venerdì 18 marzo 2011

La Chiesa ha sempre ostacolato l'Italia

Voce Repubblicana del 19 marzo 2011
Intervista a Nicola Tranfaglia
di Lanfranco Palazzolo

La Chiesa ha sempre ostacolato il nostro processo unitario. Lo ha detto alla “Voce” lo storico ed eurodeputato del gruppo parlamentare Liberale al Parlamento Europeo Nicola Tranfaglia.
Professor Tranfaglia, Benedetto XVI ha ricordato che il contributo della Chiesa cattolica al processo unitario è stato importante. E’ rimasto sorpreso?
“Trovo queste parole molto sorprendenti. Vorrei dire che – da una parte – la dichiarazione di Benedetto XVI è accettabile. Dall’altra – se guardiamo con attenzione alla storia italiana – dobbiamo dire che la frase pronunciata dal conte Camillo Benso di Cavour alla quale sono da sempre favorevole, cioè “Libera chiesa in libero Stato”, è diventata da molto tempo un sogno. Oggi, con le pesanti interferenze del Vaticano nella vita politica italiana, possiamo ben dire che ci troviamo in una condizione in cui lo Stato sopravvive di fronte ad una libera Chiesa”.
La Chiesa ha sempre ostacolato il processo unitario?
“La Chiesa cattolica è sempre stata una forza che ha frenato ed ostacolato il processo risorgimentale. E lo ha particolarmente ostacolato proprio influendo sulle potenze europee che, solo nel periodo 1859-1861, hanno trovato un tacito accordo con Francia e Inghilterra per sostenere il processo unitario”.
Qual è stato l’atto di rottura compiuto dalla Chiesa contro l’Italia?
“Pio IX aveva cominciato ad apparire come qualcuno che voleva favorire l’unificazione italiana. Ma due anni dopo il suo arrivo sul soglio pontificio ha fatto marcia indietro. Credo che l’alleanza tra la Chiesa e il fascismo sia stato un altro grave danno per l’Italia”.
L’assenza di relazioni dirette tra lo Stato unitario e la Chiesa, prima del Concordato dl 1929, ha creato dei problemi al nostro paese?
“Come storico non penso che sia stato un grosso problema. Devo dire che questa situazione ha creato nella coscienza dei cattolici alcuni problemi. I cattolici sono entrati nella vita politica italiana ai tempi del non-expedit, quando hanno cominciato ad avere le prime cariche pubbliche importanti nel nostro paese”.
A chi addebita le responsabilità politiche per il ritorno della potenza ecclesiastica sul nostro paese? Tra Benito Mussolini e Bettino Craxi chi è stato il migliore benefattore concordatario della Chiesa?
“Le maggiori responsabilità sono state di Benito Mussolini. Dobbiamo dire che nel periodo in cui c’è stata l’egemonia socialista la revisione del Concordato non ha soddisfatto la coscienza laica del nostro paese”
La sinistra e tutte le altre forze dell’Arco costituzionale hanno commesso un grave errore a dare il via libera alla revisione concordataria del 1984?
“Credo che le forze di sinistra abbiano sbagliato. In quella occasione avrebbero dovuto essere più intransigenti di quanto non sono state nel 1984”.