giovedì 6 gennaio 2011

Quel "Grande Fratello" è tollerante

Voce Repubblicana del 6 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Quel “Grande Fratello” è tollerante. Il reality di Canale 5 e di Mediaset Premium “Il Grande Fratello” continua a scandalizzare molti cattolici. Ad alimentare le polemiche contro questa trasmissione ci hanno pensato alcune associazioni che tutelano i diritti dei genitori. Negli ultimi tempi la polemica si è inasprita perché nel corso della trasmissione si è rovesciato il giudizio del “Grande Fratello” contro le bestemmie. Rispetto allo scorso anno si è passati dalla tolleranza zero alla tolleranza totale. “Non accenna a diminuire la cloaca televisiva del Grande Fratello: anche nella puntata di ieri (lunedì scorso, ndr) il reality show ha fornito al pubblico uno spettacolo deplorevole e inaccettabile, evidenziando per l’ennesima volta lo squallore incivile che regna in questa trasmissione, oramai non più sostenibile”, ha scritto Elisabetta Scala, responsabile dell’Osservatorio Media del Moige (Movimento Italiano Genitori). Prosegue la responsabile: “La produzione del Gf continua ad ignorare le numerose segnalazioni. Adesso per chi compie un atto deprecabile come la bestemmia è previsto addirittura un premio: non l’espulsione immediata, bensì il reintegro nella trasmissione. I limiti della pubblica decenza sono stati abbondantemente superati: basti pensare anche al fatto che una bambina di sei anni sia quotidianamente privata della presenza della madre, in quanto concorrente del reality”. Conclude Elisabetta Scala: “L’unica soluzione possibile per porre fine a questa bassezza in tv è che da parte di tutti, spettatori e soprattutto inserzionisti, ci sia un no deciso a sponsorizzare programmi del genere. Sarebbe opportuno seguire il buon esempio del gruppo ‘Barilla’, che già da tempo ha deciso di non mandare più in onda i suoi spot nel corso della trasmissione: si tratta di un comportamento virtuoso che auspichiamo sia presto imitato”. Il Moige non se la deve prendere con il “Grande Fratello”, ma dovrebbe prendersela, in realtà, con quei genitori ultra cattolici che giustificano l’utilizzo della bestemmia. Ricordiamo che nel corso della puntata in cui il concorrente del “Grande Fratello” Matteo stava per essere buttato fuori per aver detto ciò che non si deve dire, era stata la madre del concorrente, Elena, ultra cattolica osservante, ad assolvere indirettamente il figlio. La genitrice di Matteo, che è addirittura una catechista, ha interpellato il suo parroco e un teologo sollevando il figlio dall’intenzionalità della bestemmia. Ma, paradosso dei paradossi, questa assoluzione che ha salvato Matteo, ha riportato in gara anche Massimo Scattarella che, invece, con la religione si era comportato peggio di Matteo. La morale di questa vicenda è stata che il “Grande Fratello” e il pubblico della trasmissione si sono espressi indirettamente per la “depenalizzazione” della bestemmia. Con l’appoggio di chi invece ha educato i figli affinché non insultassero i cieli. Una sorta di controsenso, ci pare. Sempre che la trasmissione abbia tutta questa importanza.

Un'imposta sui servizi comunali

Intervista a Walter Vitali
Voce Repubblicana del 6 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Il nostro atteggiamento parlamentare sul federalismo municipale è legato all’atteggiamento del governo sull’imposta relativa ai servizi nei comuni. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Walter Vitali, spiegando cosa farà il suo partito sul decreto legislativo sul federalismo municipale.
Senatore Vitali, cosa succederà sul provvedimento relativo al Federalismo municipale? Siete disposti a votare questo provvedimento al quale la maggioranza attribuisce una grande importanza?
“Noi non leghiamo il nostro atteggiamento parlamentare a circostanze politiche contingenti. Siamo stati i protagonisti della scrittura delle legge 42 sul federalismo fiscale. Ci siamo astenuti perché il testo relativo ai tagli agli enti locali non ci convinceva. Ma, nel merito, riteniamo quella legge coerente con le disposizioni costituzionali. Quindi ne pretendiamo un pieno e coerente impegno per l’attuazione. Purtroppo, dobbiamo rilevare che in questo decreto legislativo sul fisco municipale ci sono tante cose che non vanno”.
Questo vi indurrà a votare contro questo provvedimento?
“Il decreto legislativo introduce la cedolare secca sugli affitti a partire dal 2011: il 20% rispetto alle aliquote che ogni comune ha avuto in base al reddito. Questo significa una perdita di gettito per i comune. Questa perdita va a discapito degli enti locali. L’Istituto per la finanza locale dell’Anci ha pubblicato una ricerca nella quale viene valutato in circa due miliardi e ½ la perdita di gettito per il 2011 e per il 2012. Quando la riforma andrà a regime nel 2014, l’imposta municipale unica che dovrebbe unificare tutte le attuali imposte sulla casa graverà esclusivamente sui proprietari di seconde e terze case, i quali non risiedono in gran parte nei comuni. Quindi viene meno completamente il principio di beneficio, che deve poter permettere ai cittadini di controllare l’attività del comune. Le aliquote di base dovrebbero essere molto elevate per chi affitta i propri immobili ad uso commerciale e industriale”.
Voi cosa proponete alla maggioranza?
“Un’imposta comunale sui servizi, che dovrebbe essere pagata da tutti i cittadini residenti in quel comune al posto della cosiddetta TARSU e dell’Irpef, l’imposta sulla raccolta e sullo smaltimento dei rifiuti. Questa non è un’imposta sul possesso dell’abitazione, ma un’imposta sui servizi erogati ai cittadini. Questa imposta non comporta nessun aggravio di imposizione fiscale per i proprietari di prima casa. Il Governo aveva esaminato questa nostra proposta, ma non l’ha voluta recepire. Adesso ci riproviamo”.
Si tratta di un’imposta progressiva?
“No, è un’imposta modellata sulla qualità dell’immobile e sui componenti del nucleo familiare. Quindi si tratta di un’imposta differenziata, stabilita dal Comune”.

Quelle norme sono epocali

Voce Repubblicana del 5 gennaio 2010
Intervista a Gianluigi Nuzzi
di Lanfranco Palazzolo

L’adesione del Vaticano alla normativa antiriciclaggio europea è un fatto epocale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il giornalista Gianluigi Nuzzi, autore di “Metastasi” e “Vaticano Spa”, pubblicati con Chiarelettere.
Gianluigi Nuzzi, cosa pensa della nuova normativa antiriciclaggio varata dal Vaticano?
“Di fronte ad un passo epocale come questo, una sola reazione sarebbe riduttiva. Si tratta sicuramente di una soddisfazione da parte di coloro che hanno protestato sull’esistenza di una banca offshore come l’Istituto opere religiose. Un passaggio del genere era impensabile ai tempi di Papa Wojtyla. Questa iniziativa non è estemporanea nel papato di Ratzinger, ma si inserisce in quel processo di cambiamento di cui lui si fa guida ed interprete”.
Queste nuove norme che saranno applicate dal Vaticano metteranno in evidenza qualche criticità?
“E’ stato costituito un primo organismo di vigilanza sulle attività finanziarie del Vaticano ed applicata la normativa antiriciclaggio. Queste due iniziative venivano considerate indispensabili dall’Ocse e dal Gruppo d'azione finanziaria internazionale contro il riciclaggio di capitali (“GAFI”), organi di tutela dei mercati del settore, e definite come passi indispensabili per far entrare il Vaticano nella ‘White list’ dei mercati finanziari. Adesso vedremo come il Vaticano recepirà le richieste che arrivano dall’Ocse per rendere operativi questi due primi passi”.
Le autorità vaticane hanno tenuto a specificare che questa normativa riguarda anche lo Ior. Perché specificare questo? Lo Ior è una banca o ad un ente ecclesiastico?
“Lo Ior è un istituto che ha una sua autonomia giuridica. Il dubbio che è stato sottoposto alle autorità vaticane era se un accordo con le autorità europee di controllo potesse comprendere un ente che aveva autonomia giuridica all’interno delle Mura Leonine. Io credo che la legge sarà applicata in tutto il Vaticano e tutte le autorità finanziarie che operano dentro la Santa Sede. Per avere la conferma definitiva di questo aspetto giuridico bisognerà attendere la piena entrata in vigore della nuova normativa: il 1 aprile del 2011”.
E’ vero che lo Ior ha chiuso 120 conti imbarazzanti negli ultimi mesi?
“Quando Gotti Tedeschi si è insediato alla guida dello Ior al posto di Caloia ha dato delle disposizioni di controllo sui Conti Correnti che non appartenevano a religiosi o ad enti religiosi. In passato si è scoperto che dietro altri C/C operavano politici e uomini di affari che volevano coprire attività finanziarie improprie. Il nuovo presidente dello Ior ha voluto accertare questa situazione. Ma anche qui non c’è nessuna certezza. Siamo sul ‘si dice’. Del resto, dopo aver scritto, ‘Vaticano Spa’, se andassi allo Ior non so se ne uscirei indenne. Però si può sempre provare…”.