mercoledì 31 agosto 2011

Per le pensioni ci vuole un provvedimento organico

Intervista a Gilberto Pichetto Fratin
Voce Repubblicana del 31 agosto 2011
di Lanfranco Palazzolo

Sono favorevole ad un intervento sulle pensioni, ma il mio augurio è che la questione sia affrontata in un provvedimento organico e non solo in una manovra d’urgenza come la manovra. Lo ha detto alla “Voce” il senatore del Pdl Gilberto Pichetto Fratin.
Senatore Pichetto Fratin, cosa ne pensa del confronto sulla manovra?
“E’ naturale che in questi giorni si sia sviluppata una discussione così ampia. La posizione del Pdl era a favore dell’abrogazione di tutte le provincie, mentre nella Lega c’è stata un’impostazione diversa. Il problema che è stato posto in questa manovra è di rendere efficiente il sistema degli enti locali, in particolare dei piccoli comuni. La manovra consente il mantenimento delle municipalità, ma accorpa i servizi. Su questo si è aperto un ampio dibattito con delle contestazioni. Il provvedimento in questione è una manovra economica e non un disegno di legge organico che deve ridisegnare le funzioni degli enti locali. Da questo punto di vista non si possono pensare grandi riforme. L’obiettivo è quello di incassare 47mila miliardi. L’importante è che questi tagli non costino il doppio per i cittadini. Il rischio è che gli enti locali impongano nuovi tributi sui cittadini. E questo quadro non migliorerebbe la situazione”.
Pensa che l’imposta di solidarietà sia stato un errore?
“In questi giorni si è presentato il dilemma tra Iva e imposta di solidarietà. Visto che questa è una manovra che deve fare cassa, il gettito sull’Irpef è quello che individua chiaramente i soggetti che devono pagare le tasse. Sono però convinto che un intervento sulle imposte dirette deprima l’economia molto di più dell’Iva perché demotiva alla produzione di redditi. Anzi, un intervento del genere rischia di incentivare l’evasione. Il sistema economico deve essere motivato a produrre redditi. Questo deve essere un fattore importante di crescita”.
E’ favorevole ad un intervento sulle pensioni?
“Il percorso di parificazione del sistema pensionistico italiano è una questione di tempi e parametri. Io avrei accorciato i tempi per il settore privato. Sarebbe un bel segnale di tenuta del sistema pensionistico. Bisognerebbe cambiare i regolamenti che hanno portato all’esplosione del combinato disposto tra pensioni di invalidità e assegni di accompagnamento, che nel giro di pochi anni è passato da 4-5 miliardi a 16 miliardi. Il problema della reversibilità deve essere affrontato”.
In che termini?
“Ci sono dei casi particolari. Una vedova giovane, senza figli, che gode della pensione di reversibilità potrebbe godere di questo beneficio per decenni rispetto ad una vedova, di età superiore, che deve mantenere dei figli. Si tratta di questioni difficili da affrontare in una manovra d’urgenza. Ecco perché mi auguro che ci sia una riflessione più complessiva”.