venerdì 4 marzo 2011

Il Patto Franco-Tedesco per la convergenza e la competitività (Il testo)...e le reazioni pro & contro

Cari amici del mio blog, la Cancelliera tedesca, Merkel, ed il Presidente francese, Sarkozy, hanno presentato, a margine del Consiglio europeo straordinario del 4 febbraio scorso, un documento congiunto recante una proposta di “Patto per la convergenza e la competitività”. In questo post ho riportato il testo integrale del trattato internazionale e le reazioni positive e negative all'accordo che, questa è la mia opinione, rappresenta bene l'impossibilità politica di tenere insieme l'Unione europea.
"Noi, Capi di stato e di governo di xxx stabiliamo (in data xxx 2011) un “Patto per la competitività”.
L’Unione Europea ha già compiuto alcuni primi passi importanti per tutelare la stabilità finanziaria e favorire il ritorno ad una crescita sostenibile. Le proposte del gruppo di lavoro Van Rompuy per rendere più incisivo il Patto di stabilità e crescita e per prevenire e correggere gli squilibri macroeconomici dovranno essere adottate al più tardi entro il mese di giugno. Nell’ambito di tali proposte il meccanismo di sorveglianza macroeconomica deve essere avviato in particolare in quegli stati membri, che per i loro gravi deficit di concorrenza rappresentano un pericolo per la stabilità finanziaria dell’area dell’euro.
Tuttavia siamo disposti a compiere ulteriori passi decisivi: il presente Patto mira ad aumentare in modo duraturo la competitività degli stati partecipanti raggiungendo una maggiore convergenza economica. Ciò dovrà avvenire in base a impegni concreti, che siano più ambiziosi e più vincolanti di quelli già conclusi dai 27 paesi dell’UE. La nostra intenzione è di orientarci alle buone prassi (“benchmarking against the best”). Noi ci impegniamo sulla base di tre indicatori quantificabili, che costituiscono indici decisivi per la competitività delle nostre economie nazionali:
· indicatore per la valutazione della competitività dei prezzi (ad esempio la stabilità dei salari unitari reali, orientamento del costo del lavoro alla dinamica della produttività);

· stabilità complessiva delle finanze pubbliche (criterio di valutazione ancora da definire, tenendo conto dell’indebitamento pubblico esplicito ed implicito);

· tasso minimo per investimenti in ricerca, sviluppo, formazione e infrastrutture pari a x% del PIL (valore ancora da stabilire).

Noi ci impegniamo a sottoporci ad una valutazione fondata sui predetti indicatori, sulla base di un rapporto della Commissione (eventualmente con il sostegno della Banca Centrale Europea o del Comitato europeo per il rischio sistemico). Nell’ambito della nostra competenza nazionale adotteremo tutte le misure necessarie per aumentare la nostra competitività. Inviteremo i rappresentanti dei parlamenti nazionali degli stati partecipanti a riunirsi regolarmente per accompagnare tale processo di cooperazione rafforzata anche oltre l’ambito della normativa nazionale.

Per rafforzare la nostra competitività stabiliamo come primo passo “un programma per una maggiore competitività, articolato in sei punti”, le cui misure dovranno essere attuate a livello nazionale entro 12 mesi:

· Eliminazione dei sistemi di indicizzazione dei salari

· Accordo sul riconoscimento reciproco di titoli di studio e diplomi professionali per promuovere la mobilità del lavoro in Europa

· Impegno per la creazione di una base imponibile uniforme per l’imposta sul reddito delle persone giuridiche

· Adeguamento del sistema pensionistico allo sviluppo demografico (ad esempio - età pensionabile)

· Impegno per l’inserimento nelle rispettive carte costituzionali di tutti gli Stati membri di una disposizione che preveda un “freno all’indebitamento”

· Introduzione, per gli istituti di credito, di regimi nazionali per il superamento delle crisi

Noi, Capi di stato e di governo della zona euro (più X) verificheremo regolarmente l’attuazione del Patto per la competitività. Per l’organizzazione del nostro lavoro e per dare alle nostre delibere una solida base, definiremo le procedure necessarie e provvederemo ad espletare gli adempimenti istituzionali.
Preghiamo la Commissione, una volta trascorsi dodici mesi, di presentare alla nostra attenzione un rapporto sull’attuazione dei sei punti con le relative raccomandazioni. Inoltre prenderemo in considerazione l’introduzione di un meccanismo sanzionatorio.
Siamo convinti che il coordinamento rafforzato delle politiche decisive per la competitività dell’eurozona unitamente al nuovo meccanismo permanente anticrisi (ESM) garantiranno la stabilità duratura della nostra valuta. Questi due nuovi pilastri dell’Unione Economica e Monetaria stabiliscono un rapporto equilibrato tra i principi della responsabilità e della solidarietà che la sottendono.

Noi, Capi di stato e di governo di xxx contribuiamo con questo patto alla salvaguardia del successo dell’unificazione europea per le future generazioni".
Le reazioni negative all'accordo
Il progetto di Patto ha ricevuto il sostegno, in via informale, di Paesi Bassi, Finlandia ed Austria, mentre ha suscitato reazioni negative da parte di alcuni Stati membri ed Istituzioni dell’UE, fondate peraltro su ragioni di metodo e di merito differenti.
In senso contrario al Patto si è espresso il primo ministro belga, Leterme, che pur concordando con l’esigenza di una maggiore convergenza tra le politiche economiche ha contestato la riduzione dei margini di intervento nazionali che il Patto determinerebbe.
Anche il primo ministro lussemburghese e Presidente dell’Eurogruppo, Juncker, ha criticato l’iniziativa con specifico riferimento alla proposta di eliminare l’indicizzazione dei salari di cui, a suo avviso, non sarebbe provata in alcun modo l’incidenza sulla competitività europea.
Nel corso della sessione plenaria del Parlamento europeo del 15 febbraio a Strasburgo, il Presidente della Commissione europea Barroso e numerosi europarlamentari di vari gruppi politicihanno invece espresso forti critiche per il metodo sotteso all’iniziativa franco-tedesca, ribadendo che le misure volte a rafforzare la competitività e la crescita dovrebbero essere adottate nel rispetto dei Trattati e quindi secondo le procedure da esso previste.
Secondo fonti informali, Il Presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, e il Presidente della Commissione europea, Barroso, avrebbero avviato la predisposizione, in vista del Consiglio europeo straordinario dell’11 marzo e del Consiglio europeo del 24-25 marzo una nuova versione del Patto per la competitività che, rispetto alla proposta franco-tedesca non prevederebbe:
· l’eliminazione dei sistemi di indicizzazione dei salari, che sarebbe sostituito da un più generico impegno all’adeguamento dei salari all’evoluzione della produttività e alle moderazione delle retribuzioni nel settore pubblico nonché dalla sorveglianza sull’evoluzione dei costi unitari del lavoro;
· l’adeguamento automatico del sistema pensionistico allo sviluppo demografico che sarebbe sostituito dall’impegno alla sostenibilità dei sistemi pensionistici e di previdenza sociale. Soltanto i Paesi con gravi disavanzi sarebbero invitati ad adottare riforme che includerebbero anche l’allineamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita;
· l’inserimento nelle costituzioni nazionali di vincoli all’indebitamento;
Inoltre, si preciserebbe che la creazione di una base imponibile uniforme per l’imposta sul reddito delle persone giuridiche non dovrebbe accompagnarsi ad un’armonizzazione delle aliquote dell’imposta stessa.