venerdì 7 gennaio 2011

Quel terzo polo è solo un comitato elettorale

Voce Repubblicana 8 gennaio 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Mario Baccini

Il Terzo polo può essere solo un comitato elettorale, ma non un partito. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle Libertà Mario Baccini, Presidente dei Cristiano Popolari, il quale è convinto che il posto di Pier Ferdinando Casini sia nel centrodestra.
Onorevole Baccini, cosa dovrebbe fare il Pdl in una fase politica come questa dopo aver annunciato l’abbandono del simbolo e del suo nome per questioni legali?
“Dopo aver preso atto dell’uscita di Fini dal Pdl dobbiamo prendere atto che questo partito non esiste più. Come Presidente dei Cristiano-Popolari e cofondatore del Pdl, ho preso l’iniziativa di chiedere al Presidente Berlusconi di convocare la Direzione per evitare di fare un dibattito sui giornali. La Direzione del Pdl deve chiarire il futuro del partito. Dobbiamo verificare se quel vincolo che ci ha portato a fare questo partito è ancora vivo e forte. E se deve nascere un nuovo partito questo non deve essere messo in piedi attorno ad un tavolino. Se dobbiamo fondare un nuovo partito, questo deve nascere attorno al consenso, al rapporto con i cittadini e alla consapevolezza delle scelte politiche. Questa è la mia posizione”.
Non crede che questa esigenza di dare un nuovo volto al Pdl sia solo tecnica e legale rispetto alle rivendicazioni avanzate da Gianfranco Fini?
“Una di queste ragioni è proprio legata alle questioni che ha ricordato. Ma questo aspetto mi preoccupa ancora di più. Ecco perché non vorrei che si ripetessero gli stessi errori che hanno portato alla formazione del Popolo delle libertà. Leggo dalla stampa che si pensa a creare un nuovo soggetto politico legato al Ppe – e fin qui ci siamo – dove vengono ripristinate le fomose quote del 30% ad Alleanza Nazionale. Il sistema delle quote non mi convince. Il Popolo delle libertà è imploso proprio a causa di questo sistema. La rappresentanza all’interno del Pdl deve essere data a chi finora non l’ha avuta. Non si tratta di dividere quote partitiche, ma di individuare settori della società civile che non hanno rappresentanza politica”.
La mancanza di questa condizione cosa potrebbe produrre?
“La nascita di nuovi soggetti politici vicini al centrodestra, fedeli a Berlusconi. Questo processo sarebbe generato anche da una dirigenza del Pdl che certo non ha una legittimazione democratica congressuale attraverso un bagno di folla”.
Cosa pensa del Terzo Polo?
“Auspico che Pier Ferdinando Casini faccia chiarezza con Fini. Non credo che l’Udc abbia qualcosa in comune con Fini. Non penso che Fini, Casini e Rutelli, che fino a ieri erano su posizioni così diverse, possano mettere insieme qualcosa di convincente. Al massimo possono formare un comitato elettorale. Lo stesso Casini si rende conto che il suo posto oggi è nel centrodestra. E non in quel polo”.