mercoledì 9 marzo 2011

Matteo Renzi alla "Ruota della fortuna".


La politica italiana è caduta davvero in basso. Sono forse in pochi a ricordare che quel simpaticone del sindaco di Firenze Matteo Renzi ha partecipato a "La Ruota della Fortuna" su Canale 5. Ora, non voglio fare lo snob, ma credo che con i 48 milioni che ha raschiato a Canale 5 il Renzi avrà messo su un bel comitato elettorale. Adesso capisco perchè non molto tempo fa Matteo Renzi è andato ad Arcore: chissà, forse ha chiesto a Berlusconi di partecipare a "Il Milionario". Hai visto mai riesce a mettere da parte i soldi per candidarsi una seconda volta come sindaco di Firenze?!

Al-Qaeda in Libia?! Non esiste

Voce Repubblicana del 9 marzo 2011
Intervista al professor Ennio Di nolfo
di Lanfranco Palazzolo

Non esiste il pericolo di al-Qaeda in Libia. Lo ha detto alla “Voce” il professor Ennio Di Nolfo, docente di Relazioni delle relazioni internazionali all’università di Firenze.
Professor Di Nolfo, dopo l’esplosione della crisi libica la Nato interverrà?
“Non credo che ci sarà un intervento nel Mediterraneo. Penso che la Nato non riuscirà a prendere una decisione unanime in questa materia. La Nato deve decidere con una maggioranza larghissima l’ipotesi di un intervento in Libia. In questo caso ci sono almeno due o tre stati che non hanno alcun interesse a trasformare il Mediterraneo in un campo di battaglia. Questi paesi sono la Spagna, la Grecia, l’Italia, Cipro, Malta e forse anche la Francia. Mi sembra che questo scenario appartenga più all’ipotesi degli studi che alle ipotesi concrete”.
Per quanto concerne le conseguenze che ci saranno per il nostro paese, l’Italia è stata lasciata sola nell’affrontare l’emergenza umanitaria che riguarda quest’area?
“Più che lasciata sola, mi pare che l’Italia abbia preso da sola una serie di decisioni tutto sommato coerenti e corrette. Non sono d’accordo con chi pensa che in questo momento sia necessario gridare contro Gheddafi anche se quest’uomo resta un personaggio spregevole. Sono convinto che gli interessi dell’Italia devono valere sopra ogni altra considerazione. Ricordo che i libici detengono il 7 per cento della più importante banca italiana. Questo è un fattore che certo non si può trascurare. In un momento come questo l’Italia ha l’impressione di essere stata lasciata sola. Ma i Francesi non hanno certo l’interesse che l’Italia prenda troppo spazio nell’area dell’Africa settentrionale. In questa fase, in Africa settentrionale, è in corso una rivoluzione che sta portando un ricambio della classe dirigente. L’Italia ha seguito in maniera positiva questo tipo di evoluzione. Non so se altri paesi come la Gran Bretagna e la Francia condividano il ruolo assunto dall’Italia in quest’area. Ma è stata l’Italia a prendere certe iniziative sulla Libia”.
Gheddafi afferma che dietro questa rivolta c’è al-Quaeda.
“La Libia non è mai esistita come struttura sociale. Non è mai esistita un’amministrazione che coprisse tutto il territorio libico. La Libia è divisa in Tripolitania, Cirenaica e deserto sahariano. Questo paese ha una struttura tribale. Quindi è necessario analizzare la natura della rivolta attraverso i diversi interessi di queste realtà. Alcune tribù sono interessate al petrolio, i cirenaici odiano visceralmente Gheddafi. Loro hanno una matrice religiosa che è riconducibile ai fratelli musulmani più che ad al-Qaeda. Il richiamo di Gheddafi al pericolo di al-Qaeda è il tentativo del dittatore di trovare la solidarietà dell’Occidente. Ma questo pericolo non c’è”.