giovedì 27 gennaio 2011

La casa del cognato di Fini a Montecarlo

INTERROGAZIONE SULLA VICENDA RELATIVA AD UN IMMOBILE DI MONTECARLO

(3-01868) (25 gennaio 2011)

COMPAGNA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri - Premesso che: dallo scorso mese di agosto 2010 tutti i quotidiani italiani hanno riportato la cronistoria riguardante la proprietà di un appartamento situato a Montecarlo, al numero 14 di rue Princesse Charlotte, facente parte di un lascito di una nobildonna al partito Alleanza Nazionale; in detto immobile, risultato nella proprietà di una società offshore con sede a Santa Lucia, "viveva" un cittadino italiano, il signor Giancarlo Tulliani, titolare di un contratto di locazione sempre secondo quanto riportato dai quotidiani italiani, in una missiva il Ministro della giustizia di Santa Lucia informava il suo premier che la titolarità della società proprietaria dell'immobile apparteneva al medesimo signor Giancarlo Tulliani;

considerato che:

detta informazione del guardasigilli caraibico provocava un'aspra polemica in Italia tra coloro i quali sostenevano l'autenticità della missiva citata e delle informazioni in essa contenute e coloro i quali, al contrario, paventavano un complotto ordito da parte di settori deviati dei servizi segreti italiani o di altri organismi, italiani e stranieri, anche questi deviati, allo scopo di favorire politicamente il Governo italiano;

preso atto che in data 25 gennaio 2011, dopo un breve periodo di silenzio, i quotidiani italiani sono tornati sulla questione relativa alla proprietà del citato immobile formulando ulteriori ipotesi e riportando indiscrezioni;

rilevato che:

il Governo italiano, chiamato in causa, avrebbe dovuto, a giudizio dell'interrogante, intraprendere ogni iniziativa utile a chiarire l'intera vicenda e sgomberare il campo degli inutili quanto dannosi sospetti e illazioni di intromissione;

tuttavia, non risulta all'interrogante che sia stata promossa alcuna iniziativa o sia stato avviato alcun contatto con il Governo dello Stato di Santa Lucia al fine di acquisire chiare e inequivocabili informazioni,

l'interrogante chiede di sapere se e quali atti il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro in indirizzo abbiano compiuto al fine di verificare la veridicità degli elementi riportati dalla stampa riguardanti la proprietà dell'immobile situato a Montecarlo e se detti elementi siano sufficienti a chiarire definitivamente e in modo rispondente alla verità dei fatti l'intera vicenda

Svolgimento di interrogazioni (ore 11,20)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interrogazione 3-01868 sulla vicenda relativa ad un immobile di Montecarlo.

Il ministro degli affari esteri, onorevole Frattini, ha facoltà di rispondere a tale interrogazione. (Numerosi senatori dei Gruppi PD, IdV e Misto-ApI abbandonano l'Aula. Commenti).

PEDICA (IdV). Uscite, colleghi, sono solo bugie.

FRATTINI, ministro degli affari esteri. Signor Presidente, onorevoli senatori, è assolutamente essenziale che prima di rispondere nel merito alla prima delle quattro interrogazioni previste per la seduta odierna io svolga una precisazione sul metodo, avendo ascoltato, ovviamente, il dibattito sul Regolamento

Lo dico anzitutto alla presidente Finocchiaro: il Ministro degli affari esteri non si scomoda mai, quando viene in Parlamento, fa semplicemente il suo dovere. Io stesso sono stato personalmente ascoltato dal Parlamento nelle scorse settimane non una, ma molte volte su questioni urgenti, e anche i miei Sottosegretari, ad esempio relativamente alle situazioni in Medio Oriente e in Mediterraneo. Sono stato ascoltato dalle Commissioni di Camera e Senato in seduta congiunta, perché così il Parlamento - e non il Governo - ha deciso. Credo che un punto sia assolutamente chiaro: il Governo non può e non deve decidere se e dove essere ascoltato, in quale Camera, se in Commissione oppure in Aula. Oggi vengo chiamato in Aula su quattro interrogazioni e ritengo che sia mio dovere essere qui. Non farò mai alcuna iniziativa che possa ritardare o, peggio, evitare la mia presenza dinanzi al Parlamento, se così il Parlamento decide.

Rispondo quindi all'interrogazione 3-01868, che è ora al nostro esame, presentata dall'onorevole Compagna

Come tutti ricorderanno, la scorsa estate è sorta un'accesa polemica sulla vicenda riguardante la proprietà di un appartamento situato a Montecarlo, già facente parte di un legato ad un partito politico italiano, Alleanza Nazionale, che si trovava nella disponibilità materiale di un cittadino italiano, Giancarlo Tulliani

Oggetto della polemica sono stati anche l'origine e l'autenticità di un documento a firma del Ministro della giustizia di Santa Lucia, che attribuiva allo stesso signor Giancarlo Tulliani la titolarità di società offshore intestatarie dell'immobile. In detto documento, si sarebbe precisata e indicata l'esistenza di un'inchiesta disposta dalle autorità di Santa Lucia, nata dalla circostanza di dover accertare perché il prezzo di vendita di quell'appartamento fosse basso, in relazione al livello medio del prezzo di mercato di immobili collocati in Montecarlo.

Vi fu una polemica che investì anche una presunta manipolazione del documento e quindi la sua autenticità; da alcuni organi di stampa, si era indicato anche un presunto ruolo di organi dello Stato in tali attività.

Ecco la ragione per cui, a suo tempo, ritenni di chiedere non ovviamente una rogatoria, ma un chiarimento puro e semplice alle autorità di Santa Lucia circa la genesi e l'autenticità del predetto documento pubblicato da organi di informazione in Italia, e non solo in Italia, onde fugare dubbi, indiscrezioni, retroscena.

Alcune settimane fa, ho ricevuto una risposta dal Primo ministro di Santa Lucia, il quale, allegando il documento a suo tempo prodotto a lui stesso dal Ministro della giustizia, me ne ha certificato l'autenticità e la veridicità dei dati in esso contenuti. Sia la lettera, sia il documento allegato sono stati da me inviati, per le valutazioni di competenza, e quindi non per l'indicazione di eventuali fattispecie di illecito penale, alla procura della Repubblica di Roma, poiché mi risulta che vi sia ancora un fascicolo aperto sulla vicenda.

Lasciando quindi agli organi giurisdizionali ogni valutazione di loro competenza, mi limito oggi a ribadire quanto vi ho appena detto. Il documento ovviamente non può essere messo ad integrale disposizione e quindi sui particolari di questo documento non posso e non debbo aggiungere altro. Sarà la procura della Repubblica, se lo riterrà, a farne uso. (Applausi dal Gruppo PdL. Commenti dal Gruppo FLI).

COMPAGNA (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

COMPAGNA (PdL). Signor Presidente, signor Ministro, nel prendere atto delle affermazioni del Governo mi preme rilevare come la vicenda internazionale dipanatasi negli ultimi mesi tra il Principato monegasco e l'isola di Santa Lucia su cui era incentrato il mio atto di sindacato ispettivo, ha acquisito nel corso di questi miei un profilo istituzionale a mio giudizio improprio che spero possa ora diradarsi, grazie alla linearità di argomenti di metodo, fatta valere qualche minuto fa dall'onorevole Ministro.

Instancabili protagonisti del cosiddetto giornalismo investigativo avevano ricamato e continuano a ricamare su questa vicenda con accanimento. Direi che c'è un tipo di giornalismo investigativo che qualche volta mi viene di definire quello dei centrocampisti di Procura, cioè quel «copia ed incolla» che ha come fonte il terzo potere e, come dissi quando discutevamo un disegno di legge sulle intercettazioni, ha il suo eroe eponimo nel giornalismo alla D'Avanzo, giornalismo che merita garanzie di libertà ma che non è proprio lo stesso giornalismo di Enzo Bettiza o di Alberto Ronchey Vi è poi il giornalismo investigativo più liberale, più liberistico, più scollacciato, più spregiudicato, quello di Feltri che ha iniziato ad animare fin dal luglio-agosto la vicenda alimentandole per proprio poco profili di diceria, di insinuazione, di pettegolezzo.

È poi comparso un terzo tipo di giornalismo investigativo, quello che vorrebbe avere un ruolo parastatale. Vi è un agilissimo e non so se anche abilissimo giornalista editore che ha cercato di rivendicare per sé un ruolo parastatuale di indagatore su questa vicenda. Mi riferisco alle vicende di ottobre. Da questo punto di vista ho ritenuto che un percorso istituzionale più nitido dovesse svolgersi, certamente in procura se - ha detto bene il ministro Frattini - la procura lo riterrà. E lì i miei sentimenti non hanno nulla di mancanza di rispetto, di affetto oltre ovviamente che per l'amico, collega Pontone per il Presidente della Camera, per il suo diritto alla trasparenza.

Da questo punto di vista credo di dover prendere atto che proprio quest'appuntamento parlamentare, tanto contestato da alcuni colleghi, ha ritenuto di riprodurre un clima più pacato, di garanzie. Del resto, se posso concludere, colleghi, con una battuta sdrammatizzante, siamo quasi a metà o un po' più della metà di questa legislatura.

Francamente non è mai stata l'Aula del Senato ad investire o ad aggredire prerogative, ordini del giorno, calendari dell'altro ramo del Parlamento. E così mi onoro - se poi ho sbagliato ne porterò l'ignominia nella storia del Senato - di aver contribuito con questo atto di sindacato ispettivo, per il quale esprimo gratitudine alla sensibilità del Ministro per averlo inserito tra appuntamenti assai più importanti di politica internazionale ma proprio per riportare minor disordine nel nostro dibattito istituzionale. (Applausi dal Gruppo PdL).

Quelle mozioni contro Bondi erano ridicole

Voce Repubblicana del 27 gennaio 2011
Intervista ad Emerenzio Barbieri
di Lanfranco Palazzolo
Le mozioni di sfiducia contro il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi sono state ridicole. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Emerenzio Barbieri del Popolo delle libertà.
Onorevole Barbieri, cosa pensa delle mozioni di sfiducia presentate contro il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi?
“Le mozioni che sono state presentate contro il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi sono due. Il dibattito è cominciato lunedì pomeriggio alla Camera dei deputati. La prima mozione di sfiducia è stata presentata dal Partito democratico e dall’Italia dei valori. L’altra è stata presentata dai centristi del Terzo polo. Io sono intervenuto in aula lunedì pomeriggio a nome del Popolo delle libertà. Nel mio intervento ho precisato che ci troviamo di fronte ad un’iniziativa politicamente ridicola. Nella mozione il ministro viene accusato di dedicare troppo poco tempo al suo incarico di ministro per favorire il suo ruolo di coordinatore del Popolo delle libertà. Nel corso del mio intervento in aula mi sono augurato che sarebbe davvero un ottima cosa se Bondi si dedicasse anche al suo incarico di coordinatore del Popolo delle libertà. Probabilmente avrebbe evitato una serie di errori”.
Cosa pensa di questo pesantissimo attacco giudiziario contro Silvio Berlusconi?
“Potrei riassumere queste vicende con una semplice valutazione: questo attacco è una vergogna incredibile. Non è assolutamente immaginabile che vicende di questo genere finiscano sulle prime pagine di tutti i quotidiani come se fossero come il principale problema che deve affrontare questo paese. Trovo che sia davvero grave che si concentri sul Presidente del Consiglio un attacco che non viene più solo da una parte della magistratura, ma anche da autorevoli organi di informazione”.
In questi giorni si è parlato molto di manovre contro Silvio Berlusconi. Qualcuno ha cercato di alimentare un assurdo dualismo con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e con altri autorevoli esponenti del Pdl come Roberto Formigoni. Cosa ne pensa?
“Non ho mai avuto alcuna notizia diretta di eventuali contrasti al vertice del Popolo delle libertà e nemmeno tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Non riesco proprio a comprendere chi possa aver messo in giro questa voce. Per quanto riguarda il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, ho visto che lui, insieme ad altri colleghi, ha firmato una lettera di grande solidarietà al Presidente del Consiglio. Questo significa che se avesse avuto in mente qualcos’altro non avrebbe certo fatto questa iniziativa”.
La voce su Marina Berlusconi che succede al padre Silvio al vertice del Pdl è un’altra invenzione?
“Non ho mai letto di queste intenzioni. Marina Berlusconi è un’ottima imprenditrice. Non credo che sia un’ipotesi credibile”.