giovedì 24 febbraio 2011

Crisi libica, cosa leggere per saperne di più


§ Unrest and Libya’s Energy Industry, in: http://www.stratfor.com/ , 22 febbraio 2011 17

§ F. Halliday, Libya’s Regime at 40: A State of Kleptocracy, in: www.isn.ethz.ch/isn , 21 febbraio 2011 21

§ E. Fassi, Democratizzazione nel mondo arabo? Il ruolo degli attori esterni, in: ISPI Commentary, 15 febbraio 2011 25

§ Un modello turco per il mondo arabo?, ISPI dossier, febbraio 2011 27

§ L. Gambardella, Libia: gli scenari a breve termine del regime di Gheddafi, in: http://www.equilibri.net/nuovo , 3 febbraio 2011 33

§ E. Remondino, Mediterraneo in fiamme: l’Europa e l’esportazione della democrazia, ISPI Commentary, 2 febbraio 2011 39

§ A. Varvelli, Sponda sud: i colpevoli ritardi dell’Europa, ISPI Commentary, 2 febbraio 2011 41

§ S. Hamid, In the Middle East: Two Models for Democratic Change, in: www.brookings.edu , 2 febbraio 2011 43

§ P. McCrum, Libya - Succession and Reform, in: www.isn.ethz.ch/isn , 26 gennaio 2011 45

§ S. Dennison, To engage or not to engage?, in: http://ecfr.eu/ , 26 novembre 2010 49

§ N. Ronzitti, Dopo il voto della Camera – Lo scontro sui respingimenti e il trattato Italia-Libia, in: http://www.affarinternazionali.it/ , 15 novembre 2010 51

§ R. Cortinovis, Italia: pro e contro dell’amicizia speciale con Tripoli, in: http://www.equilibri.net/nuovo , 14 settembre 2010 55

§ U. Profazio, Libia: una presunta normalizzazione, in: http://www.equilibri.net/nuovo , 30 agosto 2010 59

§ V. Talbot, La crisi dell’UpM e il futuro della cooperazione euro-mediterranea, ISPI Commentary, 7 luglio 2010 63

§ A. Varvelli, Libia: vere riforme oltre la retorica?, ISPI Analysis, n. 17 – luglio 2010 65

§ Istituto Universitario Europeo – CARIM – Consortium for Applied Research on International Migration – Libya - The Migration Scene - Which implications for migrants and refugees?, Carim Policy Brief, n. 1 – giugno 2010 73

§ A. Pargeter, Reform in Libya: Chimera or reality?, IAI - Mediterranean Paper Series 2010 79

§ V. Delicato, The Fight Against the Smuggling of Migrants in the Mediterranean, IAI – Mediterranean Paper Series 2010 79

§ N. Ronzitti, Politica estera italiana - Luci e ombre del Trattato tra Italia e Libia, in: www.affarinternazionali.it, 8 febbraio 2009 79

§ N. Ronzitti, Il trattato Italia-Libia di amicizia, partenariato e cooperazione, Dossier n. 108, a cura del Servizio Studi del Senato della Repubblica, gennaio 2009 79

§ D. Perrin, Aspects juridiques de la migration circulaire dans l’espace Euro-Méditerranéen. Le cas de la Libye, CARIM notes d’analyse et de synthèse 2008/23 79

L'accordo culturare e scientifico con Panama

Contenuto dell’accordo
L’Accordo, sottoscritto tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di Panama il 2 maggio 2007 reca disposizioni analoghe a quelle contenute in intese simili concluse con altri Stati in materia culturale, rientrando nelle attività internazionali finalizzate a rafforzare i legami di amicizia tra Paesi, in una concezione della collaborazione culturale quale strumento di politica estera. L'Accordo in esame si compone di un breve preambolo e di 21 articoli.
L'articolo 1 impegna le Parti a promuovere la cooperazione nei settori della cultura, della scienza e della tecnologia – come anche nel campo linguistico e delle rispettive tradizioni -, in conformità con le rispettive legislazioni nazionali. Il successivo articolo 4 precisa che le Parti potranno di comune accordo richiedere la partecipazione di Organismi internazionali al finanziamento o alla messa in atto di progetti collegati alle forme di cooperazione contemplate nell'Accordo in esame o in accordi complementari da esso scaturiti.
L’articolo 2 prevede la cooperazione interuniversitaria attraverso la realizzazione di progetti, ricerche e scambio di docenti, come anche l’insegnamento delle rispettive lingue e letterature, mediante l’istituzione di cattedre e lettorati; l’articolo 3, d’altronde,impegna le Parti a favorire la cooperazione in ambito archivistico, museale e bibliotecario, anche attraverso lo scambio di materiali ed esperti.
In materia di istruzione, gli articoli 5 e 6 prevedono che le Parti si attivino per promuovere l’insediamento e l’operatività di istituzioni culturali e scolastiche dell’altra Parte e la conoscenza dei rispettivi sistemi di istruzione. In base all’articolo 7, inoltre, verranno concesse borse di studio a studenti, specialisti e laureati dell’altra Parte che condurranno ricerche nei settori umanistico, artistico, scientifico e tecnologico. Gli studenti verranno anche favoriti dalla disposizione che prevede, previo approfondito scambio di informazioni sui rispettivi istituti di istruzione superiore, un’equa valutazione dei titoli di studio da essi rilasciati, onde consentirne l’utilizzazione per la prosecuzione degli studi nel territorio dell’altra Parte contraente (articolo 8). Al fine di allargare la conoscenza delle reciproche opere di letteratura, narrativa e saggistica, è prevista, dall’articolo 9, la collaborazione in campo editoriale che comporterà la traduzione e la pubblicazione di tali opere.
E’ altresì promossa la collaborazione nei settori della musica, della danza, delle arti visive, del teatro e del cinema (articolo 10) attraverso lo scambio di artisti, nonché l’organizzazione di mostre e la partecipazione a festival e altre consimili manifestazioni.
L’Accordo favorisce altresì la reciproca conoscenza della vita politica, economica, culturale e sociale – con particolare riguardo alla tutela dei diritti umani e delle minoranze, nonché delle libertà civili e politiche -, lo scambio di informazioni nei settori dello sport e della gioventù e la collaborazione fra i rispettivi organismi radiotelevisivi (rispettivamente articoli 14, 13 e 11).
La collaborazione tra le Parti si svolgerà anche nel campo archeologico e degli studi antropologici, con particolare attenzione alle attività volte alla valorizzazione, conservazione e restauro del patrimonio culturale, facilitando l’ingresso delle missioni di studiosi a ciò preposte (articolo 16), e più in generale delle persone e dei materiali rientranti nei settori di cooperazione previsti nell’Accordo in esame (articolo 17).
Sono inoltre contemplate misure volte ad impedire traffici illeciti di beni culturali, mezzi audiovisivi e documenti soggetti a protezione (articolo 12).
La cooperazione scientifica e tecnologica avverrà, in base all’articolo 15, attraverso accordi e progetti fra istituzioni pubbliche e private, con particolare riguardo ai campi dell’ambiente e della tutela della salute. In particolare, è previsto in tale quadro lo scambio di esperti e ricercatori, l’ organizzazione di seminari e conferenze in ambito scientifico-tecnologico, l’effettuazione di ricerche comuni, la partecipazione congiunta a programmi-quadro dell’Unione europea nel settore scientifico-tecnologico, la stipula di specifici accordi tra università ed enti di ricerca dei due paesi.
Assai importante è quanto previsto dall’articolo 18, con il quale le Parti si impegnano alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale derivanti dall’attuazione dell’Accordo in esame, con prevalenza delle disposizioni di accordi internazionali vigenti per entrambe le Parti. È altresì previsto che le informazioni scientifico-tecnologiche soggette a diritti di proprietà intellettuale e che siano derivate dall’attività di collaborazione nel quadro dell’Accordo in esame non possano essere divulgate a terzi se non con il consenso scritto di entrambe le Parti.
Viene istituita, dall’articolo 19, una Commissione Mista, con il compito di monitorare lo stato della collaborazione culturale fra le Parti e di redigere programmi esecutivi pluriennali.
Gli articolo 20 e 21, infine, recano le clausole di rito relative alla ratifica, all’entrata in vigore, alla durata dell’Accordo, che si prevede sia illimitata, salvo denuncia, che avrà effetto sei mesi dopo la notifica all’altra Parte contraente - con esclusione dell'esecuzione dei programmi in corso, se entrambe le Parti non decidono diversamente. È contemplata la possibilità di modifica consensuale dell’Accordo tramite le vie diplomatiche. Infine, una volta entrato in vigore l’Accordo in esame determinerà la decadenza dell’Accordo di cooperazione culturale italo-panamense firmato il 20 maggio 1980, anche in questo caso senza pregiudizio dell’esecuzione dei programmi eventualmente in corso.

Contenuto del disegno di legge di ratifica
Il disegno di legge in esame si compone di quattro articoli. I primi due recano, rispettivamente, l’autorizzazione alla ratifica e l’ordine di esecuzione dell’Accordo di cooperazione culturale e scientifica tra Italia e Panama del 2 maggio 2007.
L’articolo 3 quantifica gli oneri derivanti dall’applicazione dell’Accordo, che sono valutati in 331.200 euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012, e in 335.840 euro annui a decorrere dal 2013. La copertura di tali oneri è reperita nello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2011-2013, nell’ambito dei fondi speciali di parte corrente dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri.
La relazione tecnica allegata al disegno di legge di ratifica fornisce una dettagliata previsione degli oneri derivanti da alcuni articoli dell’Accordo, riconducibili a contributi per la diffusione dell’insegnamento della lingua italiana a Panama (art. 1 dell’Accordo), allo scambio di docenti e ricercatori (art. 2), alla collaborazione tra i rispettivi Archivi e Biblioteche (art. 3),alla concessione di borse di studio (art. 7), al sostegno alle manifestazioni nei settori artistico, dello spettacolo e della musica (art. 10), agli scambi giovanili (art. 13), alla realizzazione di progetti scientifico-tecnologici congiunti (art. 15), alle riunioni della Commissione mista di cui all’art. 19.
L’articolo 4, infine, dispone l’entrata in vigore della legge per il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Oltre alla relazione tecnica, il disegno di legge di autorizzazione alla ratifica è corredato di un’ Analisi tecnico-normativa (ATN) e di un’Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR). Nell’Analisi tecnico-normativa si sottolinea in particolare che il nuovo Accordo di collaborazione culturale italo-panamense necessiti di ratifica legislativa: la sussistenza, infatti, di oneri previsti dall’Accordo a carico del bilancio dello Stato riconduce l’autorizzazione alla ratifica del medesimo alle fattispecie di cui all’articolo 80 Cost.

I senatori del Fli sono stati traditi da Fini

Voce Repubblicana del 25 febbraio 2011
Intervista a Gilberto Pichetto Fratin
di Lanfranco Palazzolo
(Il senatore Pichetto Fratin è al centro)

I senatori che hanno scelto di tornare nel Pdl hanno fatto solo una scelta politica. Le critiche del Fli sono assurde. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Gilberto Pichetto Fratin del Pdl.
Senatore Pichetto Fratin, cosa sta succedendo al Senato dopo il crollo del gruppo parlamentare di Futuro e libertà?
“Il gruppo parlamentare del Fli al Senato era nato con una posizione chiara di centrodestra. E questa posizione era stata manifestata più volte dal capogruppo Pasquale Viespoli. La creazione del Partito di Futuro e libertà ha spostato l’asse di questa formazione a sinistra. A quel punto, molti senatori hanno deciso coerentemente di fare una scelta precisa tornando nel Popolo delle libertà. Alcuni di loro hanno pensato bene di mantenere la posizione storica a favore del centrodestra, che gli ha permesso di essere eletti con il centrodestra”.
Alcuni esponenti di Futuro e libertà hanno cercato di diffondere un clima di confusione nel Pdl facendo girare delle voci sul fatto che lei non sarebbe stato ricandidato e che altri parlamentari non sarebbero stati rieletti. Un altro senatore che non aveva intenzione di andare nel Fli, Piergiorgio Massidda, si è visto addirittura convocare una conferenza stampa dai futuristi senza nemmeno essere stato avvertito?
“Quando è uscita la notizia della mia mancata candidatura, questa voce ha riguardato me e altri senatori. Ma la loro era solo una simulazione per dimostrare che il Fli avrebbe tolto degli eletti al Pdl. Io ero l’ultimo degli eletti al Senato nella circoscrizione del Piemonte; il senatore Messina era l’ultimo degli eletti in Lombardia; la senatrice Bonfrisco l’ultima eletta in Veneto. Per loro, noi dovevamo essere gli esclusi dal Parlamento. Ma la loro era solo una pura simulazione aritmetica, che nulla aveva a che fare con la realtà dei fatti. Su questi parlamentari che ho citato non ci sono affatto dubbi sulla loro fedeltà, oltre che sulla mia. Noi siamo sempre rimasti fedeli a Silvio Berlusconi”.
Il senatore piemontese Menardi ha deciso di tornare nel Pdl. Cosa le ha detto sul cambiamento di collocazione del Fli?
“Ho avuto modo di discutere con Menardi di quello che è successo. Lui ha fatto una scelta coerente tornando nel Pdl. Non si aspettava di passare da un movimento che doveva essere la terza gamba del centrodestra a un partito vassallo della sinistra. Alla fine, ha tratto le conclusioni di questa situazione tornando nel Pdl”.
Fini ha parlato di potere finanziario di Berlusconi. Come ha trovato queste dichiarazioni?
“Anche qualche mese fa molti parlamentari hanno abbandonato il Pdl per entrare nel Fli. Ma allora nessuno ha gridato alla corruzione. Tra Senato e Camera ci sono stati circa 70 passaggi di gruppo per ricollocarsi. Sono scelte politiche. Non vedo alcuno scandalo”.

Gheddafi come Milosevic

Voce Repubblicana del 24 febbraio 2011
Intervista a Giuseppe Esposito
di Lanfranco Palazzolo

Gheddafi è paragonabile a Milosevic. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pdl Giuseppe Esposito, membro della Commissione Difesa del Senato e membro del Copasir.
Senatore Esposito, cosa pensa della situazione che si è venuta a creare in Libia con la rivolta che sta mettendo in difficoltà il regime dittatoriale del colonnello Gheddafi?
“Prima di tutto voglio ricordare che in Libia sta avvenendo un vero e proprio genocidio. Per quello che sta facendo, il colonnello Gheddafi è paragonabile a Slobodan Milosevic. L’Italia non ha fatto degli accordi con Gheddafi, ma con la Libia. Ecco perché sono certo che gli accordi presi tra Italia e Libia verranno mantenuti. In questo momento siamo vicini al popolo libico. Questa è una posizione di tutti all’interno del Popolo delle libertà. Il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini lo ha ripetuto nell’incontro che si è svolto al Cairo. In queste ore abbiamo avuto modo di comprendere meglio quello che è accaduto. L’ultimo tentativo di Gheddafi di voler apparire come una vittima degli italiani dimostra che lo abbiamo ‘scaricato’”.
Come definirebbe le critiche delle opposizioni e in particolare quelle del Pd?
“La diplomazia ha dei tempi più lunghi della ragione politica: l’obiettivo è quello di far incontrare l’esigenze politiche con la diplomazia. Ora la diplomazia italiana sta lavorando per questo obiettivo”.
Il Governo italiano si sta occupando di quei preparativi necessari ad accogliere migliaia di profughi dalla Libia e per riportare i nostri connazionali da quel paese?
“Per quanto riguarda i nostri connazionali, sono in corso le operazioni per il rientro. La marina ha dislocato nel Sud del Mediterraneo delle navi per riprendere i nostri connazionali. Due C-130 erano pronti per decollare alla volta della Libia per riprendere gli italiani. Uno dei due velivoli è rimasto a terra per ragioni di sicurezza perché sembra che in un aeroporto libico si stava sparando. In linea di massima la situazione è sotto controllo. Per quanto riguarda l’esodo di massa sono molto preoccupato se non saranno fatti abbastanza sforzi per creare le condizioni per una democrazia nascente. L’Italia dovrà comunque adoperarsi affinché i libici restino nel loro paese”.
Qual è la natura politica dei rivoltosi che tentano di abbattere Gheddafi?
“Non sono convinto che questa situazione porterà un peggioramento per la Libia. Anzi, penso il contrario. Non dobbiamo aver paura di un nuovo governo. Dovremmo agevolare questo bisogno di libertà. Nel Maghreb è necessario portare la democrazia e la tolleranza. In Egitto, ad esempio, la situazione è cambiata. Nel corso delle manifestazioni dei giorni scorsi, tutti hanno constatato un ritorno alla tolleranza religiosa. Questo è un passo di democrazia molto importante”.