lunedì 3 gennaio 2011

40 anni di attesa per quelle norme

Voce Repubblicana del 3 gennaio 2010
Intervista a Mario Staderini
di Lanfranco Palazzolo


Erano 40 anni che aspettavamo il varo di una normativa antiriciclaggio da parte del Vaticano. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario di Radicali italiani Mario Staderini.
Mario Staderini, il Vaticano ha varato la normativa antiriciclaggio che metterà questo piccolo Stato in linea con i paesi dell’Unione europea in materia di movimenti valutari e di traffico di denaro di dubbia provenienza. Cosa pensa di questo passaggio, che alcuni hanno definito come storico, proprio mentre lo Ior è alle prese con una difficile inchiesta giudiziaria?
“Sono almeno 40 anni che si aspettava questo momento. Erano anni che si chiedeva al Vaticano di far propria la normativa antiriciclaggio in vigore nell’Unione europea. Fino ad oggi il Vaticano ha avuto la possibilità di far circolare il suo denaro all’estero senza permettere alle autorità italiane di poter acquisire informazioni utili su traffici di denaro poco chiari. Ci sono state inchieste che hanno riguardato la grande finanza internazionale, la mafia, calciopoli. Pochi mesi fa, le autorità giudiziarie italiane sono arrivate a bloccare anche 23 milioni depositati dall’Istituto opere religiose presso il Credito Artigiano in violazione delle norme sul riciclaggio. Questa inchiesta e le pressioni dell’Unione europea hanno portato il Vaticano a recepire la normativa in materia di riciclaggio”.
Il Vaticano pensa di recepire davvero questa normativa oppure cercherà di aggirarla, come pensano in molti?
“Questo lo vedremo. I deputati del nostro partito, in particolare Maurizio Turco, da anni sono impegnati in battaglie politiche per dare elementi di conoscenza sui misteri finanziari del Vaticano. L’esperienza ci insegna che il gioco delle tre carte è sempre stato la via preferenziale scelta dal Vaticano in materia finanziaria. La storia delle intese tra lo Stato italiano e il Vaticano ci ha insegnato troppo spesso come la normativa che entra dalla porta principale sia fatta uscire dalla finestra”.
L’accordo in materia di normativa antiriciclaggio è stato raggiunto tra l’Ue e il Vaticano. L’Italia avrebbe dovuto fare qualcosa in più per indurre il Vaticano a recepire prima queste norme?
“L’Italia si comporta quasi come se fosse costretta a chiedere l’ospitalità del Vaticano sul suo territorio. E’ una situazione paradossale. Ogni volta che c’è stata un’inchiesta sul Vaticano e sui traffici dello Ior, le rogatorie da parte dell’Italia sono sempre state respinte dalle autorità giudiziarie del Vaticano. La diplomazia italiana ha sempre rinunciato a svolgere quelle pressioni necessarie per rimuovere la chiusura verso le autorità giudiziarie italiane. Il Vaticano si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere alle inchieste delle autorità italiane. Oggi questa situazione è intollerabile”.