sabato 3 settembre 2011

Una manovra molto improvvisata

Intervista a Paolo Pirani
Voce Repubblicana, 3 settembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

La manovra del Governo è stata improvvisata. Lo ha detto alla “Voce” Paolo Pirani, segretario confederale della Uil.
Paolo Pirani, cosa pensa delle indecisioni che stanno caratterizzando l’azione del Governo sulla manovra economica e finanziaria, in particolare quella sul riscatto del periodo universitario e del servizio militare?
“Il governo ha messo in campo una manovra molto improvvisata, che è stata realizzata con troppa fretta non cogliendo l’aspetto di iniquità del provvedimento. L’introduzione della norma relativa al divieto di riscattare il periodo del servizio militare e degli studi universitari non riguardava la riforma del sistema pensionistico. E’ stata una norma dettata dall’esigenza di fare cassa, è stata fatta in maniera sbagliata. Ecco perché quella norma ha creato un dissenso molto trasversale, soprattutto tra i lavoratori dell’industria che si accingevano ad andare in pensione, alla rivolta degli alpini nel Veneto. Alla fine al Governo non è restato altro che fare marcia indietro”.
Cosa ha indotto il Governo a prendere un provvedimento di questo genere?
“Secondo me c’è qualche problema nel Governo. E’ stato dato troppo spazio ai tecnici, che si sono dilettati a prendere delle misure senza pensare alle conseguenze sociali che avrebbero potuto determinare”.
E’ credibile ch Sacconi si sia fatto sopraffare dai tecnici del Governo?
“Non so se il responsabile di questa norma sia stato Maurizio Sacconi, Giulio Tremonti o i tecnici. L’idea è uscita dal vertice che si è svolto ad Arcore. E’ lì che è stato fatto l’errore, sottovalutando l’effetto della norma sul riscatto del periodo universitario e di quello militare. Non si capisce come mai il governo sia uscito con un decreto sulla manovra e 30 secondi dopo è stata la maggioranza a proporre delle modifiche. La manovra sta creando preoccupazioni a tutti sul tipo di risposta che il governo pensa di dare alla crisi”.
Quanti lavoratori erano interessati alla norma relativa ai 40 anni di lavoro per ottenere la pensione?
“Per il primo anno di applicazione della norma erano interessati in 80mila. E’ una norma che si sarebbe sviluppata in tre anni. Quando il governo l’ha presentata si è accorto di non aver calcolato i risultati. E allora si è deciso di non perseguire in questo errore, evitando una grossa frattura sociale”.
Come avete visto le polemiche sul contributo di solidarietà?
“Credo che sia giusto di base far pagare chi ha guadagni superiori. Ma nel sistema fiscale italiano i ricchi sono pochissimi. Basti pensare che i titolari di un reddito molto elevato sono circa 1000 persone, mentre in Francia sono 30mila. Questo dato non è vero perché c’è ancora molta evasione fiscale in Italia. Ecco perché, in alternativa, abbiamo chiesto un intervento sui grandi patrimoni immobiliari”.

Chiedo clemenza per il Governo

Intervista a Giuliano Cazzola
Voce Repubblicana, 2 settembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Il governo sarà costretto a reintrodurre per tutti il contributo di solidarietà. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Popolo delle libertà Giuliano Cazzola.
Onorevole Cazzola, cosa pensa della manovra del Governo e soprattutto della confusione che c’è stata intorno a questo provvedimento?
“Se fossi un avvocato chiamato a difendere in tribunale l'imputato governo allargherei le braccia. Mi rivolgerei alla Corte chiedendo clemenza, come fanno gli avvocati che non hanno argomenti. Non c'è dubbio che la confusione regni sovrana. Non si riesce a capire dove si vada a parare. Lo spettacolo a cui stiamo assistendo non è edificante”.
Come spiega queste incertezze del ministro dell'Economia Tremonti?
“Non si capisce chi comanda. Si piegano le soluzioni oggettive dei problemi alle logiche politiche. La Lega nega ogni possibile intervento sulle pensioni. E in materia previdenziale non cambia assolutamente nulla. Lo stesso Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi se la prende con la tassa di solidarietà in una manovra composta al 60 per cento da tasse. Il risultato è che Berlusconi ha tolto dalla manovra il contributo di solidarietà aprendo un casino insostenibile, con il pubblico impiego che lo paga da un anno e con i pensionati che lo pagano da agosto. A questo punto i sindacati e il pubblico impiego sono scesi in campo contro il governo. I problemi della previdenza non sono stati affrontati concretamente in questa manovra. In molte circostanze, come per esempio sulle norme che riguardano la pensione dei medici, il governo non è stato nemmeno in grado di difendersi. Sono situazioni che provocano un'alzata di scudi”.
Pensa che Berlusconi sia rimasto impressionato dallo sciopero dei calciatori?
“Se siamo arrivati a questo punto! Il Governo non può stare nelle mani di pochi calciatori viziati, ai quali non manca nulla, allora avrebbero ragione quelli che se la prendono con il conflitto d'interessi e sostengono che sia un problema per il paese. Io non credo che Berlusconi sia arrivato a questo punto. Sono convinto che il Governo sarà costretto a rimettere il contributo di solidarietà per tutti visto che si è già rimangiato gli interventi sulle pensioni. Questa è l'ennesima figuraccia fatta dal Governo”.
Nella parte demagogica della manovra è previsto il dimezzamento dei Parlamentari e l'abolizione delle provincie. Sono provvedimenti realizzabili subito e attinenti alle esigenze (immediate) di cassa?
“Sarà necessario fare delle modifiche alla Costituzione negli articoli nei quali si prevede il numero dei parlamentari e l'articolazione degli enti locali”.
Però questo non si fa subito.
“Anche nella versione iniziale della manovra, erano previste queste riforme a partire dalla prossima legislatura. Credo che queste riforme siano una boiata”.

Quel beauty contest da rivedere

Intervista a Marco Beltrandi
Voce Repubblicana del 1 settembre 2011
di Lanfranco Palazzolo

Il Governo non è l'unico responsabile della mancata gara sulle frequenze tv. La principale responsabilità di questo scandalo riguarda l'Autorità di Garanzia delle Comunicazioni (Agcom). Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato radicale eletto nelle liste del Pd Marco Beltrandi. Ecco cosa ci ha detto su questa vicenda.
Onorevole Beltrandi, cosa ne pensa del “beauty contest” sulle frequenze tv?
“Non posso che esprimere il mio dissenso su questa vicenda. Lo avevo fatto già alcuni mesi fa. Tuttavia, il governo non è l'unico responsabile di questa situazione. Il primo responsabile di questa situazione è l'Agcom, l'Autorità garante delle comunicazioni. Fu proprio l'Agcom, su forte pressione dell'attuale maggioranza a non mettere all'asta queste frequenze”.
Di che frequenze si tratta, in particolare?
“Sono la parte cospicua e pregiata delle frequenze che il passaggio al digitale ha consentito di liberare. Come sapranno coloro che conoscono il digitale, questo segnale consente di avere una trasmissione televisiva migliore attraverso un minor spazio di utilizzo della banda tv. Laddove si poteva irradiate, ai tempi dell'analogico, un solo segnare oggi se ne possono irradiare quattro o cinque. Così come è avvenuto negli altri paesi europei queste frequenze avrebbero potuto essere messe all'asta”.
Invece cosa è successo?
“Un primo lotto non è stato messo all'asta dall'Agcom. Questa è stata una decisione sconcertante perché mettere all'asta queste frequenze significa regalarle alla Rai e Mediaset. Si tratta di una decisione incomprensibile visto che queste frequenze potevano essere utilizzate per consentire a nuovi attori di entrare nel sistema televisivo. L'operazione avrebbe potuto fruttare allo Stato tra 2,5 e i 4 miliardi di euro”.
E' sbagliato pensare che questa scelta è stata voluta solo dal cosiddetto “partito Mediaset”? In fondo anche la Rai ci guadagna molto.
“Quella sulle pressioni del partito Mediaset è una valutazione giusta. Ma di questo 'beauty contest' beneficerà molto anche la Rai. La vicenda ha suscitato tali proteste che, per un altro lotto, è stata annunciata una gara che vede interessate le società di telecomunicazioni che potrebbero costruire la rete 4G. Per iniziativa del gruppo del Pd al Senato, in particolare di Luigi Zanda, è stato presentato un emendamento per mettere in gara le frequenze oggetto del 'beauty contest'”.
Quali sono i nuovi gruppi che avrebbero potuto partecipare?
“La7 ha delle grosse difficoltà di trasmissione. Avrebbe beneficiare di questa gara. Non credo che la Rai avrebbe potuto far fronte ad una gara del genere visti i problemi economici che sta vivendi”.
Repubblica tv e il gruppo l'Espresso volevano entrare nella gara?
“Si è molto parlato di questa ipotesi. Avrebbero potuto farlo”.