mercoledì 23 febbraio 2011

Pietro Folena, il miglior amico della Libia


Non c'è dubbio che l'amicizia tra Italia e Libia sia nata a sinistra. Lo dimostra questa iniziativa del deputato dei Ds Pietro Folena nel lontano 2002. Grazie Pietro......

La rete rivoluzionaria

Voce Repubblicana del 23 febbraio 2011
Intervista ad Alberto Contri
di Lanfranco Palazzolo

La rete sta diventando uno straordinario mezzo di mobilitazione politica. Lo abbiamo visto in questi giorni nei paesi arabi, dove le manifestazioni contro i regimi autoritari sono nate attraverso la rete. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il pubblicitario Alberto Contri, presidente della Fondazione “Pubblicità progresso”.
Prof. Contri, perché è convinto che la rete abbia assunto questo importante ruolo politico?
“Io ho voluto solo analizzare quello che sta succedendo. La mia analisi è partita dal caso italiano. Nei giorni scorsi abbiamo visto che la rete è riuscita ad organizzare una manifestazione in difesa delle donne. Poi ho anche osservato i fenomeni di cambiamento che stanno sconvolgendo la geografia politica del Nord Africa. Non mi fermerei al fatto che la rete facilita la connessione tra le persone molto più di prima. La mia riflessione riguarda il fatto che uno dei desideri principali dell’uomo è sempre stato quello di comunicare, di riunirsi in tribù. Quando questo viene impedito da regimi come quello dell’Iran, come è stato fatto in Libia, scatta nei cittadini una forma di comunicare e di mettersi in connessione. In questo contesto, anche i social network hanno un ruolo importante. Anche se questi siti sono vituperati, invece diventano dei luoghi veri e propri in cui il popolo si riscopre tale, si scoprono origini e sentimenti comuni. La gente scopre, attraverso questi mezzi, il coraggio di ritrovarsi. E si passa dalla piazza virtuale alla piazza reale”.
Saprà meglio di me che negli anni ’70 Pasolini aveva rivolto un duro attacco alla televisione, definendo un mezzo antidemocratico. Pensa che la rete, nel caso degli eventi in NordAfrica, abbia dimostrato di essere più democratica del potere televisivo?
“Più che fare un discorso politico, io ne faccio un discorso meramente tecnico. Ho fatto solo un’osservazione nel vedere quello che sta accadendo in questi giorni in alcune parti del mondo. Ho constatato che si è passati dalla comunicazione ‘da uno a tutti’ della televisione alla comunicazione ‘da tutti a tutti’. Da quando è esploso Internet nel 1995 abbiamo assistito ad una nuova rivoluzione. La democrazia della rete ha permesso a chi riceve il messaggio di interagire con chi lo invia e con gli altri. La televisione non permette questo metodo di comunicazione e di risposta”.
Pensa che la manifestazione delle donne sia stata resa possibile dalla rete?
“Io mi sono chiesto come sia stato possibile realizzare una mobilitazione così capillare. Trovo che sia stato importante che poche persone, attraverso la rete abbiano organizzato questa manifestazione in 230 piazze e città d’Italia. Credo la rete riesca molto meglio di altri mezzi a raccogliere persone attraverso gruppi di interesse e a mobilitare gli interessi della gente”.

La tradizione legislativa dei Milleproroghe

Numerosi decreti-legge, negli ultimi anni, sono intervenuti per prorogare o differire termini legislativamente previsti. Alcuni tra questi hanno avuto portata generale, contenendo una pluralità di proroghe afferenti a diversi settori. Tali provvedimenti sono stati ulteriormente ampliati, talora in misura notevole, durante l’iter di conversione. Negli ultimi anni, tali decreti hanno avuto cadenza annuale (2001; 2002; 2005) o semestrale (2003; 2008; 2009). Il più recente esempio è costituito dal decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, Provvedimento anticrisi, nonché proroga di termini, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 e dal decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.
Nella scorsa legislatura, si segnala il decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.
Risalendo più indietro nel tempo, sono numerosi i decreti-legge che negli ultimi anni sono intervenuti per prorogare o differire termini legislativamente previsti. Nella maggior parte dei casi, ciascun provvedimento d’urgenza disponeva una sola o più proroghe incidenti nel medesimo settore o in settori affini. In varie occasioni, invece, il Governo ha adottato provvedimenti di portata generale, contenenti una pluralità di proroghe afferenti a diversi settori. Tali provvedimenti sono stati ulteriormente ampliati, talora in misura notevole, durantel’iter di conversione. Negli ultimi anni, tali decreti hanno avuto cadenza annuale (2001; 2002; 2005) o semestrale (2003). Nel 2004 sono stati emanati 2 decreti-legge a distanza ravvicinata (9 novembre e 30 dicembre). Nel 2006, ildecreto-legge 12 maggio 2006, n. 173, Proroga di termini per l’emanazione di atti di natura regolamentare e legislativa, originariamente contenente una sola proroga degli atti regolamentari da emanare, è stato convertito con una totale mutazione: la proroga originaria è stata soppressa ed al suo posto sono state introdotte numerose proroghe di termini legislativi. A fine anno è stato emanato un ulteriore decreto-legge, n. 300/2006, Proroga di termini previsti da disposizioni legislative. In qualche caso, i provvedimenti, oltre a recare proroghe di termini, contenevano anche disposizioni sostanziali. Si segnalano, tra gli altri, i decreti-legge n. 147/2003, Proroga di termini e disposizioni urgenti ordinamentali, e n. 273/2005, Definizione e proroga di termini, nonché conseguenti disposizioni urgenti. Tale ultimo provvedimento, nella fase finale della XIV legislatura, già piuttosto corposo nel testo originario (40 articoli), raggiunge nel processo di conversione 83 articoli, i quali assorbono tra l’altro le disposizioni di altri cinque decreti-legge in corso di conversione.
Vari termini, tra quelli prorogati da disposizioni recate nel provvedimento in esame, hanno formato oggetto di una o più precedenti proroghe anch’esse disposte con decreto-legge.
Rispetto ai precedenti decreti, quello in esame – che nel testo trasmesso dal Senato non presenta sostanziali differenze di struttura rispetto ai precedenti – si differenzia per la struttura originaria, estremamente semplificata: tutte le proroghe di termini che non comportano oneri sono previste dall’articolo 1 e dalla tabella allegata; le proroghe onerose sono oggetto dell’articolo 2; l’articolo 3 reca la relativa copertura finanziaria; l’entrata in vigore è disposta dall’articolo 4. L’art. 1 oltre a disporre una proroga generale automatica, prevede anche la facoltà del Governo di prorogare fino al 31 dicembre 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici relativi a tutti i provvedimenti elencati nella Tabella 1 con D.P.C.M. adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.