lunedì 28 febbraio 2011

La Libia diventi una democrazia liberista

Voce Repubblicana 1 marzo 2011
Intervista a Sergio Divina
di Lanfranco Palazzolo

Il nostro auspicio è che la Libia diventi ben presto una democrazia liberista. Lo ha detto alla “Voce” il senatore della Lega Sergio Divina.
Senatore Divina, le opposizioni attaccano il governo italiano per il rapporto tra questo esecutivo e la Libia.
“E’ ingeneroso addossare delle colpe a chicchessia. Il governo italiano ha dovuto, come tutti gli altri governi vicini, intrattenere relazioni con questo paese. Sapevamo che la Libia non era un paese campione di democrazia. In qualche caso è utile fare di necessità virtù. E’ necessario relazionarsi con i paesi del Mediterraneo per questioni relative all’immigrazione. Siamo riusciti a frenare l’immigrazione grazie ad un accordo con la Libia, dove abbiamo messo a disposizione dei libici i nostri mezzi e abbiamo avuto il permesso di perlustrare le coste libiche grazie a questo accordo. Noi abbiamo bisogno di energia dalla Libia e da altri paesi. Credo che la Libia sia uno dei primi partner con i quali abbiamo rapporti per l’acquisto di petrolio e gas. Non si poteva prescindere di avere rapporti economici e commerciali con la Libia”.
Cosa pensate di quello che sta accadendo?
“Vediamo con preoccupazione l’evolversi della situazione. Diciamo che potrebbe essere una svolta democratica indolore per noi. Ma non per loro. Mi pare che i morti siano diverse migliaia con episodi di violenza di una gravità inaudita. Vedremo cosa faranno le nuove forze che governeranno il paese. Ho l’impressione che i consigli delle tribù e delle tribù di montagna hanno deciso di appoggiare la rivoluzione”.
Il cardinale Bagnasco ha fatto una dichiarazione nella quale ha detto di comprendere l’azione dei rivoltosi.
“Noi rispettiamo la Chiesa come Stato. Anche il Vaticano ha il diritto di dire quello che pensa della situazione in Libia”.
Cosa sta succedendo nei paesi arabi e in Libia?
“Secondo me, una svolta improntata al liberismo e alla democrazia è auspicabile per la Libia. Quello che non riesco a comprendere – e questa è una preoccupazione di tutti gli analisti - è il collegamento dei movimenti delle masse arabe. Non riusciamo a comprendere il comune denominatore che ha fatto scoppiare queste rivolte in gran parte del mondo arabo. La Tunisia, l’Egitto, la Libia sono paesi che erano governati stabilmente da autocrazie. E non da monarchie. Questa lettura è difficile. Non vorrei che dietro queste rivolte ci siano anche delle radici fondamentaliste. Se questi paesi fossero appannaggio di forze estremiste, tendenti ad un radicalismo fondamentalista, sarà tutta l’Europa a doversi preoccupare”.
La Libia ha messo lo zampino in molte società italiane. Cosa accadrà?
“Tripoli è entrata in molte società private e banche, ma come socio di minoranza. Ecco perché i fatti di questi giorni non incideranno su queste società”.

La Commissione Onu sullo status delle donne (22 febbraio - 4 marzo 2011)


Cari amici, in questi giorni si riunisce la Commissione sullo Status delle donne. Si tratta di un vertice importante che segue gli sviluppi mondiali della condizione della donna in tutto il mondo. Qui di seguito vi lascio tutte le informazioni relative su questo appuntamento, che è un utile spazio di conoscenza su quello che stanno facendo le organizzazioni internazionali e la politica italiana sul ruolo della donna. Buona lettura.

La Commissione sullo status delle donne (CSW) è stata istituita dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) con la risoluzione 11 del 21 giugno 1946, come organismo parallelo alla Commissione sui Diritti Umani. Il compito principale della Commissione, il cui mandato è stato esteso nel 1987 (risoluzione ECOSOC 1987/22), è quello di elaborare rapporti e fornire raccomandazioni all’ECOSOC sulla promozione dei diritti delle donne in campo politico, economico, sociale e dell’istruzione. La Commissione presenta, inoltre, raccomandazioni e proposte d’azione al Consiglio su problemi urgenti che richiedono l’immediata attenzione nel settore dei diritti umani.
Ogni anno, i rappresentanti degli Stati membri si riuniscono per fare il punto sui progressi riguardanti la parità di genere, per individuare le sfide future, per stabilire gli standard globali e per formulare politiche concrete di promozione della parità di genere e dell’avanzamento delle donne in generale.
La Commissione si riunisce annualmente per un periodo di dieci giorni di lavoro, alla fine di febbraio – inizio marzo. La riunione è in corso in questi giorni.
Si ricorda che particolare rilevanza ha avuto nel settembre del 1995 la Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne a Pechino, che ebbe un grande successo nel determinare un nuovo impegno internazionale verso gli obiettivi dell'uguaglianza, dello sviluppo e della pace per tutte le donne del pianeta, facendo evolvere l'agenda globale verso il progresso delle donne nel ventunesimo secolo.
Al termine dei lavori, la Conferenza di Pechino adottò la: Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma di Azione di Pechino (Platform for Action). Questi due documentirappresentano tutt’oggi le disposizioni della comunità internazionale per la promozione di maggiori poteri e responsabilità delle donne e del principio di eguaglianza di genere.
Vale ricordare, per contiguità di materia, la Convenzione per la eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW). Tale Convenzione fu adottata dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1979. Essa consta di un testo composto da un preambolo e da 30 articoli. Nel testo vengono fornite le definizioni di discriminazione contro le donne e vengono previste azioni nazionali per porre fine alle discriminazioni. La firma della Convenzione fu oggetto di una speciale cerimonia che avvenne a Copenhagen il 17 luglio 1980. La Convenzione entrò poi in vigore il 3 settembre 1981.
L’Italia ha ratificato la Convenzione con la legge 14 marzo 1985, n 132.
E’ stato aperto alla firma nel 1999 un Protocollo opzionale alla Convenzione. In esso viene tra l’altro prevista la possibilità per i privati e le loro associazioni di adire il Comitato ONU per la eliminazioni delle discriminazioni contro le donne, inviando specifici esposti e lamentele. Si specifica che tale Comitato è un organo diverso dalla CSW.
Il Protocollo opzionale è stato firmato dall’Italia il 10 dicembre 1999, ed è stato ratificato il 22 settembre 2000.
Si ricorda infine che la CEDAW sarà oggetto di celebrazione durante una specifica seduta dei lavori della CSW.
La Commissione sullo status delle donne ha ricevuto il compito dall’Assemblea Generale ONU di integrare nel suo programma il follow-up della Quarta conferenza Mondiale sulle Donne. A partire dal 1995, quindi, effettua la verifica della attuazione degli obiettivi fissati nella Conferenza di Pechino; ha quindi esaminato numerose delle aree critiche contenute nella Piattaforma stessa, allo scopo di verificare i progressi compiuti e di avanzare le raccomandazioni necessarie per accelerarne l'attuazione.

Nel 2000, l’Assemblea Generale – nel corso della 23a sessione speciale “Donne 2000: uguaglianza di genere, sviluppo e pace per il 21° secolo” - ha riesaminato i progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi contenuti nella Platform for Action e ha adottato due risoluzioni[4] contenenti, rispettivamente una Dichiarazione politica e Ulteriori Azioni e Iniziative per attuare la Dichiarazione di Pechino e la Piattaforma di Azione.
Si ricorda altresì che compito della Commissione è anche quello di analizzare la situazione della condizione della donna alla luce degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Gli obiettivi di Sviluppo del Millennio sono otto obiettivi che le Nazioni Unite hanno deciso di istituire, nel 2000, per il miglioramento complessivo di molte condizioni di vita dell’umanità. Essi sono:

1. Sradicare la povertà estrema e la fame
2. Garantire l'educazione primaria universale
3. Promuovere la parità dei sessi e l'autonomia delle donne
4. Ridurre la mortalità infantile
5. Migliorare la salute materna
6. Combattere l'HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie
7. Garantire la sostenibilità ambientale
8. Sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo

Appare evidente come gli otto obiettivi, in maniera più o meno marcata per ciascuno di essi, possano presentare profili riconducibili al tema della condizione della donna.

In questo contesto, la Commissione CSW ha deciso di inserire nel suo programma di lavoro 2010-2014 anche la verifica del raggiungimento degli Obiettivi del Millennio.

Evento parlamentare
A partire dalla sessione del 2005 è invalsa la pratica di organizzare, contestualmente alla sessione CSW, una giornata parlamentare (talvolta denominato evento parlamentare) organizzata dalla Unione Interparlamentare (UIP) in collaborazione con la Divisione per il progresso delle donne delle Nazioni Unite.
L’evento parlamentare ha avuto luogo il 23 febbraio 2011 ed ha avuto come tema: il ruolo dei Parlamenti nel promuovere l’accesso e la partecipazione delle donne e delle ragazze all’istruzione, alla formazione, alla scienza ed alla tecnologia (Room 6, UN Headquarters, New York, 10.00 -18.00) .
Si ricorda altresì che la UIP ha organizzato due side-event (evento parlamentare collaterale) il 25 febbraio 2011:
· Parlamenti e gli Obiettivi del Millennio (Conference Room A, 10.00-11:15)
· Violenza politica contro le donne (Conference Room A, 15.00-16.15)

Funzionamento
La Commissione si avvale per il suo funzionamento dell’ausilio della Divisione per il progresso delle donne delle Nazioni Unite, struttura che svolge anche le funzioni di Segretariato della Commissione e del suo Bureau.
Per contribuire ad una migliore comprensione del tema in discussione e per assistere la Commissione nelle sue deliberazioni, la Divisione per il progresso delle donne delle Nazioni Unite ha istituito altresì un Gruppo di esperti (Expert Group Meeting - EGM). Tale Gruppo ha licenziato, nel dicembre 2009, uno speciale Report che costituisce un supporto documentale per affrontare le tematiche oggetto dei lavori della Sessione 2010.

Composizione
La Commissione, inizialmente composta da 15 membri, è ora formata da 45 membri eletti dal Consiglio economico e sociale (ECOSOC) per un periodo di quattro anni. I membri, designati dai Governi, sono eletti sulla base dei seguenti criteri: tredici provenienti dagli Stati dell’Africa; undici dagli Stati dell’Asia; quattro dagli Stati dell’Europa dell’Est; nove dall’America Latina e dai Caraibi ed otto dall’Europa occidentale e dagli altri Stati.
Si ricorda che l’Italia fa parte della Commissione dal 2009 e che la sua partecipazione scadrà al termine al termine della sessione 2013.
Il Bureau della Commissione è invece un organo più ristretto che ha il compito di preparare la sessione annuale e assicurarne il buon andamento. I membri del Bureau sono eletti per due anni. Nel 2002, per migliorarne l’attività ed assicurare maggiore continuità, la Commissione ha stabilito di riunirsi subito dopo la chiusura della sessione annuale allo scopo di eleggere il nuovo Presidente e gli altri membri del Bureau.

Bureau
Il Bureau costituito per la 54.ma e 55.ma sessione è composto dai seguenti membri:
Signor Garen Nazarian(Armenia), per il Gruppo di Stati dell’Europa dell’est, Presidente.
Signora Leysa Sow (Senegal), per il Gruppo Africano, Vice Presidente.
Signor Filippo Cinti (Italia), per il Gruppo Europa occidentale e Altri Stati, Vice Presidente.
Signora Maria Luz Melon (Paraguay), per il Gruppo Latino Americano e Caraibi.
Nella sua prima riunione, il 22 febbraio 2011, la Commissione sarà chiamata ad eleggere Tetsuya Rimura (Giappone), che è stato nominato dal gruppo asiatico degli Staticomevicepresidente,nonché a designare unodeivicepresidenti quale relatoredi della Commissione.

Si segnala quindi la presenza di un italiano, il Primo Segretario Filippo Cinti, della Rappresentanza Permanente Italiana presso l’ONU, nella compagine del Bureau.
Di solito, al termine della riunione annuale la Commissione approva delle Conclusioni concordate, che contengono tra l’altro un insieme di temi prioritari per l’anno di lavoro. In genere, le conclusioni contengono un’analisi su temi di particolare interesse, nonché una serie di raccomandazioni concrete per i Governi, gli organi intergovernativi ed altre istituzioni della società civile, da attuare a livello internazionale, nazionale regionale e locale.

Nel caso della presente Sessione tale deliberazione si discosterà in parte dall’usuale prassi in ragione del particolare tema celebrativo del quindicennio dalla Dichiarazione di Pechino.
Oltre alle Conclusioni, la Commissioni adotta una serie di risoluzioni su varie questioni, tra cui la situazione e l’assistenza per le donne palestinesi, donne, bambine ed HIV, etc.
Il rapporto finale della Commissione è poi sottoposto, per l’adozione, all’ECOSOC.

La 55ma Sessione della CSW
La 55ma Sessione della Commissione si sta svolgendo a New York, nel quartiere generale delle Nazioni Unite (22 febbraio al 4 marzo 2011).
La delegazione italiana alla Conferenza di new York è guidata, come nelle sessioni precedenti, dal Ministro per le pari opportunità, Maria Rosaria Carfagna.

Ai lavori partecipa anche una delegazione parlamentare, composta, per la Camera dei deputati, dalla Presidente Lorena Milanato (PDL) e dall’on. Sesa Amici (PD), rispettivamente Presidente e componente del Comitato per le pari opportunità della Camera; mentre per il Senato parteciperanno le senatrici Mariapia Garavaglia (PD), della Commissione Istruzione, e Ada Spadoni Urbani (PDL), Segretario della Commissione Lavoro.

Partecipazione parlamentare alle Conferenze precedenti
La 54ma sessione della Commissione sullo status delle donne (CSW) ha avuto luogo a New York dal 1° al 12 marzo 2010. L'evento parlamentare, organizzato congiuntamente dalle Nazioni Unite e dall'Unione interparlamentare, si è svolto il 2 marzo 2010 ed è stato dedicato al tema "Il ruolo dei Parlamenti nel rafforzare i diritti delle donne 15 anni dopo Pechino". Hanno partecipato ai lavori della Sessione le onn. Lorena Milanato (PdL - Presidente del Comitato per la pari opportunità), Emilia Grazia De Biasi (PD - membro del Comitato per le pari opportunità) e la sen. Anna Maria Serafini (PD - Vice Presidente della Commissione per l'Infanzia del Senato). La delegazione italiana era guidata dal Ministro per le Pari Opportunità, on. Maria Rosaria Carfagna.
La 53ma sessione annuale della CSW si è tenuta a New York dal 2 al 13 marzo 2009 ed ha avuto per tema “l’equa condivisione delle responsabilità tra donne e uomini nelle prestazioni di cure ai malati di HIV/AIDS”. Una delegazione parlamentare composta dalle onorevoli Emilia De Biasi (PD), Segretario di Presidenza, e Paola Pelino (PDL), componenti la Commissione Pari Opportunità, per la Camera, e per il Senato dalle senatrici Vittoria Franco (PD), della Commissione Istruzione, e Maria Ida Germontani (PDL), della Commissione Finanze e della Commissione Politiche dell'Unione europea, ha partecipato alla sessione ministeriale nell’ambito della delegazione italiana, guidata dal Ministro per le Pari Opportunità, on. Maria Rosaria Carfagna. In occasione dell’evento, si è inoltre tenuta, il 4 marzo, una riunione dell’Unione Interparlamentare presso la sede delle Nazioni Unite a New York, nel corso della quale le onorevoli De Biasi e Pelino hanno svolto un intervento a nome del Parlamento italiano.
Per quanto riguarda le precedenti legislature, la partecipazione parlamentare alle Conferenze organizzate a partire dal 2005 è stata la seguente:

Nella XV legislatura:
- Nel 2008, il Presidente aveva dato indicazione che il rappresentante della Camera fosse scelto nell’ambito del Comitato Pari opportunità, ma nessuna delle componenti ha potuto partecipare ai lavori, a causa dello scioglimento anticipato delle Camere.
- Nel 2007 la delegazione italiana, guidata dal ministro Barbara Pollastrini, era composta dai senn. Maria Burani Procaccini (FI) e Marco Filippi (Ulivo), della Commissione infanzia, mentre nessuna delegazione in rappresentanza della Camera dei Deputati ha preso parte all’evento in ragione dell’intenso calendario dei lavori parlamentari.
Nella XIV legislatura:
- Nel 2006, ha partecipato alla 50ma Sessione annuale (28 febbraio - 2 marzo), nell’ambito della delegazione italiana, guidata dal Ministro per le Pari opportunità, on. Stefania Prestigiacomo, l’on. Monica Baldi (FI), Segretario della Commissione Affari esteri.
- Nel 2005, la delegazione italiana, guidata dal ministro Stefania Prestigiacomo, si componeva delle onn. Maria Burani Procaccini (FI), Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia (FI) e Gabriella Pistone (Misto-Comunisti italiani), Segretario di Presidenza, nonché delle senn. Laura Bianconi (FI) ed Emanuela Baio Dossi (Margherita-DL-L’Ulivo).