venerdì 28 gennaio 2011

Ho salvato l'Italia dalla crisi

Voce Repubblicana del 28 gennaio 2011
Intervista ad Antonio Razzi
di Lanfranco Palazzolo

Ho salvato il governo Berlusconi per fermare la crisi economica. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato di Iniziativa Responsabile- ‘Noi Sud’, Antonio Razzi.
Onorevole Razzi, perché ha abbandonato l’Idv di Antonio Di Pietro e ha scelto di sostenere il Governo Berlusconi?
“Vede, io sono stato eletto in una circoscrizione all’estero. Ho risieduto per 41 anni in Svizzera. Io sono stato eletto con le preferenze. Non sono stato nominato. In questa situazione non sono mai stato calcolato e valutato da parte del mio ex partito. Io spero che in questa nuovo soggetto politico, ‘Noi Sud’, abbiamo pensato di rimettere il meridione al centro della nostra iniziativa politica. Sono sempre stato convinto che il Sud sia il motore dell’Italia. Ai tempi del grande sviluppo economico del Nord, sono stati gli operai del Sud a dare un grande contributo allo sviluppo economico dell’Italia intera. E’ stata la manodopera del Sud a dare il segno della grande crescita dell’Italia. La nostra scelta di formare un gruppo di responsabili è stata senza dubbio giusta”.
Perché ritiene che il gruppo parlamentare di Iniziativa Responsabile sia utile per il paese?
“In questi mesi ho viaggiato molto per ragioni istituzionali. Sono stato recentemente a New York e ho notato una grande attenzione alle vicende politiche italiane. Si discuteva molto delle sorti dell’economia italiana. Ho notato che molti osservatori italiani non aspettavano altro che il voto anticipato, le elezioni e la fine dell’Italia. Io ed altri miei colleghi abbiamo voluto impedire questa situazione. Grazie al mio voto di fiducia al Governo Berlusconi questa situazione non si è verificata. Con la nostra scelta abbiamo difeso l’Italia e anche l’esistenza dell’Euro”.
E’ vero che Di Pietro non la sopportava perché nel Partito lavorava troppo?
“Io ho sempre lavorato nell’Italia dei valori. Ma ho lavorato molto per gli italiani all’estero. E continuerò a farlo. La prima volta che sono stato eletto all’estero (Europa), il partito ha ricevuto 27mila voti. Nel 2008 abbiamo quasi raddoppiato i voti, arrivando a 42mila. Questo significa che il lavoro che avevo svolto era ottimo. Appena finivano le sedute alla Camera andavo in Europa a sostenere il partito e per dare forza agli italiani all’estero. Tutto questo non è mai stato apprezzato. Ho fatto tante proposte, come quella dell’abolizione della tassa sul passaporto, che non sono state apprezzate nel mio partito. Hanno cercato di seppellirmi in vista delle prossime elezioni. Ne ho preso atto”.
Lei è stato un operaio. Cosa pensa del sostegno di Di Pietro alla Fiom?
“Ho lavorato per anni come operaio. La proposta di Marchionne è eccezionale. Le opportunità di lavoro vanno sempre colte. Oggi non possiamo permetterci di portare la Fiat fuori dall’Italia”.