germania.
Il testo del disegno di legge governativo A.C. 4620 è stato adottato come testo base nella seduta del 3 novembre 2011. Un comitato ristretto, costituito lo stesso giorno, ha esaminato le proposte emendative presentate e nella seduta del 9 novembre 2011, le Commissioni riunite hanno adottato come nuovo testo base il testo unificato dei progetti di legge all’esame elaborato dal comitato ristretto.
Tale testo introduce nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio, correlandolo a un vincolo di sostenibilità del debito di tutte le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle regole in materia economico-finanziaria derivanti dall’ordinamento europeo.
Le modifiche proposte, che intervengono novellando gli articoli 81, 100, 117 e 119 della Costituzione, incidono sulla disciplina di bilancio dell’intero aggregato delle pubbliche amministrazioni, compresi pertanto gli enti territoriali (regioni, province, comuni e città metropolitane).
In particolare, l’articolo 1 del disegno di legge novella l'articolo 81 della Costituzione, sancendo, al primo comma, il principio del "pareggio di bilancio", in base al quale lo Stato, nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio.
Il secondo comma precisa che l’equilibrio del bilancio è assicurato tenendo conto delle diverse fasi - avverse o favorevoli - del ciclo economico, prevedendo verifiche, preventive e consuntive, nonché misure di correzione. Esso reca, inoltre, la disciplina delle possibili deroghe alla regola generale del pareggio, stabilendo che il ricorso all’indebitamento è consento solo in due casi: al verificarsi di eventi eccezionali e di una grave recessione economica che non possono essere affrontati con le ordinarie decisioni di bilancio.
Per circoscrivere e per rendere effettivamente straordinario il ricorso all’indebitamento, si dispone che quest’ultimo sia autorizzato con deliberazioni conformi delle due Camere con una procedura aggravata, che prevede un voto a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti. In ogni caso, il ricorso all’indebitamento deve poi essere accompagnato dalla definizione di un percorso di rientro.
Quale clausola di garanzia, si prevede inoltre che nelle fasi avverse del ciclo economico o al verificarsi di eventi eccezionali o di una grave recessione economica, lo Stato concorra a garantire, ove necessario, il finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere assicurati su tutto il territorio nazionale e delle funzioni fondamentali degli enti locali di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e p) della Costituzione.
Al comma 3 viene poi sostanzialmente ribadito il principio della copertura finanziaria delle leggi – contenuto nel vigente quarto comma dell'articolo 81 - in base al quale ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri finanziari deve provvedere ai mezzi per farvi fronte.
I commi 4 e 5 confermano altresì, rispettivamente, i commi 1 e 2 del vigente articolo 81, i quali dispongono la competenza delle Camere ad approvare ogni anno con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo e prevedono l’autorizzazione con legge, per periodi non superiori a quattro mesi, all'esercizio provvisorio del bilancio, nel caso in cui questo non risulti approvato entro la fine dell’esercizio finanziario.
Quale norma di chiusura, il comma 6 demanda ad una apposita legge, oggetto di approvazione a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, il compito stabilire il contenuto della legge di bilancio e i principi e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni. Si tratterebbe dunque di una sorta di “legge quadro di contabilità”, che in virtù del sua rilevanza ai fini del pareggio di bilancio sarebbe oggetto di approvazione a maggioranza qualificata.
L’articolo 2 novella il secondo comma dell’articolo 100 della Costituzione, demandando alla legge costituzionale di cui all’articolo 137 della Costituzione - concernente la disciplina per la proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale - la definizione delle modalità e delle condizioni nel rispetto delle quali la Corte dei Conti può promuovere il giudizio di legittimità costituzionale per la violazione dell’obbligo di copertura finanziaria di cui al citato terzo comma dell’articolo 81.
L’articolo 3 modifica i commi 2 e 3 dell’articolo 117 della Costituzione, recanti il riparto delle competenze legislative tra lo Stato e le regioni, al fine di riservare la materia della “armonizzazione dei bilanci pubblici”, attualmente oggetto di legislazione concorrente, alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, alla quale, innovando rispetto alla legislazione vigente, viene riservata anche la materia della “stabilizzazione del ciclo economico”.
Per quanto concerne la disciplina di bilancio degli enti territoriali, l’articolo 4 novella l'articolo 119 della Costituzione, al fine di specificare, al comma 1, che l'autonomia finanziaria di Comuni, Province e Città metropolitane, è assicurata nel rispetto dell’equilibrio tra le entrate e le spese dei relativi bilanci, prevedendo anche in tal caso verifiche, preventive e consuntive, nonché misure di correzione; viene inoltre costituzionalizzato il principio del concorso di tali enti all’adempimento dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
Con una modifica al secondo periodo del sesto comma dell'articolo 119 - che fissa la regola generale, applicabile al comparto delle amministrazioni locali, di ricorso all'indebitamento esclusivamente per finanziare spese di investimento - viene precisato che il ricorso all'indebitamento è subordinato alla contestuale definizione di piani di ammortamento e alla condizione che per il complesso degli enti medesimi ovvero per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l’equilibrio dei bilanci. Infine, un comma aggiunto all’articolo 119 demanda alla legge soggetta ad approvazione a maggioranza qualificata, di cui al novellato articolo 81, sesto comma, il compito di stabilire, nel rispetto del principio di coordinamento, le modalità in base alle quali gli enti territoriali assicurano l’equilibrio dei propri bilanci e concorrono, tenendo conto delle fasi del ciclo economico, alla sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni.
L’articolo 5 stabilisce, infine, che “legge quadro di contabilità” di cui al nuovo articolo 81, sesto comma, sia approvata dalle Camere entro il 30 giugno 2013, e che le nuove disposizioni costituzionali trovino applicazione a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014.
Successivamente, le Commissioni hanno concordato sulla rinuncia al termine per la presentazione degli emendamenti al fine di licenziare sollecitamente il provvedimento per la calendarizzazione in assemblea.
Nella seduta successiva (10 novembre 2011), acquisiti i pareri delle Commissioni in sede consultiva (vedi oltre), le Commissioni hanno deliberato il conferimento ai relatori del mandato a riferire in senso favorevole all’Assemblea con il voto favorevole di tutti i gruppi.

I pareri espressi dalle Commissioni in sede consultiva

La II Commissione Giustizia, pur esprimendo un parere favorevole, senza osservazioni o condizioni, ha tuttavia evidenziato nel suo parere “come l'attribuzione alla Corte dei Conti del potere di impugnativa diretta delle leggi innanzi alla Corte Costituzionale per violazione del principio costituzionale di copertura finanziaria possa rischiare di attribuire alla Corte dei Conti un ruolo autonomo nei confronti dei poteri dello Stato ed, in particolare, del potere legislativo” e “come tale ruolo si discosti da quello previsto dalla Costituzione che configura la Corte dei Conti quale organo ausiliario che, attraverso il giudizio di parificazione sul rendiconto generale dello Stato, effettua valutazioni su ciascun esercizio finanziario nel suo complesso che possono tradursi in segnalazioni al Parlamento, al quale spetta poi la valutazione finale” (seduta del 9 novembre 2011).
La VI Commissione finanze, rendendo anch’essa parere favorevole, ha sottolineato che sarebbe stato opportuno affrontare anche il tema della costituzionalizzazione di alcuni principi fondamentali sanciti dallo Statuto dei diritti dei contribuenti di cui alla legge n. 212 del 2000, tra i quali la limitazione del ricorso a norme interpretative in materia tributaria e il divieto di adottare norme di natura retroattiva concernenti gli elementi costitutivi dei tributi (seduta del 10 novembre 2011).
Anche la XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea ha espresso parere favorevole, senza osservazioni o condizioni seduta del 10 novembre 2011.

Come sono andate le elezioni spagnole?

Il 20 novembre 2011 si sono svolte le elezioni parlamentari in Spagna. Dopo oltre sette anni di governo socialista, il Partito popolare (PP) guidato da Mariano Rajoy ha ottenuto il 44,62 per cento dei voti, conquistando la maggioranza assoluta del Congresso dei Deputati. Il Partito socialista (PSOE) di Alfredo Perez Rubalcaba si arresta al 28,73 per cento dei voti, seguito da Sinistra Unita (IU) e dal partito catalano Convergenza e Unione (CiU) che raggiungono rispettivamente il 6,92 per cento  e il 4,17 per cento dei suffragi. Da registrare anche il successo, sul piano nazionale, dell’Unione per il Progresso e la Democrazia (UPyD), nata nel 2007 da alcuni fuoriusciti del PSOE polemici sui negoziati del governo con i movimenti indipendentisti baschi, attestatasi al 4,69 per cento dei voti. Questa tornata elettorale ha visto, inoltre, l’ingresso sulla scena elettorale spagnola di una nuova forza, la coalizione della sinistra radicale indipendentista basca (AMAIUR) con l’1,37% dei voti,  aggiuntasi al Partito Nazionalista Basco (PNV) che ha ottenuto l’1,33% dei voti.
Sulla base dei risultati elettorali Mariano Rajoy sarà il nuovo presidente del Governo.
Per quanto riguarda la partecipazione elettorale, l’affluenza alle urne è stata del 71,69 per cento, diminuendo di circa il 2 per cento rispetto alle elezioni del 2008.

La Spagna è una monarchia parlamentare in cui il potere legislativo è esercitato da un parlamento bicamerale composto dal Congresso dei Deputati e dal Senato. Il Congresso dei Deputati è composto da 350 membri eletti con sistema proporzionale con formula D’Hondt, soglia di sbarramento al 3 per cento e liste di partito chiuse in collegi plurinominali piccoli (cioè che eleggono un basso numero di deputati). Il Senato è, invece, composto da 264 membri, 208 dei quali eletti con sistema maggioritario in circoscrizioni plurinominali coincidenti con le province (ciascuna delle quali, con poche eccezioni come Ceuta e Melilla, le Baleari e le Canarie, elegge quattro senatori indipendentemente dalla dimensione territoriale) e gli altri 56 membri in rappresentanza degli organi delle autonomie territoriali. Deputati e senatori sono eletti per un mandato di quattro anni. Il potere esecutivo è esercitato dal Presidente del Consiglio, unitamente al suo Governo, eletto dal Congresso dei Deputati su nomina del Capo dello Stato, il Re Juan Carlos I.
I risultati delle ultime elezioni hanno confermato l’erosione del consenso del Partito Socialista (PSOE), già messo a dura prova dalle elezioni amministrative dello scorso maggio che ha visto il Partito Popolare (PP) conquistare città importanti, come Barcellona e Siviglia, e 11 delle 13 regioni in cui si è votato. Un esito che ha inficiato la volontà di Zapatero di restare in carica fino al Marzo 2012, la data inizialmente prevista per le prossime elezioni. Infatti, lo scorso 29 luglio il Premier uscente ha comunicato la sua indisponibilità a ricandidarsi e la scelta di indire le elezioni anticipate. Conseguentemente il partito socialista ha scelto come suo nuovo leader Alfredo Perez Rubalcaba.
La decisione di Zapatero si è collocata nel contesto della grave crisi economica che ha colpito la Spagna con lo scoppio, nel 2008, della bolla immobiliare, a seguito della crisi finanziaria internazionale: si stima che il paese abbia attualmente tra 700.000 e 1.500.000 immobili invenduti. In reazione alla crisi il governo Zapatero ha in una prima fase, nel novembre 2008, promosso una politica di aumento della spesa pubblica in funzione anticiclica con investimenti in infrastrutture e lavori pubblici di un miliardo di euro. Il piano non è però riuscito ad impedire che il Paese cadesse in recessione : nel 2009 il PIL ha subito una contrazione del 3,7 per cento e il deficit è salito all’11 per cento del PIL; il tasso di disoccupazione è divenuto il più alto dell’Unione europea con il 18 per cento, ulteriormente salito al 20 per cento nel 2010 (e con il 34 per cento di disoccupazione giovanile). Il debito pubblico è passato dal 36,1 per cento del PIL nel 2007 al 63,7 per cento nel primo trimestre 2010. Per far fronte alla situazione il governo Zapatero ha approvato nella primavera 2010 un piano di austerità triennale con l’obiettivo di riportare il rapporto deficit/PIL sotto il 3 per cento nel 2013. Tra le misure contemplate il congelamento dei livelli delle pensioni (eccetto per quelle più basse); l’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni; il blocco del turn over; il taglio del 5% degli stipendi pubblici nel 2010 e il congelamento degli stessi nel 2011; i tagli agli investimenti pubblici; l’aumento dell’aliquota massima IVA di due punti (dal 16 al 18 per cento). A seguito dell’attuazione del piano, il rapporto deficit/PIL è sceso nel 2010 al 9,2 per cento.
Alla fine di agosto, dopo l’annuncio delle elezioni anticipate, il governo ha approvato un ulteriore piano di austerità, allo scopo di ridurre il rapporto deficit/PIL sotto il sei per cento entro la fine del 2011. Tra le misure adottate si segnalano i tagli alla spesa sanitaria e una riforma del sistema di tassazione delle imprese. Tra le ultime misure adottate dal governo socialista anche una riforma del meccanismo di funzionamento del fondo statale di garanzia dei depositi bancari che dovrebbe diminuire il contributo diretto a carico del bilancio statale ed aumentare quello a carico delle banche. Il provvedimento fa seguito alla riforma bancaria approvata lo scorso mese di febbraio che ha imposto alla banche un processo di ricapitalizzazione al fine di aumentarne la solidità, processo conclusosi alla fine di settembre.
Inoltre, il 27 settembre 2011, è stata definitivamente varata la riforma dell’ art. 135 della Costituzione, che introduce il principio della stabilità di bilancio. Tale riforma prevede che tutte le amministrazioni pubbliche si adeguino al suddetto principio e che lo Stato e le Comunità autonome non possano incorrere in un deficit strutturale che superi i margini stabiliti dall’Unione europea. Una legge organica, che dovrà essere approvata entro il 30 giugno 2012, fisserà il limite massimo del deficit strutturale dello Stato e delle Comunità autonome secondo il rispettivo prodotto interno lordo.
Le misure non hanno impedito il declassamento del rating del debito pubblico spagnolo da parte dell’agenzia Fitch da AA ad AA-.
Nel programma elettorale del partito popolare centrali appaiono le misure per l’aumento dell’occupazione e della competitività dell’economia spagnola. In particolare, si sottolinea la necessità di superare il dualismo tra lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori con impiego flessibile, prevalentemente giovani, che caratterizza il mercato del lavoro, attraverso l’introduzione di una nuova regolamentazione volta ad incentivare la contrattazione aziendale e ad introdurre un unico modello contrattuale. E’ anche prevista una stretta sul deficit delle comunità territoriali.
Nella tabella sottostante sono riportati nel dettaglio i risultati elettorali, confrontati con quelli delle precedenti elezioni dell’ottobre 2007:


Partiti
Percentuale di voto 2011
Seggi 2011
Percentuale di voto 2008
Seggi 2008
Partito Popolare (PP)
44,62
186
39,94
154
Partito socialista          (PSOE)
28,73
110
43,87
169
Sinistra Unita (IU)
6,92
11
3,77
2
Unione per il Progresso e la Democrazia (UpyD)
4,69
5
1,19
1
Convergenza e Unione (CiU)
4,17
16
3,03
10
AMAIUR
1,37
7
ND
ND
Partito Nazionalista Basco (PNV)
1,33
5
1,19
6
Altri
8,17
15
7,01
8