venerdì 24 giugno 2011

Ground Swell

Alcuni errori dell'agenzia ANSA



Quell'emergenza è contraddittoria

Intervista ad Eugenio Sarno
Voce Repubblicana del 25 giugno 2011
di Lanfranco Palazzolo

Il Governo ha decretato per due anni lo stato di emergenza nelle carceri italiane, ma nello stesso tempo ha tagliato i fondi per l’amministrazione penitenziaria. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Eugenio Sarno, segretario della Uil Pa Penitenziari.
Eugenio Sarno, Marco Pannella è in sciopero della sete per difendere i diritti dei detenuti. Lei è intervenuto per ringraziare Pannella. Cosa è necessario fare?
“Le iniziative del leader radicale hanno ottenuto il mio sostegno personale e quello della Uil penitenziari. Queste battaglie hanno sempre fatto passare nel paese un messaggio di speranza per la situazione nelle carceri italiane. Purtroppo, da quale anno, è calato il sipario su tutto ciò che accade nel sistema penitenziario. Non ci riferiamo solo alle incivili condizioni di detenzione nelle carceri, ma anche le infamanti condizioni di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori penitenziari. Per questa ragione ho sentito la necessità di ringraziare Pannella per la sua iniziativa. Ho anche sentito la necessità di ringraziare il Presidente della Repubblica per l’attenzione che ha rivolto a questa battaglia scrivendo al leader radicale”.
Nel suo comunicato del 23 giugno sulla condizione nelle carceri lei ha rivolto delle critiche al Governo.
“Credo che le responsabilità della situazione nelle carceri non siano solo in capo al Governo e al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Credo che questa situazione dipenda anche dal disinteresse dimostrato da molti parlamentari. Il comportamento del Governo è stato contraddittorio. Per ben due anni il governo ha deliberato lo stato di emergenza nelle carceri italiane, ma nello stesso tempo ha tagliato i fondi relativi all’amministrazione penitenziaria. Mi pare che questa sia un’incoerenza in termini. Si è trattato di tagli molto importanti, che potrebbero portare alla quasi paralisi delle attività amministrative all’interno delle carceri italiane. In alcuni casi non vengono nemmeno garantite le risorse per il trasferimento dei detenuti in Calabria. Anche in Lombardia c’è il rischio di non poter garantire la presenza dei detenuti in aula. Non solo non si garantisce il diritto alla difesa dei detenuti, ma non si garantisce nemmeno lo svolgimento dei processi”.
Quali sono i rischi che corrono le strutture carcerarie?
“A metà settembre potrebbero addirittura finire i fondi per garantire il vitto nelle strutture carcerarie. Parliamo della colazione, del pranzo e della cena, che costano per lo Stato 3,40 euro per detenuto al giorno. Questo è l’aspetto più rischioso circa le condizioni dei detenuti nelle carceri italiane. Oggi si riesce a garantire ai detenuti una colazione con caffè e latte, un primo e un modesto secondo per i due pasti. Sulla qualità di questi pasti non voglio pronunciarmi”.

Questo è peggio della Iervolino

Intervista ad Amedeo Laboccetta
Voce Repubblicana del 24 giugno 2011
di Lanfranco Palazzolo

Alla prima verifica politica concreta De Magistris è andato a sbattere addosso ad un muro. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato napoletano del Popolo delle libertà Amedeo Labocetta.
Onorevole Labocetta, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris aveva promesso di liberare Napoli dall’immondizia in cinque giorni. Il sesto giorno la città è ancora un cumulo di sporcizie. Quali sono le sue valutazioni sul dramma di Napoli?
“Qualcuno deve avvisare rapidamente Luigi De Magistris che la campagna elettorale è finita da un pezzo. Evidentemente, il nuovo sindaco non se ne è accorto. Continua a sparare palle e ad imbrogliare i cittadini. Alla prima verifica politica concreta, De Magistris è andato a sbattere addosso ad un muro. Il sindaco di Napoli De Magistris aveva promesso che in cinque giorni avrebbe risolto politicamente ogni problema. De Magistris ha cominciato a capire che risolvere il problema dell’immondizia a Napoli non è così semplice come si poteva immaginare. Una cosa sono le parole, un’altra sono i fatti. Neanche San Gennaro, che a Napoli ha fatto tanti miracoli, poteva risolvere in così poco tempo una problematica così complessa come quella dell’immondizia. Lo scorso febbraio De Magistris, in qualità di Parlamentare europeo, era stato il protagonista di un’azione politica mirata a bloccare i fondi per Napoli. Oggi, De Magistris sta facendo di tutto per sbloccare questi fondi che lui stesso non voleva far arrivare nel capoluogo partenopeo. Per questa ragione è andato con il presidente della Regione Campania Caldoro a Bruxelles”.
Perché questi soldi non arrivano?
“Questi fondi possono essere sbloccati a condizione che il sistema integrato per la raccolta dei rifiuti funzioni. Quando De Magistris dice di no alla realizzazione di un termovalorizzatore si mette fuori da ogni scenario di modernizzazione del territorio impedendo la risoluzione di un problema complesso come quello dei rifiuti. Se continua così, tra qualche mese De Magistris dovrà cominciare a pensare ad una via di fuga”.
De Magistris ha parlato di un complotto della camorra contro di lui.
“Quello che dice De Magistris è scontato. Oggi accusa la camorra; domani dirà che c’è un piano di Berlusconi con la camorra; poi dirà che anche la mafia è entrata a Napoli. E’ troppo facile dire che a Napoli c’è la camorra. La camorra c’era anche prima. Oggi tocca affrontare l’emergenza napoletana con la tecnologia. I napoletani torneranno ad invidiare la Iervolino”.
Perché De Magistris ha arruolato in giunta un giudice della procura di Napoli?
“De Magistris avrà un occhio di riguardo da parte della magistratura napoletana. I suoi ex colleghi non gli creeranno problemi. Se alla guida della giunta ci fosse stato un altro sindaco l’atteggiamento della procura sarebbe stato diverso”.

Il dilemma dei ministeri al Nord

Voce Repubblicana del 23 giugno 2011
Intervista a Mario Bertolissi
di Lanfranco Palazzolo

Non esiste una norma costituzionale che impedisce il trasferimento dei ministeri al Nord. Lo ha detto alla “Voce” Mario Bertolissi, docente di diritto costituzionale all’università di Padova.
Prof. Bertolissi, in questi giorni si è parlato del trasferimento dei ministeri al Nord. Il leader della Lega Umberto Bossi lo ha chiesto al governo.
“Il diritto serve a risolvere i problemi e non deve essere di ostacolo. La dislocazione dei ministeri è uno strumento della politica del governo per la produzione di beni e di servizi. Non si deve mai ritenere che la produzione dei beni e dei servizi sia funzionale alla presenza dei ministeri in una determinata parte del paese. Sarebbe un errore. In punta di diritto la mia osservazione è la seguente. L’articolo 5 della Costituzione spiega che ‘la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento’. Da questo articolo non si desume nulla. Parlare di ‘Unità’ di ‘indivisibilità’ della Repubblica non permette di ritenere che lo spostamento dei ministeri minano questi due principi costituzionali. Mentre l’articolo 97 prevede che siano ‘assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione’”.
Qual è il problema allora?
“A cosa mirano questi trasferimenti. In teoria, la migliore delle soluzioni può rivelarsi la peggiore. La richiesta della Lega è però estemporanea. E in essa manca una visione generale dei problemi, manca una valutazione dei costi/benefici della scelta, con la fattibilità e la sostenibilità della scelta. Se si dovesse attuare questa scelta non si terrebbe conto dei compiti che gravano sul nostro paese. Si tratta di una proposta monca e improvvisata”.
Esiste una norma costituzionale dalla quale è possibile ritenere che il trasferimento dei ministeri sia vietato?
“Non esistono norme costituzionali che impediscono questo trasferimento. Non c’è in nessun articolo della Costituzione una disposizione che impedisce il trasferimento dei ministeri altrove, lontano dalla Capitale. Non c’è nessun articolo che stabilisce l’obbligatorietà dello stabilimento dei ministeri a Roma. Tuttavia, quello dei ministeri resta un importante questione di organizzazione dello Stato. L’organizzazione è un importante strumento della realizzazione delle azioni politiche”.
E’ necessaria una norma di legge per trasferire i ministeri?
“Sì, è necessaria. Ci vuole un dibattito in Parlamento e una decisione politica che tenga conto delle necessità politiche. La complessità dell’operazione comporta che questo atto sia compiuto con una legge del Parlamento e non con un decreto legge del governo”.

Noi crediamo in quella alleanza

Voce Repubblicana 22 giugno 2011
Intervista a Maurizio Fugatti
di Lanfranco Palazzolo

La Lega crede nell’alleanza con il Pdl, ma non vuole tirare a campare. Lo ha detto alla “Voce” il deputato della Lega Nord Maurizio Fugatti.
Onorevole Fugatti, quali sono le sue valutazioni sull’intervento politico di Umberto Bossi di domenica scorsa a Pontida?
“Noi crediamo che quanto è accaduto a Pontida sia un’azione di coraggio da parte della Lega. Il nostro partito ha posto sul piatto politico alcuni temi politici che sono molto importanti per il nostro paese. La crisi greca e alcune crisi finanziarie che stanno investendo alcuni paesi come la Grecia ci dicono che non possiamo tirate troppo la corda. Quindi questo è stato un momento di grande responsabilità e di coraggio da parte di Umberto Bossi. La Lega Nord ha posto sul tappeto molte questioni importanti, come quanti soldi si spendono per la missione della Nato Libia, alla quale l’Italia partecipa. Inoltre, la Lega ha presentato uno scadenziario di questi temi, in modo che siano”.
Per quanto riguarda Equitalia e il fisco, tema largamente evocato da Bossi, che cosa sta accadendo al Nord? Molti agricoltori del Nord sono stati sommersi dalle cartelle di pagamento.
“Ci sono ancora molte assurdità nel comportamento del fisco. Non è giusto che per una multa di poche centinaia di euro venga bloccata l’automobile oppure per 12 mila euro di debito venga messa un’ipoteca sulla prima casa. Questi comportamenti generano dei drammi incredibili per le persone che devono chiedere dei finanziamenti per le proprie attività economiche dalle banche. Gli istituti di credito, di fronte ad una nuova ipoteca, arrivano anche a bloccare i finanziamenti. Tutta questa serie di comportamenti di Equitalia hanno creato una serie di problemi che hanno provocato tante situazioni di disagio economico”.
Non avete mai pensato di introdurre una norma che avverta il cittadino sulle ipoteche messe sulla prima casa?
“Infatti, sotto i 2000 euro di multa adesso vengono inviate due lettere, a distanza di sei mesi, per annunciare che stanno per essere messe le ganasce alle macchine”.
Il discorso vale anche per la prima casa?
“Sotto i 20mila euro non verrà iscritta l’ipoteca sulla prima casa”.
Per la missione in Libia la Lega Nord pensa che sia meglio chiudere questa collaborazione con la Nato per trasferire queste risorse al contrasto contro l’immigrazione clandestina?
“Il ministro dell’Interno Maroni ha sottolineato proprio questa contraddizione. Si è creato un blocco in entrata verso la Libia per impedire che arrivino armi alla Libia, ma questo blocco deve avvenire anche in uscita per fermare i clandestini. Questo è anche quello che chiederemo alla Nato”.
Lo spirito dell’alleanza tra Lega e Pdl è solido?
“E’ solido fino al punto in cui le richieste fatte dalla Lega avranno risposta. Altrimenti non si può tirare a campare”.

Ha fatto bene a restare nell'alleanza

Intervista a Gregorio Fontana
Voce Repubblicana del 21 giugno 2011
di Lanfranco Palazzolo

Bossi ha fatto bene a restare nel governo perché con la sinistra non potrebbe mai realizzare il suo programma. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pdl Gregorio Fontana.
Onorevole Fontana, le opposizioni avevano atteso con ansia l’intervento di Umberto Bossi a Pontida.
“Nei giorni che hanno preceduto l’intervento di Umberto Bossi la sinistra ha fatto il suo gioco disegnando scenari irrealistici. La Lega Nord fa parte della maggioranza di governo. Il partito di Umberto Bossi ha dato segnali di attenzione rispetto a quello che bisognerà fare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Trovo che questa indicazione sia giusta. Anche nel Pdl questo tema è stato posto dopo le ultime sconfitte elettorali nelle amministrative. La coalizione deve ricominciare a dare risposte complete a quelle che sono le richieste dei cittadini e a quello che è il nostro programma di governo”.
Cosa è necessario fare sul fisco. Nel suo intervento Bossi ha parlato di Equitalia.
“L’arroganza del fisco sottolinea una certa arroganza della burocrazia. Lo Stato ha il dovere di esigere le tasse dai cittadini, ma non sempre è in grado di dare ai cittadini quei servizi che è lecito attendersi. E’ giusto che vi sia da parte del fisco la necessità di riscuotere le somme dovute, ma è anche necessario che lo Stato sia in grado di dare segnali di efficienza. Lo Stato deve essere in grado di fare sempre la sua parte e non perseguitare i cittadini che pagano le tasse”.
La Lega vuole diminuire l’impegno italiano nelle missioni di pace e in Libia.
“L’Italia ha fatto la sua parte sulla Libia. Le cose sono andate in maniera diversa rispetto alle previsioni della Nato. La situazione sul campo è stata forse sottovalutata. Adesso occorre cambiare strategia perché quella in corso rischia di essere una guerra lunga che potrebbe costarci molto politicamente. E’ giusto che ci sia un ripensamento su questo. Naturalmente questo ripensamento non ha nulla a che vedere con il grado di solidarietà e di rispetto che dobbiamo ai nostri uomini impegnati nelle missioni di pace all’estero che fanno benissimo il loro dovere”.
L’asse di governo Pdl -Lega tiene?
“Dobbiamo metterci un impegno maggiore. Non tenere conto di quello che è successo alle amministrative e sui referendum è suicida. Ricordo che il centrodestra italiano è però quello che ha dimostrato una tenuta politica superiore rispetto ad altri paesi come la Francia. Con il suo intervento a Pontida Bossi ha dimostrato di avere senso di responsabilità politica, ma anche avvertito che con la sinistra le idee della Lega non avrebbero mai potuto essere realizzate. L’elettorato della Lega è molto esigente. Il fatto che questo elettorato abbia mandato ai vertici del Carroccio questi segnali significa che queste richieste devono essere ascoltate”.