martedì 25 gennaio 2011

Tunisia, per saperne di più

§ ’Tunisia, effetto domino?’, dal sito internet http://ispinews.ispionline.it3/
§ A. Sanguini ‘Le incognite del dopo-Ben Ali’; G. Calchi Novati ‘Algeria tra necessità di riforme e continuità’; S. Torelli ‘Le sfide della regione dopo la crisi tunisina’, in: ISPI, Commentary, 17 gennaio 2001 3
§ S. Torelli ‘Ventitre anni da sovrano assoluto la Tunisia di Ben Ali’; S. Felician ‘Una nuova pagina per la Tunisia’; S. Torelli ‘In Tunisia e Algeria non c’è la stessa crisi’; Rubrica EuroMeDitazioni ‘Europa: la crisi da sud’, in: Limes – rivista italiana di geopolitica, dal sito http://temi.repubblica.it/limes 18 gennaio 2001 3
§ ’Tunisia: le relazioni con la UE’, in: Equilibri (http://www.equilibri.net/nuovo, 28 ottobre 2010)3
§ D. Jerone ‘Understanding Tunisia’s Tremors’; S. A. Cook ‘Tunisia after Ben Ali’, in: Council on Foreign Relations (http://www.cfr.org/publication 14 gennaio 2011)3
§ D. Abou ‘Tunisia: A Moment of Destiny for the Tunisian People and Beyond?’, in: ISN ETH Zurich ( http://www.isn.ethz.ch/isn ) 14 gennaio 2011 3
§ L. Sadiki ‘The ‘bin Laden’ of marginalisation’, in AlJazeera.net (http://english.aljazeera.net/indepth/opinion/2011/01 ), 14 gennaio 2011 3
§ ’Ces quarante-huit heures qui ont change Tunis’, in: Jeune Afrique (http://www.jeuneafrique.com/ ), 12 gennaio 2011 3
§ D. Moisi ‘Is Tunisia the first domino to fall’, http://www.moroccoboard.com/news ) 16 gennaio 2011 3
§ ‘Riots Rock the Tunisian Government’; ’Tunisian Troubles in a Volatile Region’ http://www.moroccoboard.com/news ), 13 gennaio 2011 3
§ ‘State of Emergency, Government Dissolved in Tunisia’; ’Tunisian President Leaves in Army Coup’; ’North Africa After Tunisia’, in: Stratfor (http://www.stratfor.com/), 14 gennaio 2011 3
§ ’Arab Leaders Fear Coup Contagion, (http://www.stratfor.com/), 17 gennaio 2011

Non chiudiamo i rapporti con Minsk

Intervista a Riccardo Migliori
Voce Repubblicana del 26 gennaio 2011
di Lanfranco Palazzolo
In attesa delle nuove sanzioni dell’Unione europea contro la Bielorussia, non dobbiamo chiudere definitivamente la porta al dialogo con Minsk. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Riccardo Migliori del Pdl.
Onorevole Migliori, la Camera è impegnata nella discussione delle mozioni parlamentari sulla difesa dei diritti umani in Bielorussia. Cosa pensa degli attacchi che hanno rivolto le opposizioni alla politica estera del governo nei confronti di Minsk?
“Esiste un certo tasso provincialismo nell’interpretazione della politica estera italiana. Questo atteggiamento è figlio dell’atteggiamento della stampa italiana. Fatte alcune eccezioni, l’interesse per la politica estera italiana è minimale. Quando si discute di politica estera in Parlamento, alle forze politiche di opposizione non interessa molto quello che accade a Minsk. A queste forze politiche interessa contestare solo alcune osservazioni di Silvio Berlusconi sul premier bielorusso Lukashenko. L’esigenza della politica estera italiana è di quella europea è di avere una linea politica chiara. Lo scorso anno l’Unione europea ha tolto le sanzioni più gravi nei confronti di Cuba, mentre oggi le forze politiche italiane chiedono di inasprire le sanzioni contro la Bielorussia. Questo zigzagare della nostra politica estera italiana non serve all’autorevolezza dei paesi democratici. Se Lukaschenko non rappresenta un esempio di democrazia, devo registrare che questo atteggiamento negativo verso la Bielorussia non c’è stato contro altri paesi assai meno democratici, come ad esempio il Turkmenistan. Romano Prodi ha visitato questo paese, ma nessuno ha avuto mai nulla da ridire su questo”.
Nel corso del suo intervento in aula, lei ha spiegato che l’atteggiamento del governo italiano verso la Bielorussia è cambiato dopo le elezioni politiche di dicembre.
“Noi abbiamo lavorato molto in Bielorussia. In passato, l’Italia ha sempre fatto pressioni verso la Bielorussia affinché cambi la legge elettorale, che non permette la presenza parlamentare delle opposizioni. Lukashenko ha dichiarato di voler eliminare la pena di morte, ma le esecuzioni capitali non si sono fermate. Ma ci sono stati cambiamenti democratici grazie anche alla diplomazia italiana. Purtroppo siamo stati traditi nella fiducia. Le elezioni politiche del 19 dicembre si sono svolte con numerosi brogli. Il Governo italiano ha incontrato il ministro degli Esteri bielorusso Martynov e gli ha espresso il proprio sconcerto per quanto era accaduto durante il voto alle elezioni politiche”.
Ci saranno sanzioni contro la Bielorussia?
“C’è un dibattito europeo in corso circa l’individuazione di nuove sanzioni. Ma dobbiamo mantenere aperto il dialogo con quella parte della Bielorussia che vuole crescere. Non dobbiamo isolarli”.

Eliminare Bondi politicamente è un errore

Voce Repubblicana del 25 gennaio 2011
Intervista a Domenico Scilipoti
di Lanfranco Palazzolo

E’ sbagliato tentare di eliminare politicamente Sandro Bondi. Lo ha detto alla “Voce” il deputato Domenico Scilipoti, di Iniziativa Responsabile.
Onorevole Scilipoti, con la nascita del gruppo parlamentare dei Responsabili che tipo di obiettivo vi siete dati?
“La nostra intenzione è quella di continuare a legiferare per il bene e l’interesse del popolo italiano”.
Avete trovato delle difficoltà per la costituzione del gruppo?
“No, non abbiamo trovato difficoltà per la formazione del nostro gruppo parlamentare. Siamo uniti dal senso di responsabilità affinché questo paese continui ad avere un suo governo nell’interesse degli italiani. Questo è quello che ci tiene insieme. Stiamo elaborando un progetto ed un programma da sottoporre al Governo per risolvere nel più breve tempo possibile le problematiche che assillano l’Italia”.
Cosa c’era che non andava nel partito di Antonio Di Pietro. E’ vero che ha ricevuto delle minacce?
“E’ vero che io ho ricevuto delle minacce. Ma poi si sono anche viste. E’ stato gettato del fango contro di me senza che ci fosse qualcosa di concreto su di me. Sono state fatte le insinuazioni più incredibili. Nel giro di qualche giorno è stato smontato tutto. Dal 14 dicembre ho scelto di seguire una determinata linea politica perché gli interessi del popolo italiano devono venire prima di quelli del singolo partito. Quando gli interessi del popolo non coincidono con quelli del partito, ogni parlamentare ha il diritto di affrontare serenamente le problematiche del paese. Responsabilità significa assumersi il peso di decisioni importanti. I veri responsabili dovrebbero essere quei politici che da 30 anni sono sulla scena politica. Soffiare sul fuoco ogni giorno è un danno per il nostro Paese. Quando si cerca di danneggiare ad ogni costo una persona significa non essere maturi dal punto di vista politico”.
Cosa ne pensa della sfiducia contro il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi?
“E’ un errore. Sarebbe stato opportuno aprire un confronto politico in Parlamento per capire quello che è successo a Pompei. Le forze politiche avrebbero dovuto accertare le responsabilità politiche del ministro Bondi. Ma credo che in questo caso le responsabilità del ministro dei Beni Culturali siamo molto limitate. Trovo che sia stata un’esagerazione parlare di sfiducia contro il ministro. Quello della sfiducia non è un linguaggio da politici responsabili. Non si deve pensare sempre ad eliminare qualcuno. Il danno a quello che viene definito come un avversario politico si può trasformare in un danno per tutto il paese. Ma i primi a fare questa riflessione dovrebbero essere altri”.
Cosa direbbe oggi a Di Pietro?
“Secondo me, la sua opposizione è di estrema sinistra. Si lascia accecare troppo dall’odio verso gli avversari politici”.