mercoledì 9 febbraio 2011

Il giovane berlusconiano ha una chance in più

Voce Repubblicana del 9 febbraio 2011
Intervista a Giuseppe Civati
di Lanfranco Palazzolo

Silvio Berlusconi ha saputo valorizzare i giovani, anche se per motivi strumentali, più di quanto non sia stato capace di farlo finora il Pd. Lo ha detto alla “Voce” Pippo Civati, Consigliere regionale della Lombardia del Pd ed esponente dei “rottamatori”.
Giuseppe Civati, cosa pensa di quello che sta accadendo nel Paese?
“Sono molto preoccupato. Mi pare che il sistema politico italiano sia molto bloccato. E che siano in atto continui cambiamenti di schema che non sono dettati da motivi politici o dalle esigenze dei cittadini, ma siano determinati dalla situazione personale del Presidente del Consiglio. Mi pare che anche il federalismo municipale abbia deluso le aspettative di molti. Mi pare un federalismo a misura di leghista. Gli stessi comuni sono preoccupati dall’applicazione di queste norme”.
Cosa pensa delle parole di Bersani sulla crisi politica?
“Bersani ha detto che bisogna ricominciare a parlare delle prospettive economiche italiane. Berlusconi ha fatto questo tentativo ridicolo di riaprire una fase di dialogo con il centrosinistra sulla situazione del paese. Come partito progressista vogliamo dare una risposta alle tante questioni aperte. Ogni settimana l’Italia celebra il record mondiale della disoccupazione giovanile. Dobbiamo fare qualcosa”.
Nel vostro partito c’è una situazione di tregua armata. I problemi relativi alle primarie e la conflittualità tra Modem e Bersani hanno lasciato il segno?
“Discutere fa sempre bene. Avere un partito che si confronta su tesi diverse è importante. Il problema è quando questi temi diventano personalismi su questo o quel leader politico. Come abbiamo detto in occasione della nostra iniziativa di Firenze dal titolo ‘Prossima fermata Italia’, a noi non interessa che emerga il nostro punto di vista. Ma vogliamo che le nostre idee migliorino la proposta politica del Pd. Io difendo il pluralismo nella responsabilità della nostra azione politica. Mi pare che la situazione che sta vivendo l’Italia stia portando anche il senso della responsabilità politica dentro il Pd. Questo è importante”.
Silvio Berlusconi e il Pdl hanno saputo valorizzare meglio i giovani rispetto a quanto ha fatto il Pd? Perché questo ritardo?
“Questo è il tema dei temi che non stiamo declinando in nessun modo. Ci vuole l’esperienza, ma ci vogliono anche energie nuove. E’ necessario riaprire il dialogo con gli elettori che si sono stancati del fatto che il Pd sia un partito conservatore legato ad alcune figure. Bisogna che le generazioni si parlino, ma evitando il principio della cooptazione interna. Berlusconi qualche segnale, anche se in modo strumentale, lo ha dato. Quando ci troviamo un ministro della giustizia così giovane come Alfano non possiamo far altro che prenderne atto positivamente, al di la delle sue idee”.