domenica 10 luglio 2011

Il terremoto in Provincia di Roma e il Televideo

 Domenica sera ero in casa quando ho appreso la notizia del terremoto vicino a Roma. La notizia mi ha messo una certa inquietudine perchè ho immediatamente pensato alle scosse di due anni fa. Ho appreso la notizia intorno alle 20.20 di questa sera da Rainews24 attraverso un flash della rete Rai. Ho cercato immediatamente riscontro sul Televideo. Invece, come notizia dell'ultima ora ho trovato una breve sui disordini al matrimonio del ministro Brunetta. Pochi minuti dopo, intorno alle 20.30, il celerissimi giornalisti di Rainews24 si erano messi in contatto con il professor Boschi e lo stavano intervistando con in bella vista una cartina del luogo del sisma. Ma dal televideo non è giunta nessuna notizia. Alla fine, 20 minuti dopo che la notizia era stata data da Rainews24 anche il Televideo passa la notizia. Sono le 20.40: miracolo al Televideo......


Un maledetto imbroglio

Voce Repubblicana del 9 luglio 2011
Intervista a Paolo Giaretta
di Lanfranco Palazzolo

Questa Finanziaria è contraddittoria. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Partito democratico Paolo Giaretta.
Senatore Giaretta, cosa pensa della Finanziaria varata dal Governo?
“Questa Finanziaria è un grande imbroglio tanto per usare una parola semplice. Man mano che la si legge emergono fatti veramente contraddittori ed insostenibili. Basta pensare al fatto che oltre al risparmio sull’adeguamento del risparmio pensionistico, che riguarda anche pensioni di modesta entità, l’inflazione sta rialzando la testa. Il Governo ha messo una piccola patrimoniale sui risparmi del ceto medio. Coloro che hanno risparmiato 50-60 mila euro nel corso di una vita di lavoro si trovano a pagare la stessa tassa di coloro che posseggono milioni di euro in titoli. In questo modo si annullano molti dei guadagni dei piccoli risparmiatori sui titoli di stato. La Delega fiscale viene presentata come un’operazione di restituzione di soldi ai cittadini. E, invece, questa delega ha il compito di produrre ben 17 miliardi di nuove entrate. E’ un autentico massacro fiscale e sociale dei redditi più bassi. Nella manovra manca qualsiasi ambizione di fare quelle riforme strutturali che aiutino il paese a crescere. Il fatto che l’Italia resta con una crescita così bassa è difficile per chiunque far quadrare i conti. Una classe politica impegnata nelle riforme strutturali può rendere questa crescita compatibile e con un minor indebitamento”.
Pensa che verrà messa la fiducia sulla Finanziaria?
“Credo che il Governo porrà la fiducia su questo provvedimento. Il calendario stabilito dall’aula assegna alla manovra sostanzialmente due giornate. E’ chiaro che questo porta con se l’impossibilità, per il Parlamento, di discutere nel merito. E anche questo comportamento è uno scandalo perché i desideri dei cittadini non vengono rappresentati. Questa breve discussione non permetterà di entrare nel cuore dei singoli provvedimenti. L’opinione pubblica non potrà capire, attraverso gli atti parlamentari, che cosa è accaduto in questa Finanziaria. Certo, la maggioranza è stretta in una morsa drammatica. Finora, dalla stessa maggioranza di centrodestra sono arrivate solo critiche alla manovra.
Pensa che Tremonti sia scontento da quello che è uscito fuori da questa manovra? Il ministro dell’Economia ha subito questo provvedimento oppure è tutta farina del suo sacco?
“Tremonti è l’autore della manovra. E’ opera sua”.
Certo, ma ci sono state molte pressioni su quello che il ministro dell’Economia avrebbe dovuto fare.
“I punti fondamentali della manovra, voluti da Tremonti, sono stati accettati dalla maggioranza. Ma nella Finanziaria ci sono troppi elementi di iniquità. Credo che questa manovra segni un atto di rottura tra i cittadini e il Palazzo. E’ sotto gli occhi di tutti”.

Una riforma fiscale inderogabile

Intervista Gilberto Pichetto Fratin
Voce Repubblicana dell'8 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

Mi auguro che dal percorso di riforma avviato dal governo con la Finanziaria si arrivi ad una forte riforma fiscale per passare da forme di tassazione alle persone a quella alle cose. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Pdl Gilberto Pichetto Fratin, già segretario del Partito Repubblicano Italiano in Piemonte.
Senatore Pichetto Fratin, cosa pensa della legge Finanziaria varata dal governo? Il provvedimento varato dal Governo danneggia la classe media?
“Questa legge Finanziaria arriva in un momento molto particolare per l'economia dell'Unione europea. Le notizie che apprendiamo sulla situazione economica e finanziaria del Portogallo devono preoccupare tutti. Deve essere chiaro per tutti che la priorità assoluta dell'esecutivo deve essere quella di tenere i conti in ordine. Questa è la priorità insieme all'obiettivo del pareggio di bilancio. L'Italia deve fare fronte ad un enorme debito pubblico. Questo è il problema che grava sulla nostra situazione finanziaria. Nel Documento di economia e finanza era scritto chiaramente che l'obiettivo della Finanziaria deve essere quello di una manovra in da 45 miliardi. L'entità della manovra del governo Berlusconi è di circa 48 miliardi di euro. Il Documento di economia e finanza parlava di 45 miliardi di tagli. E il Governo ha mantenuto fede a questa indicazione con 30 miliardi di tagli e 18 miliardi di nuove entrate. Le forme di nuove entrate sono mirate: assicurazioni, banche e l'Irap. Poi ci sono altre forme di entrate come quelle che riguardano i conti sui titoli. Inoltre, il governo ha agito sulle pensioni pubbliche e sugli stipendi dei pubblici dipendenti”.
E' stato un errore colpire il risparmio? Il Pdl e il centrodestra hanno sempre tenuto in grande conto la capacità di risparmio degli italiani.
“In merito ai 120 euro sulla tenuta dei conti sui titoli si poteva intraprendere la strade dell'aumento delle aliquote o dell'Iva. Si rischiava di imporre delle tasse generalizzate. Si poteva anche intervenire su elementi in grado di dare la certezza immediata delle entrate. Ogni nuova forma di tassazione viene vista negativamente. Non è una questione di diversa impostazione tra politiche di maggioranza o di opposizione. Abbiamo dovuto fare di necessità virtù per accompagnare percorsi di riforma. Mi auguro che la riforma fiscale sia forte e permetta la semplificazione. Il collegato alla manovra deve dare l'indicazione di passare dalla tassazione delle persone alle cose”.
Tremonti ha rinunciato alla sua filosofia di politica economica?
“No, anzi, sono convinto che questa manovra economica porta proprio la firma di Giulio Tremonti. Altrimenti non ci sarebbe stato il collegato fiscale. Il ministro dell'Economia ha rispettato quanto aveva promesso nel Documento di economia e finanza”.

Quel ceto medio da tutelare

Intervista a Mario Baccini
Voce Repubblicana del 7 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

La Finanziaria deve tutelare il ceto medio. Mi auguro che da questo punto di vista il governo dimostri maggiore attenzione nei confronti di chi subisce questa crisi. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle Libertà Mario Baccini.
Onorevole Baccini, cosa pensa della legge Finanziaria varata dal Governo?
“Condivido l’intento della legge finanziaria, che mira ad abbattere odiosi privilegi che hanno caratterizzato la vita politica di questi ultimi venti anni. Detto questo, ci sono molti aspetti che potrebbero essere migliorati. Credo che sia necessario sostenere di più il ceto medio in una fase di crisi come questa. L’impressione è che questa volta il ceto medio sia stato penalizzato da questa Finanziaria”.
La Finanziaria è negativa per i piccoli risparmiatori?
“Questa Finanziaria mira a colpire gli sprechi e a risanare il debito pubblico che ha bisogno di interventi strutturali. Si tratta di una Finanziaria di ampio respiro che nel corso del tempo si potrà migliorare su questo aspetto”.
E’ sbagliato porre la questione di fiducia sulla Finanziaria?
“Il Parlamento ha il diritto di discutere questa Finanziaria. Il confronto politico ha un valore inestimabile. E non deve rappresentare mai un problema politico. Detto questo, molto dipende dall’atteggiamento dell’opposizione e dal numero degli emendamenti che presenteranno. Se l’opposizione dimostrerà un atteggiamento preconcetto nei confronti della Finanziaria, cercando di dilatare la discussione del provvedimento all’infinito costringerà il Governo alla fiducia. Molto dipenderà da questo tipo di comportamento politico. A quel punto, il voto di fiducia rappresenta una sorta di autotutela da parte del governo. Io mi auguro che il voto di fiducia non ci sia perché oggi è necessario l’impegno di tutte le forze politiche per migliorare questo provvedimento”.
Che ruolo svolgerà in questa fase il Presidente della Repubblica Napolitano?
“Credo molto nel ruolo del Presidente della Repubblica come garante delle istituzioni. Sono convinto che anche questa volta, come ha fatto sempre, dimostrerà un grande rispetto nei confronti del Parlamento e del Governo”.
Come ha trovato queste polemiche pretestuose contro la norma, ritirata, sul lodo Mondadori?
“Credo che il problema sia stato gestito male. Berlusconi ha avuto ragione a porre questo problema. Se Berlusconi vincerà l’ultimo grado di giudizio chi restituirà i soldi persi?! Ma il tema andava gestito meglio politicamente con una discussione chiara. Le opposizioni hanno approfittato di questa situazione per attaccare ancora Berlusconi”.
Tremonti esce indebolito da questa Finanziaria?
“Molti esponenti della maggioranza hanno premuto su Tremonti ritenendo che molto risorse accantonate potevano essere utilizzate per il paese”.

Qui ci vuole Marina Berlusconi

Voce Repubblicana del 6 luglio 2011
Intervista a Giancarlo Lehner
di Lanfranco Palazzolo

Per vincere le elezioni del 2013 forse Angelino Alfano non basta. Ci vorrebbe Marina Berlusconi. Lo ha detto alla “Voce” il deputato di Iniziativa Responsabile Giancarlo Lehner.
Onorevole Lehner, cosa pensa dell’elezione di Angelino Alfano come coordinatore del Pdl?
“La sensazione è favorevole. Conosco Angelino Alfano. Ritengo che il nuovo segretario del Pdl sia una persona preparata e giovane. E quindi penso che abbia abbastanza carattere per governare gli uomini. Il problema all’interno del Pdl è proprio quello di saper governare gli uomini. E’ vero che c’è una tendenza anarcoide. Molti esponenti del Pdl sono portati a pensare ai propri affari piuttosto che al bene comune. Credo che il neoeletto segretario del Pdl vada aiutato molto. Mi auguro che lui recepisca i consigli di chi è veramente affezionato al partito. Il primo consiglio che posso dare ad Alfano è di pensare a quelli che sono i doppi e i tripli incarichi di alcuni esponenti del partito. Uno dei drammi del Pdl è che molti parlamentari fanno anche altri mestieri. Penso sempre come un sogno alle regole americane per cui chi viene eletto in Parlamento deve cessare immediatamente i suoi impegni professionali. Questa mi pare una chimera per l’Italia. Un eletto in Parlamento non deve essere anche presidente di una provincia, sindaco o presidente di una bocciofila. Questa bulimia di incarichi è all’origine di tanti incidenti”.
Allude a quale votazione al termine della quale la maggioranza è andata sotto?
“Ci sono stati casi in cui la maggioranza non ha tenuto. Se andiamo a vedere i nomi degli assenti a quelle votazioni si tratta di esponenti politici che hanno dei doppi incarichi. Noi abbiamo presidenti delle provincie che stanno in Parlamento. Io sono un fautore dell’abolizione delle provincie. Ma prima che queste provincie siano abolite è necessario che un Presidente di questo ente scelga tra l’incarico di parlamentare e quello di presidente di una giunta provinciale. Alfano dovrebbe avere il coraggio di intervenire su questa bulimia di incarichi”.
Esiste anche un partito nascosto che non gradisce il nuovo segretario?
“Quando viene eletto un nuovo leader con questo entusiasmo ci sono sempre quelli che applaudono con la cattiva coscienza. Questo è fisiologico. Ma credo che per vincere le elezioni del 2012 questo non basta”.
Chi vorrebbe?
“La mia personale convinzione è che Alfano non abbia il tempo per strutturare il partito in vista delle prossime elezioni. Sono sicuro che è sua intenzione farlo. E che lo farà. Però ci vuole una nuova discesa in campo, non al posto di Alfano, ma in aggiunta ad Alfano. Penso a Marina Berlusconi perché è una donna perché ha molti tratti simili a quella di Margaret Tahtcher. E ha la capacità di governare con durezza gli uomini”.

Un intervento che entusiasma

Intervista a Piergiorgio Massidda
Voce Repubblicana del 5 luglio 2011
di Lanfranco Palazzolo

L’intervento di Angelino Alfano al Consiglio Nazionale del Pdl mi ha entusiasmato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Piergiorgio Massidda del Popolo delle libertà.
Senatore Massidda, cosa pensa dell’elezione per acclamazione di Angelino Alfano come segretario del Pdl?
“Ho trovato la scelta della nomina di Angelino Alfano come una scelta molto azzeccata, molto razionale. Però, dopo aver ascoltato il suo intervento al Consiglio nazionale del Pdl posso dire che le sue parole mi hanno entusiasmato. Sono entusiasta della sua scelta. Mi pare che il suo intervento ha toccato dei punti che erano sacrosanti: la volontà di ricreare le vecchie regole dell’associazionismo, che devono essere fondamentali in un partito; il ritorno alla meritocrazia e soprattutto l’apertura nei confronti dei giovani”.
Cosa pensa debba essere cambiato nel Pdl in vista di un prossimo congresso del partito?
“Credo che sia necessario fissare le regole democratiche all’interno delle quali ciascuno di noi deve muoversi. Nello Statuto del Pdl queste regole sono scritte, ma troppo spesso si è derogato da queste regole. L’esperienza di questi anni ci ha insegnato che queste regole devono essere fissate con precisione. E se queste regole non vengono seguite ci devono essere anche delle conseguenze. Ve lo dice uno che si è candidato contro il Pdl per manifestare il dissenso su alcune scelte del partito. Il Pdl ha bisogno di ritornare alla democrazia interna. Non si può pensare di risolvere tutto con le nomine dall’alto. Oggi, con la maturità che c’è nel partito le nomine devono partire dalla base del partito. L’autorevolezza si conquista anche con il consenso della gente e con i numeri. Il Pdl deve affrontare la stagione congressuale e deve trovare le regole per evitare, come è accaduto in altri partiti, che si verifichi l’infiltrazione di certe persone vicine alla malavita”.
Cosa ne pensa del Terzo polo e del recente fallimento di Futuro e libertà alle recenti elezioni amministrative?
“Sono stato corteggiato per lungo tempo da Futuro e libertà, ma con Berlusconi ho fatto un discorso molto franco. E sono rimasto nel Pdl. La svolta che abbiamo visto in questo periodo nel Pdl è merito anche di tutti quegli esponenti politici che hanno portato avanti con convinzione la loro battaglia per cambiare il Pdl. Io sono stato uno dei fondatori di Forza Italia, ho fatto parte del Comitato dei cento che ha fondato il Pdl. Quando ho visto la piega che stava prendendo il partito ho pensato che non mi sarei più ritrovato nel partito. Il progetto politico di Futuro e libertà era incerto. Invece di essere la seconda gamba del Pdl hanno pensato di fare il terzo polo. In questo terzo polo non mi sono mai riconosciuto. L’esperienza del Fli si è dimostrata perdente”.